FRAMMENTI DI UNA STORIA
Cap.13
La squadra della Crimini Maggiori aveva concluso un importante caso, che li aveva tenuti impegnati per diverse settimane. Dopo ore di straordinari, scene del crimine, appostamenti, finalmente erano giunti alla cattura del killer spietato della Highway. Il capo Johnson aveva fatto confessare il sospetto e il caso era stato chiuso con grande soddisfazione di Pope. Per festeggiare la chiusura del caso la squadra andava sempre nel solito locale a festeggiare, dove andavano i poliziotti del Dipartimento. C’era una ritualità ben precisa: la squadra prendeva il solito tavolo e poi aspettavano l’entrata trionfale del capo Johnson con gli applausi da parte di tutti. Era un rito che ormai si ripeteva alla fine di ogni caso, lo sapevano anche i pochi avventori del locale. Anche quella sera dopo gli applausi, l’entrata del capo Johnson, le risate, i fiumi di birra e la cena, si era concluso l’ennesimo festeggiamento. Alla spicciolata i membri della squadra della Crimini Maggiori erano andati via. Era rimasto il tenente Flynn, che fin dall’inizio della serata aveva visto il capitano Raydor al bancone, gustarsi in prima fila la scena dei festeggiamenti. Il locale stava per chiudere, c’erano ancora pochi clienti. Alex, la cameriera, sparecchiò il tavolo, così il tenente Flynn si alzò e andò al bancone.
Chiese a Sharon se poteva sedersi sullo sgabello vicino a lei. Fece un cenno di sì con il capo. Flynn propose di bere qualcosa insieme. Arrivò subito Joe, il barman. Guardò stupita Sharon, che sorrise e ammiccò «So Joe cosa vuoi dire, ma stasera gira così.» Ricambiò il sorriso. Il barman annuì e versò un altro calice di vino rosso. Guardò Andy e prese la soda ai mirtilli. Li lasciò da soli. Silenzio.
«Cosa voleva dire Joe?» chiese Andy.
Sharon sorrise «Sicuro di volerlo sapere?»
«Spara.»
«Come vuoi. Joe si sarà chiesto perché sono a bere insieme ad un idiota della Crimini Maggiori. Chiudono un caso e vengono a festeggiare, quello là in fondo, il tavolo della gloria. Poi l’entrata trionfale del capo Johnson, con applausi da parte della squadra. Cena e brindisi alla squadra con la più alta percentuale di casi chiusi. I complimenti sono dovuti. Ho assistito a questa scena parecchio sere. Anche stasera il rituale si è ripetuto. Complimenti, siete stati bravi.» nelle parole c’era un poco di rimpianto, gli occhi quasi lucidi tradivano la frustrazione. Guardò il calice e sorseggiò un poco di vino, cercando consolazione.
«In quest’ultimo caso il tuo contributo, capitano Raydor è stato fondamentale. So di essere ripetitivo, ma sei stata grande, per quello che vale.» Sorrise e sorseggiò la soda.
«Non è ancora abbastanza per festeggiare con voi. Peccato, mi sarebbe piaciuto. Ma ormai la storia si ripete e ogni volta vengo lasciata in disparte. Non so perché, ma stasera mi fa incazzare di più.» era sincera «Il capo Johnson ha preferito festeggiare da sola con la squadra, va bene.» Sorrise e sorseggiò il vino, chiuse gli occhi e si leccò le labbra. Andy non perse un solo movimento. Annuì, in fondo aveva ragione, erano stati degli stronzi nei suoi confronti e non lo meritava. Finita la cena e i brindisi, la squadra alla spicciolata era andata via. Solo lui era rimasto a guardare quella donna seduta al bancone a sorseggiare vino rosso, da sola. Si avvicinò e si rese conto di quanto ne fosse attratto. Si gustò il momento, la compagnia di quella donna lo rendeva felice.
«Dopo questa notizia non vorrai più bere insieme a me.»
«Ti sbagli. Questa sera mancavi tu a rendere la festa perfetta. Adesso sono contento di essere qui con te, da soli.»
«Ok. Comunque adesso dovrei andare a casa, ho bevuto abbastanza.» era sconsolata e arrabbiata.
«Ti accompagno.»
«Non è necessario.»
«Invece sì.» Andy mise sul tavolo i soldi per entrambe le bevande e la mancia per il barman. «Avevo detto che ti avrei offerto da bere e ora ti accompagno a casa per ringraziarti. Sei stata gentile.» Andy la fissò negli occhi «Meritavi di più, in tutta questa storia.»
