Frammenti di una storia
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Cap.21
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Il giorno seguente il tenente Clarckson e il tenente Flynn erano davanti all’ufficio del FID. Non si era salutati e il silenzio pesava nella sala d’attesa del FID. Avevano sul viso e sulle mani le conseguenze della scazzottata della sera prima. Le mani di Andy erano tutte sbucciate e gli occhiali scuri mascheravano parzialmente i colpi presi, lo zigomo era gonfio. Il tenente Clarckson aveva il viso gonfio e il sopracciglio con un vistoso cerotto.
Il sergente Eliot fece entrare il tenente Clarckson per primo. Dopo una decina di minuti, uscì imprecando. Andy si alzò e sospirò. Entrò, si tolse gli occhiali e rimase in piedi. Guardò Sharon, seduta alla scrivania, mentre cercava di calmarsi dopo l’uscita del tenente Clarckson, era rossa in viso. Sharon guardò Andy, prese fiato «Buongiorno tenente, si accomodi.» fece cenno con la mano verso la sedia davanti alla scrivania. Cercò di rilassarsi, non voleva litigare con Andy. La sera precedente si erano lasciati male e lei non aveva risposto al suo messaggio. Si scusava, ma non era abbastanza. Era ancora arrabbiata e lo sguardo del suo sergente, che voleva dire che sapeva, l’aveva fatta arrabbiare ancora di più.
«Sharon…»
«Capitano, tenente Flynn. Capitano Raydor.» disse in tono professionale e sottolineò i gradi, doveva far capire chi comandava.
«Capitano Raydor.» Averlo chiamato per grado, non prospettava buone notizie. Era nervoso, aveva trascorso la notte fissando il soffitto e imprecando per come erano andate le cose. Avrebbe voluto dirle quanto le dispiaceva «Non hai risposto al mio messaggio … speravo che …»
«Di questo parleremo in un secondo tempo. Comunque, per la cronaca ero furiosa con te e lo sono ancora.» diede un colpo di tosse, per tornare professionale «Bene, Tenente Flynn mi può spiegare … perché?» Silenzio. Sharon alzò lo sguardo, fissò Andy negli occhi. Silenzio. Andy rimase in silenzio. Cercava di trovare le parole per dire quanto fosse dispiaciuto, ma non riuscire a proferire una parola.
«Rischia parecchio tenente. Se continuerà a tacere, farà la stessa fine del suo collega e sarà sospeso per una settimana senza paga.»
Abbassò lo sguardo e scosse il capo, non riusciva a trovare le parole giuste per giustificare il suo operato. Silenzio
«Quindi?»
«Non ho nulla da dire.» scosse il capo, rassegnato.
«Andy, ma cosa ti è preso? Perché hai preso a pugni il tenente Clarckson? Ci sarà una spiegazione, un motivo, uno stupido motivo …»
Andy ripensò alla sera precedente, alle parole, ai sorrisetti, allo sfottò e sentì la rabbia scorrere nelle vene. Cercò di mantenere la calma, ma si vedeva che era nervoso. Se avesse parlato, avrebbe vomitato tutta la sua frustrazione, rabbia, dolore, impotenza, furia.
Difronte al silenzio di Andy, Sharon prese fiato e cercò di mantenere la calma «Allora mi vuoi dire perché hai preso a pugni il tenente Clarckson. Vorrei capire le tue ragioni, se ce ne sono.»
Andy la fissò e rimase in silenzio. Come poteva spiegare quello che era successo? Scosse il capo e rimase in silenzio.
«Ok, ok. Come vuoi. Sospensione per una settimana senza stipendio. Fuori dal mio ufficio!» Era arrabbiata e delusa. Pensava di conoscere quell’uomo, invece era un idiota che non sapeva trattenersi dall’usare le mani.
Andy uscì dall’ufficio del capitano Raydor e tornò alla Crimini Maggiori alla scrivania, raccolse un paio di cose e disse che era stato sospeso per una settimana.
Provenza era preoccupato e dopo quello che era successo, lo era ancora di più. Non poteva finire in quel modo, perché in parte si sentiva responsabile di quanto accaduto. Aveva insistito con Flynn per andare a bere qualcosa in quel bar frequentato da poliziotti. E poi la serata aveva preso una piega inaspettata. Forse sarebbe stato meglio lasciare andare a casa Flynn, ma ormai, la frittata era fatta! Sospirò e prese Flynn per un braccio «Vieni con me!» lo trascinò in sala relax.
«Si può capere che ti è preso?» chiese Flynn sorpreso dalla reazione dell’amico.
Provenza si sedette al tavolo, adesso che erano soli, potevano parlare «Potresti spiegarmi perché hai colpito il tenente Clarckson?»
Andy sapeva che il collega aveva capito. Era un ottimo detective e prima o poi avrebbe capito. Sperava di riuscire a mascherare la relazione con Sharon, ma dopo la scazzottata con il tenente Clarckson, aveva capito che c’era qualcosa di più. Provenza aveva messo insieme un paio di fatti, aspettava solo la confessione di Flynn. Andy fece finta di nulla e cercò di tergiversare «È un idiota. Hai letto il rapporto. E poi eri presente, cosa vuoi che ti dica? Era ubriaco!»
«Certo Flynn. Clarckson era ubriaco e tu hai preso le difese di Rulebook. Siamo detective, oppure pensi che siamo dei cretini?»
«Cosa vuoi che ti dica?» Era esasperato.
«Voglio la verità! Dimmi che non è lei, giuramelo!»
«Cosa devo giurare? Avanti Provenza lasciami in pace! Ho già i miei pensieri!» Flynn fece per uscire, ma Provenza si alzò di scatto e lo prese per un braccio.
«Niente cavolate Flynn. So con chi stai e cosa stai facendo. È una grande stupidata e lo sai anche tu!»
«Puoi lasciarmi il braccio?» Chiese senza troppa gentilezza. Adesso era stufo di tutte quelle domande. Era la sua vita e poteva fare quello che voleva. Erano amici, ma a tutto c’era un limite. Il silenzio di Flynn schiarì gli ultimi dubbi di Provenza «Adesso si spiega ogni cosa. Ogni pezzo del puzzle è al suo posto. Noi dobbiamo parlarne, non finisce qui.» Lo lasciò andare, sarebbe tornato alla carica in un altro momento.
«Grazie.» rispose Flynn, ma sapeva che non era finita. Era furioso. Andò nel bagno degli uomini, doveva calmarsi. Si sciacquò il viso, era paonazzo, le domande di Provenza l’aveva messo alle strette. Prese fiato e si guardò allo specchio. Scosse il capo, non poteva e non doveva finire in quel modo. Del giudizio di Provenza e degli altri non gli importava. Contava solo Sharon e il loro amore. Avrebbe lottato contro il mondo intero pur di stare insieme a lei. Si sistemò i capelli, aggiustò la cravatta e la giacca. Si disse che non poteva finire in quel modo. Invece di andare a casa e rassegnarsi e lasciare che gli altri scegliessero come gestire la sua vita, prese l’ascensore andò al FID, doveva spiegarsi con Sharon. Il viaggio in ascensore sembrò interminabile, i piani scorrevano lentamente.
Ding! La campanella l’avvisò che era arrivato al piano. Andy prese fiato e andò nell’ufficio del capitano Raydor.
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