Frammenti di una storia
Cap.14 male di testa
Sharon si svegliò con un bel male di testa. La sera prima aveva esagerato con il vino ed erano queste le conseguenze, quindi, se lo meritava. Ripensò alla serata: Idiota! Idiota! Idiota! Ecco cosa si meritava: un forte e fastidioso mal di testa. Cosa le era passato per la testa? Come aveva potuto infrangere le sue regole, come aveva potuto baciare il tenente Flynn, non una, ma ben due volte! Davanti allo specchio, guardava le borse sotto gli occhi, l’aria sfatta e … quel ghigno.
Fai la brava Sharon! Cosa ti è saltato in mente? Le braccia intorno al collo e poi l’affondo di quel bacio …Idiota!
Riecco il ghigno di soddisfazione. Doveva ammettere che il tenente Flynn baciava molto, molto bene. Ripensò al secondo bacio profondo e intenso.
Idiota!
Come aveva potuto cedere?! Era ubriaca, ok, ma non bastava.
Non è una giustificazione. Idiota! E poi chiedere il bacio della buonanotte come una bambina?! Idiota! Adesso come la risolvi?! Come la risolvi? Allora, dico che ero ubriaca e che non intendevo metterlo in difficoltà, quindi non è successo nulla. Siamo due persone adulte, colleghi, amici...insomma può capitare un momento di debolezza.
Si guardò allo specchio e sospirò, adesso era nei guai. Come poteva spiegare quello che era avvenuto e che non doveva succedere? Aveva ceduto e inoltre aveva chiesto un altro bacio. Scosse il capo, qualcosa si doveva inventare e anche in fretta. Si preparò per andare al lavoro e sperò di arrivare prima del tenente Flynn. In sala relax gli avrebbe detto che quanto accaduto la sera prima era solo un incidente di percorso. Un momento da dimenticare, una distrazione che non avrebbe rovinato il fatto di essere colleghi, amici e bla bla bla. Scosse il capo.
Idiota! Idiota! Idiota!
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Quel mattino il tenente Flynn era di buon umore, anche il traffico intenso e i lavori di manutenzione per le strade, non erano riusciti a togliere quel sorrisetto felice che aveva sin dalla sera precedente. Più ci ripensava e più era felice. Quella mattina era arrivato presto, voleva rivedere quella splendida creatura che aveva sognato tutta la notte. “Ci vediamo domani.” L’aveva baciato e voleva anche il bacio della buonanotte, Ah, che serata! Quella donna l’aveva conquistato, però anche lei sembrava apprezzare i suoi baci, se ne aveva richiesto uno per la buonanotte! Forse avrebbe dovuto darle un bacio più serio, prima di lasciarla. No, aveva fatto bene a darle un bacio sulla guancia, doveva lasciare un poco di desiderio. Aveva ancora in mente il volto di Sharon che gli chiedeva di baciarlo ancora. Wow, che serata!
Adesso preparava il caffè per entrambi, quando si aprì la porta e sperò di vedere Sharon. Invece entrò Provenza «Eccoti qui. Prepara il caffè, stamattina ne ho proprio bisogno!» sbuffò brontolando.
«Buongiorno anche a te Provenza.» disse Flynn «Le buone maniere le hai lasciate a casa?»
«Da quando studi galateo? Ti sei rincitrullito?»
«Era solo per essere gentili, ma come vedo …qui è sprecata l’educazione.»
«Parli come il capitano Raydor, che ci crede dei maleducati. Le ho fatto portare la sedia da Julio e mi ha risposto in modo sarcastico. Quella donna!» si avvicinò al bancone e prese la tazza fumante di caffè, che aveva preparato Flynn. Dopo un minuto decise di tornare alla scrivania, aprì la porta e incontrò il capitano Raydor.
«Prego capitano, si accomodi.» disse con gentilezza.
«Grazie tenente Provenza e buona giornata.» rispose Sharon con cortesia.
Provenza fece per andare via, si voltò e guardò quei due. Scosse il capo, no, non poteva essere.
«Buongiorno tenente Flynn.» Sharon sorrise imbarazzata.
«Buongiorno capitano Raydor.» Andy sorrise felice.
Avanti Sharon, adesso chiarisci che non è come sembra. Forza, gli dici che eri un po’ brilla e hai ceduto. Cioè, non sei una facile. No, avevi bevuto e a volte succede che ci si lasci andare. Dobbiamo comportarci come due persone adulte, come colleghi, come amici.
«Tenente Flynn, volevo dire che …quello che è successo ieri sera ... ecco, volevo dire che avevo bevuto e poi il mal di testa …» era imbarazzata.
