Marty mi guardava, i suoi occhi scuri illuminati dal bagliore del camino, un invito silenzioso che mi faceva dimenticare il freddo di Ogden.
La sua proposta, approfittare dell’assenza degli amici, aleggiava tra noi, leggera ma carica di promessa. La neve fuori cadeva lenta, un sipario bianco che isolava la casa dal resto del mondo. Il crepitio del fuoco era l’unico suono, oltre al battito del mio cuore, che sembrava seguire il ritmo del suo respiro.
– Sei sicuro? – chiese, la voce morbida, quasi un sussurro, mentre si avvicinava. I suoi capelli neri, lunghi e mossi, le scivolavano sulle spalle, catturando la luce come seta liquida.
– Mai stato più sicuro – risposi, e le mie dita trovarono le sue sotto la coperta. Erano fredde, ma si scaldavano contro la mia pelle, come se stessero rubando il mio calore.
Lei sorrise, un sorriso caldo, privo di quella sfumatura misteriosa che di solito mi spiazzava. Si alzò, lasciando cadere la coperta sul divano, e mi prese per mano. – Vieni – disse, guidandomi verso le scale. I suoi passi erano leggeri, quasi silenziosi sul pavimento di legno, e i suoi capelli ondeggiavano a ogni movimento, una cascata nera che le sfiorava la schiena.
Salimmo in camera mia, la stanza avvolta dalla penombra, illuminata solo dalla luce fioca che filtrava dalla finestra. La neve si accumulava contro il vetro, creando un’atmosfera di intimità, come se fossimo gli unici due al mondo.
Marty si fermò vicino al letto, voltandosi verso di me. Il suo maglione grigio le scivolava su una spalla, lasciando intravedere la pelle pallida, liscia come porcellana. Le mie mani trovarono i suoi fianchi, e lei si avvicinò, il suo respiro caldo contro il mio collo.– Mi piace come mi guardi – disse, e le sue labbra sfiorarono le mie, un bacio leggero che prometteva di più.
La aiutai a togliere il maglione, e il tessuto scivolò via, rivelando il suo corpo. Era snella, con curve morbide che sembravano scolpite dalla luce del camino che filtrava dalla porta aperta. La sua pelle era chiara, quasi luminosa, con una costellazione di lentiggini appena visibili sul petto e sulle spalle. I suoi seni erano piccoli, perfetti, e si muovevano appena con il suo respiro. I capelli neri le ricadevano sul petto, alcune ciocche che si intrecciavano come fili d’inchiostro, altre che le scivolavano lungo la schiena, sfiorando la curva dei fianchi. Ogni movimento faceva ondeggiare quella cascata scura, che sembrava viva, incorniciando il suo corpo come un quadro.
Mi tolsi la felpa, e le sue mani trovarono il mio petto, le dita che tracciavano linee lente, esplorando ogni contorno. Ci baciammo di nuovo, più a fondo, e il gusto delle sue labbra, dolce, con un’ombra di caffè e cioccolato, mi fece perdere il senso del tempo.
Le sue mani scivolarono più in basso, slacciando i miei jeans con una delicatezza che contrastava con l’urgenza nei suoi occhi. La aiutai a liberarsi dei pantaloni, e quando furono a terra, il suo corpo nudo era davanti a me, un equilibrio perfetto di forza e fragilità. I suoi capelli le cadevano Marty mi guardava, i suoi occhi scuri illuminati dal bagliore del camino, un invito silenzioso che mi faceva dimenticare il freddo di Ogden.
La neve fuori cadeva lenta, un sipario bianco che isolava la casa dal resto del mondo. Il crepitio del fuoco era l’unico suono, oltre al battito del mio cuore, che sembrava seguire il ritmo del suo respiro.
– Sei sicura. – chiesi, quasi un sussurro, mentre si avvicinava. I suoi capelli neri, lunghi e mossi, le scivolavano sulle spalle, catturando la luce come seta liquida.
– Mai stata più sicura – rispose, e le mie dita trovarono le sue sotto la coperta. Erano fredde, ma si scaldavano contro la mia pelle, come se stessero rubando il mio calore.
Lei sorrise, un sorriso caldo, privo di quella sfumatura misteriosa che di solito mi spiazzava. Si alzò, lasciando cadere la coperta sul divano, e mi prese per mano.
