FRAMMENTI DI UNA STORIA
CAP.10
Quella mattina il capitano Raydor era entrata alla Crimini Maggiori e con grande sorpresa di tutti era andata direttamente in sala elettronica. Provenza guardò sorpreso Tao e Flynn, non capendo le intenzioni della donna.
«Tenente Tao con me in sala interrogatori 1.» disse il capo Johnson avviandosi e senza guardare gli altri. Buzz si alzò e andò in sala elettronica, sapeva che c’era già dentro il capitano, si sedette e fece finta di nulla.
Ascoltare il capo Johnson condurre un interrogatorio era un’esperienza unica. C’era da ammettere che era molto brava nel far confessare i sospettati. Sharon era colpita da come il capo Johnson entrava in empatia con il sospettato, lo portava dalla sua parte e poi sferrava il colpo di grazia e lo conduceva a confessare. Quella mattina il capo Johnson doveva chiudere il caso, che da settimane, teneva impegnata la Crimini Maggiori. La chiusura del caso con annessa confessione, Sharon non intendeva perderla, così era già in sala elettronica. Alla spicciolata erano entrati tutti i componenti della Crimini Maggiori, tranne il tenente Tao, che era in sala interrogatori 1 con il capo Johnson. Quel caso era stato particolarmente difficile. Le prove non era ancora sufficienti a trattenere il sospettato e inoltre la possibilità di fuga era molto alta.
Il tenente Provenza era seduto sulla sedia e guardava stupito Buzz, come a chiedere cosa facesse lì il capitano Raydor. Flynn e Sanchez erano appoggiati al mobile contro il muro e guardavano i monitor. Sharon era in piedi e aspettava che cominciasse l’interrogatorio.
«Julio prendi una sedia per il capitano Raydor, non vorrei che si dicesse che alla Crimini Maggiori siamo maleducati.»
Julio andò a prendere una sedia e l’avvicinò al tavolo dei monitor. «Lungi da me questo pensiero, tenente Provenza. Sono ben note le vostre buone maniere. In ogni modo mi appoggerò allo schienale. Grazie del pensiero.» Avvicinò la sedia al tavolo e si appoggiò con i gomiti allo schienale. Dava le spalle al tenente Flynn che era proprio dietro di lei. Il capo Johnson cominciò l’interrogatorio. L’indagato era tosto, non voleva mollare. Anche l’avvocato stava rendendo l’interrogatorio difficile per il capo Johnson. Sharon si muoveva avanti e indietro, dando il fondoschiena al tenente Flynn, che aveva occhi fuori dalle orbite.
Il lato B del capitano Raydor non era niente male, anzi, la gonna grigio chiara attillata ne accentuava le forme. Le gambe snelle e sinuose si muovevano in alto e in basso sui due tacchi da urlo e slanciavano tutto il resto, lasciando il tenente senza parole. Più volte si era inumidito le labbra diventate secche da tanta elettrizzante bellezza. Aveva tossito per riprendere fiato e scosso la testa, per dare pace agli occhi che erano puntati sul quel fondoschiena da urlo. Sharon sapeva che dietro di lei, c’era il tenente Flynn. Ad ogni domanda del capo Johnson, Sharon muoveva in avanti o indietro il fondoschiena. Quel movimento aveva lasciato senza fiato Flynn, che ad un certo punto si era slacciato il bottone della camicia e allentato il nodo della cravatta. Quei movimenti lo mettevano a disagio, era agitato, sentiva che iniziava a mancare l’aria.
Dopo un’ora di interrogatorio, tra tanti “non ricordo” e “non so” il capo Johnson chiese una pausa. Decisero tutti quanti di fare una pausa caffè, per dare tempo al capo Johnson di riordinare le idee. Quando il capitano Raydor si alzò dallo schienale della sedia, Flynn d’istinto si mise sull’attenti, suscitando l’ilarità di Julio che non aveva perso un solo momento di tutta la scena.
«Julio potresti portare del caffè?» chiese Provenza, poi guardò il collega che era bianco in volto «Ti senti bene Flynn, hai un aspetto tremendo …»
«Sto bene, sto bene.» disse allontanandosi dalla donna. Doveva riprendere fiato. Tutto quel movimento del lato B l’aveva stremato, aveva bisogno di zuccheri per riprendersi, così andò in bagno per rinfrescarsi. Dopo una pausa caffè, il capo Johnson riprese l’interrogatorio, che però non portò a nulla. Il sospettato era tosto e anche il suo avvocato avevano messo alle strette il capo Johnson, che ora non sapeva più come spingere il sig. Robinson a confessare. Aveva bisogno di altro tempo per trovare delle prove che incastravano l’uomo, ma per ora si vedeva costretta a lasciarlo andare. L’avvocato aveva chiesto più volte di lasciare l’uomo in libertà, in quanto le prove non erano schiaccianti, quindi uscì per compilare i moduli e richiedere al procuratore di lasciare libero il suo assistito.