Prese il trench di Sharon e le aprì la porta per uscire. L’aria fresca della sera, colpì il viso di Sharon, facendola rabbrividire. Andy le mise il braccio intorno alla vita. Arrivarono davanti alla macchina di Andy e rimasero in silenzio. L’uno vicino all’altro.
«Sai cosa ci vorrebbe ora?» Disse Andy guardandosi in giro.
Sharon lo guardò interdetta, non capiva cosa volesse dire «Cosa?»
«Questo …» Prese tra le mani il viso di Sharon e la baciò delicatamente. Attese che gli desse il permesso di approfondire il bacio e quando sentì le braccia intorno al collo, capì che era d’accordo. Approfondì il bacio e la sentì rilassata, l’abbracciò e la strinse a sé. Sentì i seni morbidi contro il petto e il corpo sensuale attaccato al suo: un momento di pura felicità. Sharon si staccò, si leccò le labbra, assaporando ancora un poco il tenente. Inclinò il capo e sorrise «Sai baciare molto bene tenente.» era rilassata e si sentiva a suo agio. Sentire il corpo di Andy vicino al suo le piaceva, sembravano fatti per incastrarsi l’uno con l’altro. Il battito del cuore tornò regolare, il respiro senza affanno.
«Ti è piaciuto?»
«Mi è piaciuto.»
«Se vuoi ti offro un altro giro.» sorrise e sperò che rispondesse di sì.
Sharon fai la brava! Oh…al diavolo! Non se lo fece ripetere e assaporò ancora quell’uomo che sembrava averla stregata. Il cuore di Andy batteva all’impazzata, non avrebbe mai immaginato di baciare il capitano Sharon Raydor. Il cuore di Sharon batteva all’impazzata, non avrebbe mai immaginato di baciare il tenente Flynn. Si staccarono e ripresero fiato. Sorrisero e appoggiarono le fronti l’una contro l’altra. «Questa è la bella conclusione di una giornata di merda.»
«Direi che il finale inaspettato, ha salvato tutta la giornata.» disse Sharon sorridendo.
«Davvero?» Andy era incredulo e felice nello stesso tempo.
«A parte la cena degli idioti, non è andata poi così male.»
Andy l’abbracciò e la baciò ancora. Si gustarono a vicenda, si staccarono quando dovettero prendere fiato.
«Forse è meglio se vado.» Sharon era ancora stordita e confusa da quelle emozioni tutte insieme. Ne era travolta e non riusciva a capire cosa provasse veramente. Si disse che aveva bevuto troppo.
«Ti accompagno a casa.» Salirono sulla macchina di Andy e andarono verso la casa di Sharon.
«In realtà, anche Provenza ha ammesso che la tua intuizione ha sbloccato il caso e l’ha portato verso la conclusione.»
«Andy, va bene lo stesso. Grazie.»
«Avrei potuto fare di più.»
«Capisco che la mia presenza alla Crimini Maggiori non è ben vista ed è causa di discussione tra la squadra. Ma sto solo ubbidendo agli ordini di Pope.»
«Mi rendo conto solo ora quanto sia difficile per te. Mi dispiace di tutta la situazione.»
«Arriveranno giorno migliori, ne sono sicura.»
Andy parcheggiò davanti al condominio di Sharon «Ora è meglio se vado …»
«Ti accompagno fino alla porta.»
«Non è necessario.»
«Insisto.» disse Andy. Sharon accettò, aveva bevuto parecchio, non le dispiaceva essere scortata davanti alla porta.
«Allora buonanotte.» Andy si girò per andare via, ma attesa un momento.
«Andy, aspetta … ehm …sai cosa ci starebbe bene?»
«Cosa?» chiese con un ampio sorriso, sapeva cosa voleva la donna.
«Ci starebbe bene il bacio della buonanotte.» disse Sharon tutto d’un fiato e poi si accorse di quello che aveva detto e arrossì. Andy si avvicinò e la diede un bacio sulla guancia.
«Buonanotte tesoro.» sfiorò con le dita le labbra di Sharon «Ci vediamo domani.» si allontanò e uscì.
«Buonanotte tenente. A domani.» Entrò e chiuse la porta appoggiandosi contro con le spalle. Le gambe le tremavano, il cuore batteva all’impazzata. Aveva appena detto una stupidata, oppure … non lo sapeva neppure lei. Sorrise.
Andy tornò alla macchina camminando un metro da terra, era l’uomo più felice del mondo. Gli aveva chiesto il bacio della buonanotte, quindi voleva dire che poteva esserci qualcosa di più.
Era eccitato e non vedeva che arrivasse il giorno dopo, per rivedere quella donna.
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Continua …
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