Le tre di notte pesavano come un macigno. La casa in affitto era immersa nel silenzio, rotto solo dal lieve ticchettio della neve contro le finestre. Fuori, Ogden era un mare bianco, fissavo il soffitto, le ombre della lampada che danzavano come fantasmi. Le parole di Noah mi giravano in testa, un loop che non riuscivo a fermare. La foto degli anni ’90, una ragazza con capelli neri, uguale a Marty. Martha. Un cliente abituale con un ragazzo “poco raccomandabile”. La crepa nel quadro la sera della cena. La morte del barista, fuso in un muro di cemento. E Marty, che svaniva nella neve come se non fosse mai stata lì.5Please respect copyright.PENANAxrSpJjzBZ0
Mi girai sul fianco, il materasso che scricchiolava. “Noah aveva bevuto” pensai, cercando di aggrapparmi a una spiegazione. Quella sera al Frozen Moose, mentre io ero con Marty, lui e gli altri avevano preso qualche birra di troppo. Forse aveva frainteso, visto una foto e immaginato somiglianze che non c’erano. Ma poi ripensai a lei.
Mi alzai, il freddo del pavimento che mi mordeva i piedi nudi. Il cuore batteva forte, un misto di paura e determinazione. Non potevo restare lì, a rigirarmi nel letto, lasciando che il dubbio mi divorasse. Dovevo sapere. Mi infilai un maglione, i jeans, gli stivali, il cappotto ancora umido di neve dalla passeggiata con Marty. Presi un respiro e uscii dalla stanza, il corridoio buio che amplificava ogni scricchiolio.5Please respect copyright.PENANARYQGFBPZJB
La porta di Noah era socchiusa. Bussai piano, il suono che sembrava troppo forte nel silenzio. Nessuna risposta. Spinsi la porta e lo trovai sdraiato, gli occhi aperti, fissi sul soffitto, come se anche lui non riuscisse a dormire. La luce della luna filtrava dalla finestra, illuminando il suo viso teso, la ruga tra le sopracciglia che non spariva mai.5Please respect copyright.PENANAFN1y8OvJey
– Noah – sussurrai, entrando. – Sei sveglio?-
Lui si tirò su, appoggiandosi sui gomiti. – Che c’è, Eric? – disse, la voce rauca, come se si aspettasse qualcosa.5Please respect copyright.PENANAAG3owPCl8j
– Non riesco a dormire – ammisi, sedendomi sul bordo del letto. – Quello che hai detto… la foto, il barista, Marty. Non mi dà pace.5Please respect copyright.PENANAkyWt8KZGCb
Noah si passò una mano sul viso, il tamburellare delle dita che ricominciava sul ginocchio. – Te l’ho detto, è strano – disse, il tono piatto ma carico di tensione. – Non sto dicendo che è lei, ma… cazzo, Eric, non ti sembra tutto troppo perfetto? La foto, il nome, il modo in cui parla di questo posto?-
– Forse avevi bevuto – dissi, cercando di sembrare scettico, ma la mia voce tradiva il dubbio. – Magari hai visto male, o il barista ha esagerato.5Please respect copyright.PENANAyhkK5euGMx
Noah scosse la testa, un mezzo sorriso amaro sulle labbra. – Quattro birre, Eric. Non ero ubriaco. Quella foto era chiara. Capelli neri, stesso sorriso. Martha. E il barista era serio quando ha detto che era una cliente abituale.-5Please respect copyright.PENANAuMwtxKzK2V
Il freddo mi pizzicava la pelle, ma non era solo il freddo. Era il pensiero di Marty, del suo bacio sotto la neve, di quella strana sensazione che mi aveva attraversato, come se qualcosa dentro di me stesse cambiando. – Non può essere lei – dissi, più a me stesso che a lui. – È giovane, Noah. L’ho… l’ho tenuta tra le braccia. È reale.-
– Non sto dicendo che non lo sia – rispose Noah, alzandosi. Si infilò una felpa, gli occhi che non lasciavano i miei. – Ma qualcosa non torna.-5Please respect copyright.PENANAkFc5zbG8Vz
Il brivido tornò, gelido, come se la neve fosse entrata nella stanza. – Dobbiamo andare al Frozen Moose – dissi, le parole che uscivano prima che potessi fermarle. – Dobbiamo vedere quella foto, capire se è vero.5Please respect copyright.PENANAUoTvvPCJ6I
Noah mi guardò, sorpreso, ma annuì lentamente. – Ora? – chiese, indicando la finestra, dove la neve cadeva fitta, coprendo Ogden come un sudario.5Please respect copyright.PENANARQuAxV39CQ
– Sì – dissi, la voce più ferma. – Non voglio svegliare Luke e Chris. Solo noi. Se quella foto esiste, voglio vederla.-
Lui esitò, poi prese il cappotto. – Va bene – disse. – Ma se troviamo qualcosa, non dire che non ti avevo avvertito.-5Please respect copyright.PENANA3QJS0WA2Tb
Ci muovemmo in silenzio, attenti a non fare rumore. Il corridoio era un’ombra, la casa avvolta nel gelo. Scendemmo le scale, gli stivali che scricchiolavano piano sul legno. Fuori, la neve cadeva senza sosta, il vialetto intatto, ci infilammo i cappucci, il vento che ci colpiva il viso come una lama. Le vie di Ogden erano deserte, i lampioni che gettavano cerchi di luce arancione sulla neve. -5Please respect copyright.PENANAmpAbBEClEB
– Sei sicuro di volerlo fare? – chiese Noah, rompendo il silenzio. La sua voce era bassa, quasi inghiottita dal vento.5Please respect copyright.PENANAMnczAOI3fc
– No – ammisi, stringendo le mani nelle tasche. – Ma devo sapere.-
Noah non rispose, ma il suo silenzio era più eloquente di qualsiasi parola. Salimmo in macchina e partimmo. Ogni pensiero era un nodo che si stringeva, ma una parte di me voleva credere che fosse tutto un errore, una coincidenza.5Please respect copyright.PENANAYTry2iAVs8