– Andiamo.. – disse. I suoi passi erano leggeri, quasi silenziosi sul pavimento di legno, e i suoi capelli ondeggiavano a ogni movimento, una cascata nera che le sfiorava la schiena.5Please respect copyright.PENANANheAmQYLbW
Salimmo in camera mia, la stanza avvolta dalla penombra, illuminata solo dalla luce fioca che filtrava dalla finestra. La neve si accumulava contro il vetro, creando un’atmosfera di intimità, come se fossimo gli unici due al mondo. Marty si fermò vicino al letto, voltandosi verso di me. Il suo maglione grigio le scivolava su una spalla, lasciando intravedere la pelle pallida, liscia come porcellana. Le mie mani trovarono i suoi fianchi, e lei si avvicinò, il suo respiro caldo contro il mio collo.5Please respect copyright.PENANAOqHvZ1Y5xd
– Mi piace come mi guardi – disse, e le sue labbra sfiorarono le mie, un bacio leggero che prometteva di più.
La aiutai a togliere il maglione, e il tessuto scivolò via, rivelando il suo corpo. Era snella, con curve morbide che sembravano scolpite dalla luce del camino che filtrava dalla porta aperta. La sua pelle era chiara, quasi luminosa, con una costellazione di lentiggini appena visibili sul petto e sulle spalle. I suoi seni erano piccoli, perfetti, e si muovevano appena con il suo respiro. I capelli neri le ricadevano sul petto, alcune ciocche che si intrecciavano come fili d’inchiostro, altre che le scivolavano lungo la schiena, sfiorando la curva dei fianchi. Ogni movimento faceva ondeggiare quella cascata scura, che sembrava viva, incorniciando il suo corpo come un quadro.
Mi tolsi la felpa, e le sue mani trovarono il mio petto, le dita che tracciavano linee lente, esplorando ogni contorno. Ci baciammo di nuovo, più a fondo, e il gusto delle sue labbra, dolce, con un’ombra di caffè e cioccolato, mi fece perdere il senso del tempo. Le sue mani scivolarono più in basso, slacciando i miei jeans con una delicatezza che contrastava con l’urgenza nei suoi occhi. La aiutai a liberarsi dei pantaloni, e quando furono a terra, il suo corpo nudo era davanti a me, un equilibrio perfetto di forza e fragilità. I suoi capelli le cadevano sul viso, alcune ciocche che si impigliavano tra le sue labbra mentre mi guardava, e altre che le scivolavano lungo la schiena, accarezzando la pelle come un velo.
Ci sdraiammo sul letto, le lenzuola fredde contro la nostra pelle calda. Le mie mani esplorarono la sua schiena, seguendo la curva della spina dorsale, mentre lei si appoggiava a me, i suoi capelli che mi sfioravano il petto, morbidi e freschi. Ogni tocco era un dialogo senza parole: le sue dita che tracciavano cerchi sul mio braccio, le mie che si perdevano nei suoi fianchi, la sua pelle che rispondeva al mio calore. Quando i nostri corpi si unirono, fu lento, attento, come se stessimo scoprendo un linguaggio nuovo. I suoi capelli ricadevano intorno a noi, un sipario nero che ci isolava dal mondo, alcune ciocche che si appiccicavano alla sua fronte sudata, altre che scivolavano sul mio viso mentre si muoveva sopra di me. I suoi respiri erano caldi, irregolari, mescolati ai miei, e ogni movimento era un’onda che ci portava più vicini, più lontani da tutto il resto.
Non ci furono parole, solo il ritmo dei nostri corpi, il crepitio lontano del camino, il silenzio della neve fuori. Quando raggiungemmo l’apice, fu come un’esplosione silenziosa, un momento di pura connessione che mi lasciò senza fiato. Marty si accasciò su di me, il suo petto che si alzava e abbassava contro il mio, i suoi capelli sparsi sul mio torace come un’intricata rete di seta. Le accarezzai la schiena, sentendo il calore della sua pelle, e lei alzò lo sguardo, un sorriso stanco ma sincero sulle labbra.
– È stato… – iniziò, ma non finì la frase. Si limitò a baciarmi, un bacio lento, esausto, che diceva tutto ciò che le parole non potevano.
Ci avvolgemmo nelle lenzuola, la coperta tirata su di noi come un rifugio. Marty si accoccolò contro di me, la sua testa sul mio petto, un braccio intorno alla mia vita. I suoi capelli mi solleticavano il mento, morbidi e freschi, e il suo respiro si fece più lento, regolare. La strinsi, il mio braccio intorno alle sue spalle, sentendo il suo calore che si mescolava al mio. La neve fuori continuava a cadere, ma non importava. In quel momento, c’eravamo solo noi.5Please respect copyright.PENANAU4XLC0w0xI
Ci addormentammo così, l’uno abbracciato all’altra, i nostri respiri che si intrecciavano come i suoi capelli sul cuscino. Il mondo poteva aspettare.5Please respect copyright.PENANAzD0WdK02Li


