Frammenti di una storia
Cap. 12
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Il capo Pope annunciò con soddisfazione la chiusura del caso del sig. Robinson.
La squadra della Crimini Maggiori aveva assicurato alla giustizia un pericoloso criminale e con parole di elogio e ringraziamento nei confronti del capo Johnson, il capo Pope aveva concluso la conferenza stampa.
Quando il capo Johnson rientrò alla Crimini Maggiori per il capitano Raydor ci fu solo un ringraziamento per il lavoro svolto. Un asciutto grazie. Una magra consolazione, però avevano assicurato alla giustizia un delinquente. Sharon si disse di portare pazienza.
Terminata la giornata di lavoro, non vedeva l’ora di tornare a casa e buttarsi in vasca per rilassarsi. Arrivò alla macchina e dopo vari tentativi per farla partire, si rese conto che non sarebbe andata da nessuna parte. Sospirò sconsolata, oggi giornata nera: nulla andava per il verso giusto. Tornò verso gli ascensori e si rassegnò a tornare a casa con un taxi, quando gli si accostò il tenente Flynn.
«Capitano Raydor!» attirò l’attenzione della donna «Pensavo fosse andata a casa.»
«La mia macchina non parte, mi sa che dovrò prendere un taxi.» disse sconsolata.
Andy guardò in giro, erano soli, non c’era in giro nessuno «Stai scherzando? Sali, ti accompagno a casa.» sorrise e le fece cenno di salire in macchina.
«Non vorrei essere di disturbo…» era incerta sul da farsi.
«Avanti …» Le fece un cenno con il capo e un sorriso a cui Sharon non seppe resistere.
«Grazie tenente.»
«Siamo soli, puoi chiamarmi Andy.» si avviò e si diresse verso la casa del capitano.
«Grazie, Andy.» sorrise «Saprò come sdebitarmi.»
«E’ un piacere aiutare un’amica.» la guardò e sorrise «Hai già chiamato un meccanico o un carro attrezzi?»
«Ci dovrò pensare, ma adesso il problema è come arrivare e tornare dall’ufficio. Per domani mi devo organizzare.»
«Non ti preoccupare: ti passo a prendere e poi a fine turno ti riaccompagno a casa. Se vuoi conosco un bravo meccanico. Prima di chiamare il carro attrezzi può vedere se riesce a far partire l’auto …che ne dici?»
«Andy ti ringrazio, ma non posso approfittare di te in questo modo.»
«Approfitta pure, siamo amici. Troveremo in seguito come sdebitarti nei miei confronti …» fece un sorriso sornione.
«Non voglio approfittare della tua gentilezza. Sono abituata a cavarmela da sola.» Sharon arrossì, le gentilezze di Andy la mettevano a disagio. Non capiva il perché provava quella strana sensazione, si era ripetuta varie volte che erano colleghi e amici.
«Se non ci aiutiamo tra colleghi e amici … dai, lascia che ti aiuti. Chiamo Mario, il mio meccanico di fiducia, gli chiedo di passare a dare un’occhiata alla macchina domani mattina, così se c’è qualcosa, ci puoi parlare direttamente. Al limite, puoi chiamare il carro attrezzi e farla portare dove meglio credi. Però credimi, Mario è uno in gamba e quando trova il guasto, lo ripara e ti chiede il giusto.» prese il cellulare e chiamò il meccanico.
«Hai pensato ad ogni cosa.» Non riusciva a credere alla gentilezza di quell’uomo che le sorrideva felice. Sharon arrossì, era confusa e felice nello stesso tempo. Quello che era un problema da risolvere da sola, era diventato qualcosa da affrontare insieme. Era contenta, finalmente c’era una persona che si prendeva cura di lei. Da quando Jack se ne era andato, era abituata ad affrontare e risolvere qualsiasi problema da sola. Questa situazione era nuova: era strano e nello stesso tempo bello.
«Mario mi ha confermato che passerà domani mattina per vedere la tua auto. Io ti passo a prendere, beviamo un caffè insieme e veniamo in Centrale. Poi aspetti Mario e vedi cosa ti dice.»
