Il campanello aveva squarciato il silenzio della casa in affitto, un suono che sembrava troppo acuto per la neve che soffocava Ogden. Marty era lì, sotto il portico, il cappotto blu coperto di fiocchi, i capelli neri che le incorniciavano il viso come un’ombra viva. Il suo sorriso, caldo e familiare, mi fece quasi dimenticare il video, il barista fuso nel cemento e la richiesta di parlare in privato. Alle mie spalle, Noah mi fissava, la sua richiesta di parlare in privato ancora sospesa nell’aria. Gli lanciai un’occhiata, cercando di sembrare calmo.
– Noah, parliamo dopo, ok? – dissi, la voce più ferma di quanto mi sentissi. Lui strinse le labbra, la ruga tra le sopracciglia che si approfondiva, ma annuì, tornando verso il salotto.5Please respect copyright.PENANAy9ZmwSyLJg
Marty inclinò la testa, i fiocchi di neve che si posavano sui suoi capelli. – Tutto bene? – chiese, la voce morbida, ignara della tensione che pesava come il freddo nella casa.5Please respect copyright.PENANAFXXBudRRK3
– Sì – mentii, prendendo il cappotto dall’attaccapanni. – Facciamo due passi? Ho bisogno d’aria.
Lei sorrise, tirando su il cappuccio del suo cappotto. – Mi piace l’idea – disse, e uscimmo, la porta che si chiudeva alle nostre spalle con un tonfo sordo.5Please respect copyright.PENANAlh6kbzFXaX
Le vie di Ogden erano silenziose, coperte da un manto di neve fresca che scricchiolava sotto gli stivali. I lampioni gettavano cerchi di luce arancione. Camminavamo spalla a spalla, i cappucci tirati su, la neve che cadeva lenta e fitta, come un sipario che ci isolava dal mondo. Il profumo di Marty – legno bagnato, dolcezza fruttata – si mescolava all’aria gelida, e ogni passo sembrava tirarmi più vicino a lei.
– Hai sentito cos’è successo al Frozen Moose? – chiesi, rompendo il silenzio. La mia voce era bassa, incerta, come se temessi di spezzare l’atmosfera.5Please respect copyright.PENANAZF1mJyoieG
Marty si voltò, il cappuccio che le incorniciava il viso, una ciocca di capelli neri che sfuggiva e catturava un fiocco di neve. – No – disse, sorpresa, gli occhi che si spalancavano appena. – Cos’è successo?-5Please respect copyright.PENANAMLbWRx8YYr
Esitai, il ricordo del video che mi stringeva lo stomaco. – Il barista… l’hanno trovato morto. – Feci una pausa, cercando le parole. – Era… fuso in un muro di cemento. Il viso bloccato, come se stesse urlando. È su tutti i social, un video. È impossibile, Marty. Non ha senso.-
Lei si fermò, il cappuccio che le scivolava leggermente indietro, lasciando i capelli esposti alla neve. – Fuso in un muro? – ripeté, la voce che tremava di incredulità. – Come… come può succedere una cosa del genere?5Please respect copyright.PENANAPDGVJPjvFA
– Non lo so – dissi, infilando le mani nelle tasche per scaldarle. – Noah dice che è fisicamente impossibile. Chris pensa sia un trucco, ma… quel video sembrava vero. Troppo vero.-5Please respect copyright.PENANAkiRteO2sKj
Marty si mordicchiò il labbro, lo sguardo perso verso un lampione, dove la neve danzava nella luce. – È orribile – disse piano. – Un muro di cemento non si piega, non si scioglie. Non capisco come… – Scosse la testa, i capelli che ondeggiavano, catturando altri fiocchi. – Forse è un errore. Qualcosa che non hanno capito.
– Forse – dissi, ma il tono era poco convinto. Camminammo ancora, il silenzio che si riempiva del suono della neve sotto i nostri piedi. – La polizia non dice nulla. È come se non sapessero da dove iniziare.-5Please respect copyright.PENANAGlRxfmrMZ8
Lei mi guardò, i suoi occhi scuri che brillavano sotto il cappuccio. – Non so cosa dire. – disse, ma non c’era il solito tono enigmatico. Sembrava davvero scossa, e questo mi fece sentire più vicino a lei, come se fosse solo una ragazza, non un mistero. – Ma una cosa del genere… è troppo.
