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Bussai una terza volta. Il silenzio oltre quella porta era diverso dal silenzio di una casa vuota. Era il silenzio di una casa che aspetta, che trattiene il respiro, che ascolta.
Nessun passo. Nessuna voce. Nessun fruscío di pantofole su pavimenti di legno.
-Isla!- chiamai di nuovo, e la voce mi si spezzò a metà, rauca per il freddo e per la paura.
Niente.
La casa era chiusa. Le finestre buie. Nessun filo di fumo dal comignolo. Nessuna luce dietro le tende. Isla non c'era. Forse era uscita, forse era andata in città, forse era da qualche parte lungo quella strada sterrata. Non importava dove fosse. Importava solo che non era lì, e che la porta tra me e la salvezza restava chiusa.
I passi dietro di me si erano fermati.
Sentivo la presenza di Rick come si sente il calore di un fuoco sulla schiena, anche senza voltarsi. Era lì, a una decina di metri, fermo nella neve, con quella sua calma da predatore che ha tutto il tempo del mondo perché sa che la preda non ha dove andare.
Mi voltai lentamente. Non di scatto, non con la furia disperata che avevo provato nel mio appartamento. Mi voltai con una lentezza che non mi apparteneva, con una consapevolezza che mi era calata addosso come un manto pesante, schiacciandomi le spalle e svuotandomi il petto. La porta di Isla era chiusa. La Chevy era parcheggiata dietro di me. Il bosco si stendeva su entrambi i lati, bianco e silenzioso, senza offrire riparo.
Non c'era via d'uscita. Non questa volta.
Rick era esattamente dove l'avevo visto l'ultima volta, all'inizio del sentiero, con i piedi piantati nella neve e la giacca di pelle che gli pendeva dalle spalle come un'armatura consunta. Ma qualcosa era cambiato. La mano destra non era più infilata nella tasca con quel rigonfiamento ambiguo che poteva essere un coltello o qualsiasi altra cosa. La mano era fuori, lungo il fianco, e stringeva qualcosa che scintillava sotto la luce grigia del mattino invernale.
Una pistola.
Nera, compatta, con quella forma inequivocabile che non lasciava spazio a interpretazioni. Non era un coltello questa volta, non era una lama che potevi schivare o deviare con un movimento fortunato. Era una pistola, e nella mano di Rick sembrava naturale come un'estensione del suo corpo, come se fosse nato stringendo quell'arma, come se avesse passato la vita ad aspettare il momento di usarla.
-Lo sapevo,- disse Rick, e la sua voce era stranamente calma, quasi rilassata. -Lo sapevo che questa casa c'entrava qualcosa con lei. È da un pó che ti osservo.-
Non si mosse. Non alzò la pistola. La teneva lungo il fianco, con la canna rivolta verso la neve, come se non avesse ancora deciso se usarla o no. Ma io sapevo che l'avrebbe fatto. L'avevo visto nel mio appartamento, avevo sentito la lama sulla gola, avevo assaggiato il sapore del mio sangue. Rick non era il tipo che tirava fuori un'arma per spaventare. Rick era il tipo che la usava.
-Non so di cosa stai parlando,- dissi, e la mia voce suonò vuota anche a me.
-Non prendermi per il culo.- Rick fece un passo avanti. La neve scricchiolò sotto il suo stivale con un suono secco, ritmico, come il ticchettare di un orologio che conta backwards. -Ti ho seguito. Ti ho visto uscire dal bar con i tuoi amichetti, ti ho visto dividervi, ti ho visto venire qui. In questa casa nel bosco, vicino al lago.- Un altro passo. -Pensi che sia stupido?-
-Non penso niente, Rick. Voglio solo andarmene.-
-No.- La parola uscì piatta, definitiva, come il verdetto di un giudice che ha già deciso. -Tu non vai da nessuna parte. Non finché non mi dici dov'è.-
Alzò la pistola. Il movimento fu lento, deliberato, quasi cerimonioso. La canna si sollevò dalla neve e si puntò verso di me con una precisione che mi fece capire che Rick sapeva usare quell'arma, che non era la prima volta che la impugnava, che aveva passato ore a esercitarsi in qualche garage o in qualche poligone abbandonato.