Il capo Johnson era semplicemente furiosa con sè stessa perché non riusciva a far confessare quel sospettato, che riteneva colpevole e che avrebbe dato la svolta al caso. Non poteva trattenerlo, le aveva tentate tutte, ma non c’era stato nulla da fare. Avrebbe avuto bisogno di altro tempo, almeno ancora 24 ore, per trovare ulteriori prove. Una volta rilasciato il sig. Robinson sarebbe sparito dalla faccia della terra. Era semplicemente furiosa. Chiusa nel suo ufficio non voleva vedere nessuno. Alla Crimini Maggiori si respirava aria di fallimento e non era una bella sensazione. Provenza era seduto alla scrivania e guardava i componenti della squadra: era possibile che avrebbero perso il loro unico sospettato?
«Forza gente, cerchiamo di trovare qualcosa per trattenere qui il sig. Robinson!»
«Tenente Provenza le abbiamo provate tutte, ma i termini sono scaduti. Dobbiamo lasciarlo andare. Il suo avvocato è stato chiaro, sbrigate le ultime scartoffie il sig. Robinson se ne andrà e sappiamo tutti che sparirà.» Disse Tao.
«Possiamo ricontrollare tutte le prove, ma abbiamo bisogno di tempo.» ribadì Sanchez.
Sharon era appoggiata allo schedario, ascoltava in silenzio le varie congetture della squadra, che sembrava rassegnata al fatto di perdere il loro unico sospetto, nonché colpevole, perché non potevano trattenerlo.
«Dobbiamo dare al capo Johnson più tempo e trattenere qui il sig. Robinson.» disse Sharon con fare sicuro.
«Questo lo sappiamo anche noi, capitano Raydor e…» disse Provenza scocciato difronte alle parole scontate del capitano.
«Per favore tenente Tao, può portare qui il sospettato, gli faremo aspettare il suo avvocato in nostra compagnia.» poi si girò verso Buzz «Per cortesia Buzz riprenda ogni momento, così, per scrupolo.»
Buzz andò a prendere la telecamera e l’appoggiò sulla scrivania di Provenza. Sharon annuì e sorrise. Tao guardò Provenza con fare interrogativo e si alzò «Certo capitano.»
«Non capisco le sue intenzioni capitano Raydor, in ogni caso, questo non allungherà la permanenza del sig. Robinson con noi.»
«Mi assecondi, tenente Provenza, mi assecondi per una volta. Poi deciderà se ho ragione oppure no.» disse Sharon e sorrise.
«Non capisco cosa ha in mente.» Provenza guardò Flynn, che era più confuso di lui. Flynn guardò il capitano Raydor, come per chiedere cosa avesse in mente. Sapeva che quella donna era piena di sorprese.
Tao rientrò con il sospettato e lo fece accomodare alla scrivania, in attesa dell’avvocato. Il capitano Raydor si avvicinò con in mano una cartellina e cominciò a parlare in merito ai termini di fermo, tirando fuori regolamenti che nessuno aveva mai sentito. Il tono della voce era conciliante, come per spiegare a cosa stava andando incontro. Come un fiume in piena, inondò di parole e regolamenti il sig. Robinson, che adesso era confuso. Guardava gli altri con aria sorpresa come per chiedere aiuto.
Provenza guardò Flynn, che era ancora più confuso di lui. Fece spallucce, come per dire che non ci capiva nulla. Tao guardò Sanchez, che scosse il capo.
Il capitano Raydor capì la confusione del sospettato e continuò, adducendo varie teorie per le quali avrebbe anche potuto rischiare più di trenta anni di carcere duro. Il tono della voce divenne diretto, alzò il volume della voce, che sovrastava le poche parole che l’uomo cercava di tirare fuori, quasi a scusarsi di quanto commesso. Il capo Johnson guardò dal suo ufficio la scena, si alzò e aprì la porta, voleva capire cosa aveva in mente il capitano Raydor. La sua eloquenza era ineccepibile, anche se trovava le accuse che stava rivolgendo al sig. Robinson fuori luogo e senza alcuna prova effettiva, ma se era un tentativo di spaventare il sospettato, ci stava riuscendo molto bene.
Continua …
ns216.73.216.250da2