Il tenente si avvicinò «Sharon, adesso puoi chiamarmi Andy, siamo soli.» sorrise. Sharon pose una distanza, così vicino non andava bene, non sarebbe riuscita a dire nulla. Sentiva il profumo della colonia di Andy e già le tremavano le gambe.
«Quello che è successo ieri sera è stato bellissimo. Ci stava bene, vero?»
«Certo. Sì. Ci stava bene. Ecco, però non vorrei che si fosse fatto un’impressione sbagliata … tenente …» Avanti Sharon, ce la puoi fare! Adulti, colleghi, amici!
Andy la fissò e sorseggiò il caffè. Si gustò la scena di Sharon completamente imbarazzata. Silenzio.
«Allora, siamo adulti e colleghi …» scosse il capo, si stava ingarbugliando con le parole, cercò di riprendere il discorso che aveva in mente «Siamo amici.»
Andy la guardò perplesso «Certo, siamo amici e spero che possiamo diventare qualcosa di più.» le fece cenno con la mano di avvicinarsi. Sharon sospirò, adesso le tramavano le gambe e il fiato era corto. Cosa le stava succedendo, non riusciva a capire, era confusa. Lo stomaco era in subbuglio «Qualcosa di più, certo. Colleghi. Amici.» era senza fiato.
«Ehi, calma. Ti senti bene? Prendi fiato.» Andy si avvicinò un poco preoccupato.
«Sì, scusa. Mi sento un poco …» divenne rossa in viso, lo stomaco cominciò a muoversi e le gambe tremavano. Era tutto contro di lei! Non poteva essere! Fece un colpo di tosse, per darsi un tono «Stavo dicendo che …cioè siamo … colleghi, amici e un bacio … la buonanotte …» niente, non riusciva a mettere una parola dietro l’altra. Non riusciva a capire cosa le stesse accadendo. Doveva andare via, stava facendo la figura di una vera idiota!
Andy le sorrise «Sei bellissima questa mattina.»
Quella frase fece sciogliere Sharon. Lei si avvicinò ancora di più. Andy spostò una ciocca di capelli ribelle «Vorrei invitarti a cena, un posticino carino e fuori mano, così possiamo parlare con calma e spiegarci su ogni cosa. Territorio neutrale, qui non siamo liberi di parlare. Cosa ne dici?»
Sharon rimase un momento interdetta, poi annuì «Direi che è un’ottima idea!» aveva preso tempo.
«Andiamo con la mia macchina dopo il lavoro e in ogni caso ti riaccompagno a casa.»
«Ok, ti aspetto alla fine del turno.» prese la tazza, versò il caffè «Adesso devo andare.» scappò via, perché davanti ad Andy non riusciva a dire una frase di senso compiuto. Sharon rientrò al FID era nervosa e incredula, cosa le era successo? Perché davanti a Andy andava completamente in tilt. E poi perché aveva accettato quell’invito?
“E’ un’ottima idea!” Non era vero, era una pessima idea! Però forse aveva preso tempo per prepararsi a dire a Andy che erano colleghi e amici. Esatto. Prese fiato e studiò bene cosa doveva dire. Erano colleghi e amici. Bastava dirlo e chiarire la situazione. Lo stomaco si muoveva e si contorceva, non capiva cosa le stesse succedendo. Rimuginò e ripensò a cosa dire per tutto il pomeriggio finchè arrivò la fine del turno. Era pronta, aveva studiato una serie di frasi ed era sicura che questa volta sarebbe riuscita a dire a Andy che erano colleghi e amici e niente di più. Cioè, il bacio le era piaciuto, certo, però dovevano fermarsi lì. Le sue regole: niente relazioni con i colleghi, discrezione, riservatezza, nessuno impegno, nessun legame sentimentale. Aveva già il suo lavoro che la teneva impegnata. Ecco, adesso era pronta!
Attese un poco, così che ci fosse meno gente al parcheggio. Si trovò davanti alla macchina di Andy e aspettò per qualche minuto, poi lo vide arrivare, nel completo beige, con camicia chiara e cravatta arancione bellissima che illuminava tutto intorno. Sorrise, il tenente ricambiò il sorriso e le aprì la portiera. Era un vero gentiluomo. Durante il viaggio, Andy le raccontò come era andato il pomeriggio alla Crimini Maggiori e che le era mancata. Era sicuro che fosse mancata anche al resto della squadra. Sharon sorrise, era sempre carino.
Raggiunsero il ristorante, era fuorimano e Andy aveva prenotato un tavolo in una zona riservata. Ordinarono la cena, era una semplice pizzeria italiana.
«Quando non ho voglia di cucinare vengo qui e mangio una pizza vegetariana. E’ molto buona.»
Sharon sorrise e pensò alla pizza vegetariana, alla sua immaginazione, ai suoi pensieri e alle fantasticherie.
«Per me va bene una pizza margherita.»
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Continua …
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