Frammenti di una storia
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Il mattino seguente Sharon era in sala relax, aveva bisogno di un caffè per affrontare la giornata. Sentì la porta aprirsi e con la coda dell’occhio vide entrare il tenente Flynn. Diede un’occhiata furtiva “Molto sexy ed elegante. Come sempre.” pensò tra sé. Il tenente era vestito con completo grigio, cravatta e bretelle grigio scuro con camicia panna. Flynn appoggiò il soprabito su una sedia e controllò che non ci fosse nessuno «Buongiorno Sharon!»
«Buongiorno Andy!» rispose al saluto con un bel sorriso. Era contenta di vederlo.
Andy sorrise «Dormito bene?»
«Molto bene, grazie.»
«Ne sono felice. Grazie ancora per la bella serata di ieri sera.» sorrise e poi si avvicinò alla brocca del caffè. Il profumo della colonia di Andy travolse Sharon, era come un afrodisiaco. Erano vicini e la situazione diventava difficile da gestire. Sharon arrossì, sorseggiò il caffè per mascherare l’imbarazzo. Andy gettò un’occhiata alle gambe di Sharon, erano strepitose! Era perso nei suoi pensieri, quando entrò Provenza che fece trasalire entrambi.
«Finalmente sei arrivato! Porta il caffè ...» si accorse della presenza del capitano «Buongiorno capitano Raydor. Muoviti Flynn!» fece un cenno con il capo.
«Buongiorno tenente Provenza.» disse Sharon in tono asettico.
«Buongiorno a te, Provenza. Vedo che sei di buon umore, preparo il caffè e arrivo.» disse conciliante.
Provenza gettò un’occhiataccia a tutti e due: c’era qualcosa non quadrava. Li fissò in silenzio. Lo sguardo severo di Provenza era imbarazzante per Sharon e Andy.
«Questa mattina lavorerà con noi alla Crimini Maggiori, capitano Raydor?» disse per spezzare il momento imbarazzante.
«No, tenente Flynn. Questa mattina sono già impegnata in una riunione con il capo Pope e il capo Johnson per i fondi per gli straordinari. Verrò alla Crimini Maggiori nel pomeriggio.»
«Bene. Allora l’aggiornerò nel pomeriggio sui diversi casi a cui stiamo lavorando.» prese la brocca con il caffè e la mise su un vassoio con le tazze per i colleghi «Arrivederci capitano Raydor, le auguro una buona giornata.» rimase fermo sulla porta.
Provenza li guardò stupito, non riusciva a capire il perché di tutte quelle parole smancerie «Flynn muoviti, non abbiamo tutta la mattina per aspettare il caffè. Capitano Raydor.» detto questo uscì borbottando.
«Sempre di buon umore il tenente Provenza.»
«Stamattina lo era …» guardò Sharon e fece spallucce e rise. Sharon non seppe resistere e si mise a ridere.
«Arrivederci capitano Raydor, le auguro una buona giornata.»
Sharon lo guardò andar via e diede una bella squadrata al fondoschiena del tenente: non era niente male. Terminò il caffè e sospirò, cominciava una nuova giornata.
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«Cos’erano tutte quelle smancerie con il capitano Raydor? Dopo L’aggiorno sui casi in sospeso …» disse Provenza imitando Flynn.
«Stavamo solo parlando. Certo che sei proprio di buon umore al mattino …» disse Flynn cercando di sviare il discorso.
«Non me la racconti giusta.»
«Pensa quello che ti pare. Adesso non si può più prendere un caffè, che ti fai dei film …»
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Il capitano Raydor rientrò alla Crimini Maggiori dopo la riunione per i fondi per gli straordinari, che le aveva occupato tutta la mattina. Il capo Johnson si era fermato da Pope, mentre lei aveva deciso di tornare alla Crimini Maggiori, sperava di rivedere Andy. La sua presenza al mattino l’aveva messa di buon umore. Non si spiegava il perché, però era così.
Quando arrivò alla Crimini Maggiori, trovò la squadra che mangiava una pizza, in attesa dell’arrivo del capo Johnson. Erano seduti alle scrivanie e parlavano tra loro. Sharon rimase un momento immobile, era indecisa su cosa fare, quando la vide il tenente Flynn «Capitano Raydor, prego, si unisca a noi!» sorrise e le fece un cenno con la mano «la pizza con le verdure è buonissima!»
Provenza lo guardò male «La pizza con le verdure piace solo a te.» grugnì, suscitando l’ilarità della squadra.