Continuammo a camminare, le case di Ogden che si perdevano nella neve, le luci delle finestre come occhi lontani. Mi fermai, il freddo che mi pizzicava le guance. – Marty, tra cinque giorni partiamo – dissi, le parole che uscivano prima che potessi fermarle. – Torniamo in Wyoming. La vacanza è quasi finita.5Please respect copyright.PENANA8siwHt49Km
Lei si voltò, il cappuccio che le scivolava di nuovo, lasciando i capelli neri esposti, una cascata che si mescolava alla neve. Il suo sorriso svanì, sostituito da un’espressione di dispiacere, dolce ma rassegnata. – Lo so – disse, la voce bassa. – Prima o poi dovevi andare. È così che funziona, no?-
– Già – risposi, il cuore che si stringeva. – Ma non voglio pensarci ora.
Lei annuì, sfiorandomi il braccio con una mano guantata. – Non pensiamoci, allora – disse, e il suo sorriso tornò, più caldo, come il fuoco che avevamo condiviso due sere prima.5Please respect copyright.PENANAhJtFNknD1v
Ci fermammo davanti a un piccolo locale, un caffè chiamato The Brew Haven, con le finestre appannate e un’insegna al neon che tremolava nel buio. Entrammo, scrollandoci la neve dai cappotti. L’interno era caldo, con l’odore di caffè tostato e cannella che ci avvolse. Ci sedemmo a un tavolo d’angolo, vicino a una finestra dove la neve si accumulava contro il vetro. Ordinammo due cioccolate calde, e il discorso scivolò su cose più leggere: i sentieri di Ogden, le piste da sci, ecc. I suoi capelli, ancora umidi di neve, le ricadevano sul viso, e ogni tanto li scostava con un gesto lento, quasi ipnotico.
– Ti piace qui, vero? – chiesi, sorseggiando la cioccolata, il calore che mi scaldava le mani.5Please respect copyright.PENANAKhsoZVutcX
– Ogden? – disse, sorridendo. – È casa. La neve, il lago, le montagne. Non so immaginarla diversa. – Fece una pausa, giocherellando con la tazza. – Tu, invece? Tornerai mai?-5Please respect copyright.PENANA3QGhGpm7E7
– Forse – dissi, guardandola negli occhi. – Dipende.
– Da cosa? – chiese, inclinando la testa.
– Da te – risposi, e lei rise, un suono chiaro che mi fece dimenticare il freddo fuori.
Uscimmo dal locale, la neve che cadeva più fitta, il cielo ormai nero. Ci fermammo sotto un lampione, i fiocchi che danzavano nella luce come minuscole stelle. Marty si avvicinò, il cappuccio abbassato, i capelli neri che le incorniciavano il viso, punteggiati di neve. – Devo andare – disse, ma non si mosse.5Please respect copyright.PENANA3jvKifivGz
Prima che potessi rispondere, si sporse e mi baciò. Le sue labbra erano calde, con un gusto di cioccolata e neve, e le sue mani mi sfiorarono il viso, fredde ma vive. Ricambiai, stringendola a me, il cappuccio del mio cappotto che sfiorava il suo. Il mondo si ridusse a quel momento: la neve, il suo profumo, il calore del suo respiro. Ma poi, in mezzo al bacio, sentii qualcosa. Una strana sensazione, come un’onda fredda che mi attraversava il petto, non di paura, ma di cambiamento, come se qualcosa dentro di me si stesse spostando. Non capivo cosa fosse, un brivido che non era solo il freddo, una vertigine che mi fece vacillare.
Ci staccammo, e lei mi guardò, i suoi occhi scuri che brillavano sotto la neve. La sensazione svanì, lasciandomi confuso ma di nuovo me stesso. Scossi la testa, attribuendola al freddo, alla stanchezza, al peso del video. – Ci vediamo presto? – chiesi, la voce incerta.
– Forse – disse, con quel sorriso che nascondeva sempre qualcosa. – Buonanotte, Eric.-5Please respect copyright.PENANA4ryn68wF2r
Si voltò, incamminandosi lungo la via, la neve che inghiottiva i suoi passi. Camminai verso casa, il cuore ancora caldo dal bacio, ma quando mi girai, solo pochi secondi dopo, Marty era sparita. La strada era vuota, la neve intatta, come se non fosse mai stata lì. Mi fermai, il freddo che mi pizzicava il viso, e per un istante mi chiesi se fosse stata davvero reale. Poi scossi la testa, tornando verso la casa, il ricordo delle sue labbra ancora vivo.5Please respect copyright.PENANA9NwQvKKxDq


