La nebbia mi avvolgeva come un sudario, densa e soffocante, mentre la neve cadeva lenta, posandosi sul corpo di Luke, ridotto a un mucchio di carne e ossa spezzate sull’asfalto. Il sangue si coagulava in rivoli rossi e neri, e l’odore ferroso mi faceva girare la testa. Chris era sparito, svanito come un’illusione davanti al cofano, e ora Luke giaceva lì, gli occhi vuoti che fissavano il nulla.5Please respect copyright.PENANAXxz6TW7vP5
Ero in ginocchio, il vomito che mi bruciava la gola, il cuore che martellava così forte da coprire ogni altro suono. Noah, accanto a me, aveva il viso pallido, le mani che tremavano mentre stringeva il telefono, ormai inutile.
Marty era lì. Non sembrava arrabbiata, non del tutto. C’era una stanchezza in lei, un dolore antico che la rendeva quasi umana. Ma sotto, lo sentivo: una furia che ribolliva, come acqua intrappolata sotto il ghiaccio.
– Eric, – disse, la voce morbida, un sussurro che si insinuava nella nebbia, fece un passo avanti, – Non volevo che finisse così.-
Mi alzai, le gambe molli, il fiat corto che formava nuvole nell’aria gelida. Noah fece qualche passo indietro silenzioso, allontanandosi. Sentii il suo respiro accelerare, un segno che stava pianificando qualcosa. Io non riuscivo a staccare gli occhi da Marty. Il suo viso, era lo stesso della ragazza che avevo baciato, che mi aveva fatto ridere con una sigaretta fuori dal bar.
– Perché? – chiesi, la voce rotta, indicando il corpo di Luke. – Chris è sparito. Luke... guarda cos’hai fatto. Erano i miei amici.-
– Dovevo, – disse, – Sapevano il mio segreto, Eric. La foto, la storia di Jake, il barista... hanno visto.-
Le sue parole mi colpirono come un pugno. Ricordai il lago, il suo racconto: la chiave inglese, l’acqua nera, il suo compleanno rubato. Trent’anni di esistenza sospesa, un’eternità di inverni. Ma il sangue di Luke, il silenzio di Chris.. era troppo.5Please respect copyright.PENANA1GYl56M3bQ
– Non è vivere, Marty, – dissi, la voce che tremava. – È solo... dolore. Non dovevi ucciderli. Potevi lasciarci andare.-
Rise, un suono breve, che echeggiò tra gli alberi. Si avvicinò, abbastanza da farmi sentire quel suo profumo.
– Facile dirlo per te, Eric. Tu invecchi, cambi, vivi. Io no. Non è facile, sai? Anno dopo anno, mese dopo mese, lo stesso aspetto. Lo stesso viso, gli stessi capelli, la stessa voce. Ma il segreto è il mio scudo.-
Sentii un nodo in gola, un misto di pietà e orrore. I suoi occhi avevano un lampo di vulnerabilità, come al lago, quando sembrava sul punto di piangere. Ma il sangue di Luke era lì, a ricordarmi cosa fosse capace di fare.
Sentii i passi di Noah accelerare, un’ombra rapida. La sua mano uscì dalla tasca, il coltello svizzero che brillava fioco nella nebbia. Con un movimento secco, si lanciò in avanti, la lama che affondava nella schiena di Marty, tra le scapole. Il metallo entrò con un suono umido.
Marty urlò, un grido acuto, umano, di dolore puro che echeggiò nella foresta. Il sangue, scuro e quasi nero, colava dalla ferita, allargandosi come una macchia scura sulla giacca blu.
Barcollai indietro, il cuore in gola. "Prova dolore," pensai, gli occhi spalancati. In quello stato, solida, era vulnerabile. La lama era entrata, il sangue scorreva. Ma Marty non cadde. Si voltò, il viso contorto in una maschera di rabbia e dolore, i capelli che le frustavano il viso. I suoi occhi, si fissarono su Noah. Con un movimento fluido, innaturale la sua mano schizzò in avanti, afferrando Noah per il collo. Le dita forti come morse di ferro, si chiusero intorno alla gola. Noah gorgogliò, il coltello che gli cadeva di mano, gli occhi che si spalancavano in terrore.
Con uno scricchiolio secco, innaturale, torse il collo di Noah. L’osso si spezzò come un ramo secco, un crack che echeggiò nella nebbia come un tuono lontano. Noah si afflosciò, il corpo inerte che crollava nella neve, gli occhi vitrei che fissavano il nulla. Morto. In un istante.
Urlai, un suono strozzato che si perse nella nebbia. Marty si voltò verso di me, il sangue che colava dalla schiena, macchiando il cappotto di strisce scure. Non sembrava indebolita. Anzi, il dolore sembrava averla resa più viva, più furiosa. Si avvicinò, il viso pallido striato di lacrime gli occhi che mi imploravano e mi maledicevano allo stesso tempo.
– Addio, Eric, – disse, la voce che si incrinava, un misto di rimpianto e rassegnazione.
Prima che potessi muovermi, fece un passo avanti verso di me e non l'istante successivo passò attraverso il mio corpo, non un tocco, ma una fusione gelida, un freddo che mi penetrò le ossa e tolse il fiato. Per un istante, sentii tutto: il dolore di lei, l'acqua nera del lago. Poi, Marty svanì dietro di me, il suo corpo che svaniva nel nulla nella nebbia circostante. Il profumo di legno bagnato svanì, sostituito dal silenzio assoluto della foresta.
Crollai in ginocchio, restando solo con me stesso.5Please respect copyright.PENANAg2zM5GCc1V
Rimasi solo, la neve intorno a me, il silenzio che mi schiacciava, assordante.5Please respect copyright.PENANAbuzlyV4Vwq