«Hai già programmato tutto. Mi sorprendi tenente.»
«Dovresti sapere che sono un uomo pieno di sorprese.» sorrise.
Andy parcheggiò davanti al condominio e spense il motore. Sharon lo guardò preoccupata.
«Sharon ascolta. Per quello che vale, Il capo Pope e il capo Johnson non ti hanno ringraziato abbastanza per il tuo intervento con il sig. Robinson.»
«Grazie Andy, ma…»
Andy non le fece finire la frase. Disse che sia il capo Pope che il capo Johnson avrebbero dovuto ringraziarla per aver “fermato” in maniera impropria il sig. Robinson e aver avuto altre 24 ore per dimostrare la sua colpevolezza. Senza quella mossa, non avrebbero mai chiuso il caso. Perfino Provenza aveva evidenziato il suo contributo. Sharon sorrise, quelle parole la gratificavano più di quanto immaginasse. Era quasi commossa, sapere che qualcuno apprezzava il lavoro e il contributo verso la squadra la rendeva felice. Andy le disse inoltre che quello che aveva fatto andava ben oltre le sue mansioni e in ogni caso le chiese di avvisarlo prima, perché si era spaventato. Sharon rispose che la prossima volta l’avrebbe avvisato, almeno per non rischiare che lui prendesse a pugni un sospettato. Andy abbassò il capo, sapeva che aveva esagerato e solo l’intervento del collega aveva evitato il peggio. Ma la visione di quell’uomo che prendeva a pugni Sharon, gli aveva mandato il sangue alla testa e non aveva più ragionato. Era arrabbiato, ma nello stesso tempo contento che Mike lo avesse fermato.
Sharon era felice che Andy avesse preso le sue difese, ma non voleva che finisse nei guai a causa sua. Perché sarebbe finito al FID e avrebbe dovuto punirlo per eccesso di violenza e di certo non le sarebbe piaciuto.
Andy confessò a Sharon che era in apprensione e poterla accompagnare a casa e verificare che stesse bene, l’aveva tranquillizzato. Era una sorpresa per Sharon, che sorrise felice per l’attenzione di Andy. Parlarono ancora un poco in macchina, come se si conoscessero da sempre.
«Ti ho fatto fare tardi. Ora è meglio se vado …» disse Sharon e aprì la portiera.
«Ti accompagno fino alla porta.»
«Non è necessario.»
«Insisto. Siamo amici.» disse Andy. Sharon accettò, in fondo era contenta che ci fosse Andy, anche se non aveva capito fino a che punto era un collega e fino a dove si spingeva l’amico. Però, tutta l’attenzione di Andy nei suoi confronti non le dispiaceva.
«Allora domani mattina per che ora passo a prenderti?»
«Sei sicuro? Allungheresti la strada …Ti faccio fare un giro lungo …»
«Non ti preoccupare, mi fa piacere.» sorrise.
«Per le 7.30 va bene?»
«Ci vediamo domani mattina alla 7.30.»
«Grazie Andy.» era contenta e un poco imbarazzata.
«Prego Sharon.» sorrise felice.
/
Il mattino seguente Andy era già sotto casa di Sharon. Alle 7.30 in punto Sharon scese, sapeva che avrebbe trovato Andy ad aspettarla. Era strano, ma le faceva piacere. Andy era elegantissimo e sexy in un completo scuro total black, camicia, cravatta e bretelle nere.
Sharon lo squadrò da capo a piedi “Wow, quanto sei sexy tenente, così mi farai morire!” pensò tra sé.
Andy guardò Sharon arrivare verso la macchina: era bellissima nel completo di gonna e giacca scura e camicetta bianca. Due tacchi da urlo che slanciavano due gambe da far impazzire chiunque.
«Buongiorno Andy!»
«Buongiorno Sharon!»
«Posso offrirti un caffè, almeno per sdebitarmi?» chiese timorosa.
«Certo. Dove vuoi che andiamo?»
«Allo Sweet Coffee direi che va benissimo. E’ anche vicino alla Centrale.»