-Dov'è Marty?-
La domanda mi colpì con una forza che non mi aspettavo. Non per le parole in sé, che avevo previsto, ma per il modo in cui le pronunciò. C'era qualcosa nella sua voce quando diceva quel nome, un'ossessione che andava oltre la rabbia, oltre il desiderio di vendetta. Era qualcosa di più profondo, più viscerale, più malato. L'ossessione che aveva sviluppato dopo quella notte nel parcheggio del Rusty Nail lo aveva consumato dall'interno, scavando caverne nella sua mente dove l'odio e il desiderio si mescolavano in un cocktail tossico che non gli lasciava via d'uscita.
-Non lo so,- dissi, e era la verità. -Non so dove sia. È sparita.-
-Sparita.- Rick ripeté la parola come se la stesse assaporando, come se la stesse girando tra i denti per vedere se suonava vera. -Una ragazza non sparisce nel nulla.-
-Non è una bugia, Rick. È la verità. È venuta al lago stamattina, mi ha parlato, e poi è svanita. Non so dove sia andata. Non so nemmeno cosa sia, davvero.-
Rick inclinò la testa, e per un istante vidi qualcosa attraversargli il viso, un'ombra di curiosità che lottava con la rabbia.
-Cosa sia?- ripeté. -Cosa intendi con "cosa sia"?-
Esitai. Le parole mi si accumularono nella gola, pesanti come pietre. Non potevo dirgli la verità. Non potevo dirgli che Marty era morta trent'anni prima, che era un'anomalia, una crepa nella realtà, qualcosa che non avrebbe dovuto esistere ma che esisteva lo stesso. Se glielo avessi detto, gli avrei dato esattamente ciò che voleva: una conferma che non era pazzo, che quello che aveva visto quella notte nel parcheggio era reale, che Marty era qualcosa di diverso da qualsiasi cosa avesse mai incontrato. E quella conferma avrebbe solo alimentato la sua ossessione, l'avrebbe trasformata in qualcosa di ancora più pericoloso.
-Non importa,- dissi. -Quello che importa è che non so dove sia. E anche se lo sapessi, non te lo direi.-
Rick sorrise. Un sorriso sottile, gelido, che gli sollevò solo un angolo della bocca e gli fece apparire una ruga profonda sulla guancia sinistra.
-Leale.- disse, con un tono che faceva sembrare la parola un insulto.
La pistola non tremava. La canna era puntata dritta al mio petto, e io potevo vedere il foro scuro dell'apertura che mi fissava come un occhio cieco. Il cuore mi batteva nelle tempie, e la spalla ferita pulsava con un dolore che si era fatto più acuto, più insistente, come se il mio corpo stesse cercando di dirmi qualcosa che la mia mente si rifiutava di ascoltare.
Pensai a Isla. Se fosse tornata e avesse trovato Rick nel suo giardino, con una pistola in mano e la follia negli occhi. Sola, senza sapere chi fosse, senza sapere perché fosse lì. Indifesa.
Pensai a Thomas e Rudy, che in quel momento stavano percorrendo una strada sterrata nel bosco, chiedendosi se il diversivo avesse funzionato, ignari che Rick mi avesse seguito fino alla casa. Se fossero tornati indietro, se avessero visto la berlina parcheggiata dietro la mia Chevy, se avessero cercato di intervenire. Anche loro indifesi, contro una pistola.
Dovevo prendere tempo. Dovevo mantenere Rick lì, fermo, a parlare, finché qualcuno non fosse arrivato o finché non avessi trovato un modo per disarmarlo. Era l'unica opzione che avevo.
