Leah
<<Leah cosa?!>> Lui non risponde dando così conferma alle mie ipotesi. Gli do le spalle e affretto il passo. Sentendo che non mi segue entro in bagno e mi rilasso. Faccio dei respiri profondi e mi guardo allo specchio. Faccio veramente schifo. Una lacrima mi scende lungo la guancia. Cos'è che ho sbagliato? Tutto. Il mio errore peggiore, o meglio, quello dei miei genitori è stato farmi nascere. Vado in panico. Il mio battito accelera, le lacrime scendono sempre più velocemente e i respiri diventano irregolari, non so più che fare con me stessa, sono da buttare.
Jake
Mi dispiace, non ha del tutto frainteso Leah, ma sono un coglione io.
Ho un'ora libera, quindi esco da scuola e prendendo l'autobus mi avvio verso il centro sportivo, in specifico la palestra. Sono stressato oggi, troppo. Senza badare alle mie mani comincio a sfogarmi contro il sacco da boxe. Non capisco più niente, so solo che continuo a fare errori madornali che non mi verranno perdonati. Comincio a sudare quindi mi tolgo la maglietta e la lancio sulla panchina, ma noto troppo tardi un a presenza femminile sull'angolo. Jade. Cosa ci fa lei qui? Nota il mio sguardo e come per aspettarmi si siede di fianco alla mia maglietta, la prende e la piega. Donne, perché si mettono a fare queste cose? Mi fermo. Anzi. Praticamente mi ferma lei. Mi siedo accanto a lei che mi chiede <<Cosa ci fai qui?>> Vorrei porgerle la stessa domanda ma le rispondo solamente <<Mi alleno>> Non le devo spiegazioni. Lei mi prende le mani. <<Se ti allenassi seriamente sapresti che devi fasciarti le mani prima di un'allenamento altrimenti come hai appena fatto, rischi di farti male>> In realtà lo so ma non ribatto. Anzi, le chiedo <<Perché sei qui invece tu?>> Ho altre cose da chiederle ma non ora.
<<Ti osservo.>> Che cazzo ho appena sentito?! Inizia a fasciarmi le mani, e sorprendentemente lo fa correttamente. <<Come lo sai fare?>> le chiedo. Non risponde immediatamente. <<Non è perché sono donna che non so fare queste cose.>> Non è la risposta che volevo, ma non forzo. Quando conclude mi dice che deve andare, e mi lascia solo.
Leah
Raggiungo le piscine con calma questa volta, solo che nel centro sportivo sono le più lontane e devo passare davanti a tutti gli altri campi e palestre. Più mi avvicino inizio a sentire un rumore di colpi proveniente dalla palestra e mi appoggio allo stipite della porta, un po' nascosta per osservare cosa succede dentro. Mi perseguita. Jake. Si allena se si può definire così quello che sta facendo ma lo accettiamo lo stesso. Ha le nocche leggermente insanguinate ma non mi preoccupo molto. Lo osservo per un po' e noto anche in ritardo che è a petto nudo e i muscoli che si contraggono sulla sua schiena sembrano un'opera d'arte. Ammetto che mi attrae ancora nonostante tutto quello che è successo, ma non posso starmene qui impalata, quindi lo guardo un ultima volta e me ne vado realizzando troppo tardi una cosa notata ma sottovalutata.
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