La neve cadeva fitta fuori dalla casa in affitto, un velo bianco che soffocava Ogden e il Pineview Reservoir, visibile come una lastra scura oltre il vialetto, da queste parti a quanto pare era vero che era uno dei territori più nevosi degli Stati Uniti.5Please respect copyright.PENANAK5C4ztCRbT
Dentro, il salotto era illuminato solo da una lampada fioca, il camino spento che lasciava la stanza fredda, quasi ostile. Eravamo seduti in cerchio io, Luke, Chris e Noah come se il peso del video ci tenesse ancorati lì, incapaci di muoverci. L’immagine del barista, fuso nel cemento del Frozen Moose, il viso bloccato in un urlo muto, ci inseguiva ancora. Ogni tanto, qualcuno alzava lo sguardo, come per controllare che il muro dietro di noi fosse solo intonaco.
Chris era stravaccato sul divano, il telefono abbandonato sul tavolo, come se non volesse più toccarlo. – Questa vacanza è un cazzo di incubo – disse, la voce rotta dalla stanchezza. – Prima sembrava tutto figo: neve, birre, il Pineview. Ora? È come vivere in un film horror di serie B. Non vedo l’ora di andarmene.
Luke, seduto sul bracciolo, giocherellava con una lattina vuota. – Cinque giorni, amico – disse, cercando di sembrare leggero. – Poi torniamo in Wyoming, e questa storia sarà solo una cazzata da raccontare al bar.
– Una cazzata? – ribatté Chris, alzando la voce. – Hai visto quel tizio, Luke. Fuso in un muro. Non è una cazzata, è… – Si fermò, passandosi una mano sul viso. – Non so nemmeno cosa sia.
Noah, seduto su una sedia vicino alla finestra, non disse nulla. Le sue dita tamburellavano sul bracciolo, un ritmo lento e costante, ma i suoi occhi erano fissi su di me. Era stato silenzioso tutto il giorno, dalla ciaspolata sul Wheeler Creek Loop fino a ora, e il suo silenzio pesava più delle parole di Chris. Sentivo il suo sguardo, come se stesse cercando di scavarmi dentro, e mi faceva venire i brividi.
– Eric – disse infine Noah, alzandosi. La sua voce era bassa, quasi un sussurro. – Devo parlarti. In privato.
Lo guardai, sorpreso. Il suo tono non ammetteva repliche, e la ruga tra le sue sopracciglia era più profonda che mai. – Certo – dissi, alzandomi dal divano. – Andiamo di sopra.
Chris alzò un sopracciglio, ma non disse nulla. Luke scrollò le spalle, come se non gli importasse. – Non fate niente di stupido, voi due – mormorò ironico, aprendo un’altra lattina.
Ci incamminammo verso le scale, i gradini che scricchiolavano sotto i nostri piedi. Noah era dietro di me, e sentivo il suo sguardo sulla mia nuca, come un peso. Non avevo idea di cosa volesse dirmi, ma il suo silenzio durante la giornata, il modo in cui mi aveva guardato dopo il video, mi metteva a disagio. Stavo per chiedergli di cosa si trattasse, quando il campanello suonò.
Un trillo acuto, che tagliò il silenzio come una lama. Mi fermai, la mano sulla ringhiera, e guardai Noah. Lui si irrigidì, gli occhi che saettavano verso la porta. – Chi cazzo è a quest’ora? – disse Chris dal salotto, già in piedi.
– Vado io – dissi, scendendo di nuovo le scale. Il cuore mi batteva forte, un misto di curiosità e tensione. La neve fuori rendeva tutto irreale, come se la casa fosse sospesa in un sogno. Guardai attraverso lo spioncino, e il respiro mi si bloccò in gola.
Era Marty.
Stava sotto la neve, il cappotto blu coperto di fiocchi bianchi, i lunghi capelli neri che le cadevano sul viso come tende bagnate. Mi guardava, un mezzo sorriso sulle labbra. Aprii la porta, e il freddo mi colpì.
– Eric – disse, la voce morbida, come se il mondo non fosse appena crollato.
Non sembrava sapere nulla del video, del barista, del caos che ci aveva travolti. I suoi occhi scuri brillavano alla luce della lampada, e per un istante dimenticai tutto: il cemento, l’urlo congelato, il silenzio di Noah. – Marty – dissi, la voce che tremava leggermente. – Che ci fai qui?
Lei inclinò la testa, i capelli che le scivolavano sulla spalla. – Volevo vederti – disse, come se fosse la cosa più naturale del mondo. – Posso entrare?-
Alle mie spalle, sentii i passi di Noah, lenti e pesanti, che si fermavano sulla soglia del salotto. Luke e Chris erano in piedi, a guardare.5Please respect copyright.PENANA6pIEg9Ktzw