-Cosa vuoi da lei, Rick?- chiesi, e la mia voce era più ferma di quanto mi aspettassi. -Cosa pensi di ottenere?-
-Voglio guardarla,- disse Rick, e il tono della sua voce cambiò. Divenne più basso, più intimo, più disturbato. -Voglio guardarla come lei ha guardato me. Voglio che veda cosa si prova. Voglio che senta cosa significa essere svuotati, essere niente.-
-Non funzionerà.-
-Non lo sai.-
-Lo so, Rick. Perché l'ho vista. L'ho guardata negli occhi più di una volta, e non sono crollato. Ma non perché sia più forte di te. È perché lei non può fare a tutti quello che ha fatto a te. Ha bisogno di qualcosa, della paura, della vulnerabilità. E tu gliel'hai data. Le hai dato esattamente ciò di cui aveva bisogno.-
Rick strinse gli occhi, e per un istante vidi qualcosa di simile al dubbio attraversargli il viso. Ma durò solo un istante.
-Stronzate,- disse, e la pistola si alzò di un centimetro, puntando verso la mia testa. -Stai solo cercando di guadagnare tempo. Pensi che i tuoi amici stiano arrivando? Pensi che ti salveranno?-
Non risposi. Non ce n'era bisogno. Sapeva. Aveva capito. Sapeva che stavo prendendo tempo, saveva che stavo aspettando, sapeva che ogni parola che usciva dalla mia bocca era un tentativo disperato di prolungare un momento che stava per sfuggirmi di mano.
E poi, mentre cercavo le parole successive, le parole che mi avrebbero fatto guadagnare un altro minuto, un altro secondo, un altro battito del cuore, la vidi.
Non dal bosco. Non dalla strada. Non dalla casa.
Da dietro Rick.
Camminava lungo il sentiero che portava dal bosco alla casa, con passi lenti e silenziosi. Il cappotto blu scuro le ondeggiava intorno alle gambe, e i capelli neri le ricadevano sulle spalle in onde che il vento smuoveva appena.
Marty.
Era lì. A pochi metri da Rick. Dietro di lui. Così vicina che se Rick si fosse voltato l'avrebbe vista. Ma Rick non si voltò, perché Rick non sapeva che era lì, perché Rick era troppo concentrato su di me, sulla pistola, sulla domanda che mi aveva fatto e sulla risposta che voleva ottenere.
Mi fermai. Le parole mi morirono in gola. Gli occhi mi si spalancarono, e sentii un brivido che mi attraversava dalla testa ai piedi, un brivido che non era freddo e non era paura. Era qualcos'altro. Era il riconoscimento di qualcosa di inevitabile, di qualcosa che stava per succedere e che non potevo fermare.
Marty si fermò a un paio di metri da Rick. Non fece alcun rumore. Non disse nulla. Si limitò a stare lì, in piedi nella neve, con le mani lungo i fianchi e gli occhi fissi su di me. E in quello sguardo vidi qualcosa che non avevo mai visto prima. Non calma. Non controllo. Vidi qualcosa di più semplice, di più umano, di più fragile.
Rick se ne accorse. Non di Marty, non ancora. Ma si accorse del cambiamento sul mio viso. Vide i miei occhi spostarsi, vide la mia espressione trasformarsi, vide qualcosa che non riuscì a interpretare ma che gli fece capire che stava succedendo qualcosa.
-Cosa c'è?- chiese, con una voce che si era fatta improvvisamente sospettosa. -Cosa stai guardando?-
Non risposi. Non potevo. Le parole erano bloccate nella gola, incrinate tra il terrore di ciò che Rick avrebbe fatto se si fosse voltato e la consapevolezza che ciò che stava per succedere era fuori dal mio controllo.
Rick aggrottò la fronte. I suoi occhi si strinsero, e la pistola tremò per un istante nella sua mano. Poi, lentamente, iniziò a girare la testa.
E io rimasi in silenzio.30Please respect copyright.PENANAdLrDS3sn8k