Andy era felice, la compagnia di Sharon gli piaceva. Mentre guidava ogni tanto faceva cadere l’occhio sulle gambe di Sharon, erano come delle calamite! Quella mattina con quella gonna attillata, le gambe sembrava volessero venire fuori per essere ammirate in tutta la loro bellezza. La camicetta bianca esaltava le forme tra la giacca scura: quella donna era bellissima!
Sharon era felice, la compagnia di Andy le piaceva. Qualcosa le girava nello stomaco, ma non riusciva a realizzare cosa fosse cambiato. Credeva che il tenente Flynn l’odiasse e invece ora si trovava a bere un caffè insieme. Era perplessa. La cosa strana era che Andy era così carino e gentile con lei e la cosa le piaceva. Iniziava a guardarlo con occhi diversi.
Prima di arrivare davanti agli ascensori e salire alla Crimini Maggiori, Andy vide che non c’era vicino nessuno e ricordò a Sharon che a fine turno l’avrebbe riportata a casa. Le ricordò di aspettarla alla macchina. Sharon lo ringraziò e si avviò al FID.
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In tarda mattinata, il meccanico aveva controllato la macchina e l’aveva fatta partire. Le aveva detto che l’avrebbe portata nella sua officina e le avrebbe sistemato il guasto in fretta e senza farle spendere tanto, perché era amica di Andy.
Quel “perché era amica di Andy” le piaceva. Erano colleghi, erano amici e come amici aveva trovato altre persone disponibili ad aiutarla. Sharon aveva sempre fatto tutto da sola e trovare qualcuno che si prendesse cura di lei, le piaceva.
/
Flynn arrivò alla Crimini Maggiori e trovò Provenza alla scrivania che faceva le parole crociate. Lo salutò velocemente e andò a fare il caffè per tutta la squadra, era di ottimo umore, la giornata era cominciata alla grande.
Provenza lo seguì in sala ristoro «Sei di ottimo umore stamattina. Eri in buona compagnia?»
Flynn fece finta di nulla, fece spallucce e continuò a preparare il caffè. Provenza si avvicinò «Guarda che ho capito cosa stai facendo. Spero che tu non finisca nei guai.»
«Ehi?! Non sto facendo nulla di male. Lasciami finire di preparare il caffè per i ragazzi.» mise le tazze sul vassoio e si diresse alla Crimini Maggiori. Intanto i ragazzi della squadra erano arrivati alla spicciolata. Flynn consegnò caffè caldo a tutti e cominciarono una nuova giornata. Solo Provenza era silenzioso, scosse il capo, perché sapeva che qualcosa non quadrava, no, qualcosa non quadrava.
/
Nel tardo pomeriggio, Andy inviò un messaggio a Sharon, per chiederle quando finiva di lavorare, così l’avrebbe accompagnata a casa. Sharon rispose che era quasi pronta e che l’avrebbe aspettato al parcheggio. Andy salutò i ragazzi della squadra e andò al parcheggio, era felice. Lungo il tragitto parlavano e chiacchieravano amabilmente. Andy apprezzava sempre di più la compagnia di Sharon.
Dopo un paio di giorni, Mario aveva riparato la macchina di Sharon. A malincuore Andy non doveva più andare a prendere e riportare a casa Sharon. Ma non voleva perdere quel contatto, così le aveva proposto di inviarle un messaggio tutte le sere per augurarle la buonanotte. Sharon era imbarazzata, perché quell’attenzione da parte di Andy le faceva piacere e nello stesso tempo la intimoriva. Quasi le mancava la presenza di Andy al mattino e a fine turno, che la riaccompagnava a casa. Inoltre doveva ammettere che la sera prima di andare a dormire, controllava se Andy le scrivesse qualche frase per la buonanotte.
Provenza aveva notato un movimento strano tra i due, ma si ripeteva che erano delle coincidenze, anche se non aveva mai creduto alle coincidenze. Si disse di aspettare, forse si immaginava qualcosa che non c’era, ma forse non voleva credere alla realtà: tra Andy e Sharon era scoppiata la scintilla dell’amore.
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