«Avanti capitano, si accomodi qui.» avvicinò la sedia e sorrise. Sharon aveva fame, la riunione era andata per le lunghe e non aveva fatto neanche una pausa caffè. Sorrise «Bè, se proprio insiste …» si sedette alla scrivania di Andy, che le porse una fetta di pizza. Sharon sorrise e prese la pizza. Gli altri ripresero a mangiare e a discutere amabilmente. L’atmosfera era rilassata e piacevole. Sharon si gustò la pizza, in effetti era molto buona. Ascoltò le conversazioni e rise alle battute di Flynn. Provenza la squadrava e ogni tanto scuoteva la testa.
L’atmosfera era rilassata, quando squillò il telefono e Tao disse che c’era stato un omicidio e dovevano intervenire. Provenza cominciò a dare gli ordini, tutti si prepararono. Sharon rimase in piedi, come ad aspettare che qualcuno le dicesse se andare oppure no. Provenza la vide, scosse il capo e le chiese di unirsi alla squadra. Sharon non se lo fece ripetere due volte.
Sulla scena del crimine, doveva ammettere che il tenente Provenza era preparato ed era la persona giusta. Dava gli ordini e aveva un suo schema ordinato e prestabilito. Sharon prese appunti e guardò, ammirando la competenza e autorevolezza del vecchio tenente. Il capo Johnson arrivò poco dopo, la salutò in fretta e poi rivolse l’attenzione verso Provenza, che l’aggiornò sulla situazione. Dopo i rilievi, le foto, i riscontri e il rapporto dei detective il capo Johnson disse di rientrare e di aspettare l’autopsia di Morales.
Sharon comunicò che sarebbe rientrata al FID e salutò il capo Johnson. Andò dal tenente Flynn, lo ringraziò per la pausa pizza che aveva fatto alla Crimini Maggiori e sorrise, si sarebbero visti il giorno seguente.
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Il capitano Raydor rientrò nel suo ufficio e disse al sergente Eliot, che non voleva essere disturbata. Le scartoffie sulla scrivania si erano accumulate, doveva smaltire parecchio lavoro. Dopo un paio d’ore, si alzò e si stiracchiò, era tutta contratta. Fece qualche passo e notò sulla camicetta, una macchiolina di pomodoro: era la pizza che aveva mangiato alla Crimini Maggiori. Sorrise e ripensò alla pausa: era stato bello. Guardò l’ora, era tardissimo! Aveva appuntamento con Gavin e Andrea. Doveva sbrigarsi, altrimenti sarebbe arrivata in ritardo. Corse a casa, fece una doccia veloce e si preparò in fretta, prese un taxi e arrivò in tempo, per trovare Gavin e Andrea aspettarla davanti all’entrata del ristorante. Entrarono e cenarono insieme. Sharon raccontò della serata con Andy al ristorante Da Giacomo e propose di trovarsi la prossima volta proprio da Giacomo, perché per lei un tavolo c’era sempre! Raccontò come lo chef Giacomo l’aveva trattata come una persona amica. Elogiò la cucina e i piatti, era stata molto bene. I due amici le chiesero i particolari della serata, se il tenente sciupafemmine si era esposto, ma Sharon arrossì e disse che si era comportato da gentiluomo e che erano colleghi e adesso amici. Raccontò della pausa pranzo con la pizza, le occhiatacce di Provenza e le risate con i ragazzi della Crimini Maggiori. Gavin sorrise alla definizione dei “ragazzi” della Crimini Maggiori e Andrea insinuò che l’offerta della pizza, voleva dire qualcosa d’altro. Risero e trascorsero insieme una bella serata. Sharon aveva approfittato per bere qualche calice di vino in più, voleva rilassarsi.
«Non ho ancora capito se la nostra Sharon ha preso all’amo il tenente più sciupafemmine del Dipartimento oppure se è avvenuto il contrario!» disse Gavin suscitando le risate di Sharon e Andrea.
«Io, l’ho preso all’amo!» Disse Sharon orgogliosa, aveva bevuto parecchio, era un poco brilla ed eccitata.
«Come ti invidio Sharon! Avrai fatto qualche pensiero sul bel tenente?! Sai dopo che ti ha offerto la pizza …» Andrea voleva provocare Sharon e sbottonarsi di più sul bel tenente.
«Chi? Io? Sono un capitano di polizia, mio caro procuratore, certi pensieri li fanno solo le ragazze poco di buono …» scoppiarono tutti a ridere.
«Perché tu saresti una brava ragazza?!»
«Certo Gavin! Con chi credi di parlare!» finse di sentirsi risentita.
«La nostra Sharon è tutta casa e lavoro. Non ha tempo per divertirsi! Neanche di immaginare una storia con il tenente sciupafemmine!» disse Andrea.
«Dici davvero?! Allora propongo un brindisi alle brave ragazze, che siete voi due!» disse Gavin e alzò l’ennesimo calice di vino per brindare.
«Salute!»
«Alla nostra!»
«Evviva!»
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