Leah
Il giorno dopo arrivo a scuola un po' correndo, ma sono molto stanca in generale quindi non ci faccio molto caso. Nei corridori incontro un paio di volte lo sguardo di Jake che sembra indifferente, e diverso dal solito. Quello che è successo ieri spero che non venga menzionato perché mi sento una merda a ripensarci, ma non so se ho fatto la cosa giusta o meno. Entro in classe e sono già quasi tutti seduti al proprio posto. Mentre tiro fuori il libro per fisica sento Jade parlare a bassa voce, e ovviamente anche se non dovrei la ascolto. <<Hai sentito parlare del nuovo ragazzo che c'è a scuola? Credo che si chiami Jake o qualcosa di simile>> Non capisco perché nessuno è in grado di ricordare il suo nome, ma continuo ad ascoltare. <<Si dice in giro che esca con una ragazza e che si siano anche baciati!>> Non so come interpretare la cosa, ma sento vuoto dentro; nuovamente. <<Solamente che non si sa chi sia la ragazza, ma si pensa che non stia andando tanto bene tra loro. Vorrei tanto conoscere questo Jake, è veramente un figo. Ci siamo già scambiati la parola, quindi spero che questa cosa si ripeta sempre di più.>> Conclude lei con un po' di malizia nel tono della voce.
Okay, ora posso dire di essere incazzata. Scusa ma prima mi baci e poi baci un'altra?! Sempre se non si parla di me. Poi vai a flirtare con altre ragazze?! Non mi sembra normale come cosa. Ti ho ferito?! Okay scusami. Non so esattamente perchè sono incazzata ma comunque speravo che ci fosse qualcosa tra noi due. Magari non sono alla sua altezza. Jade è sicuramente più bella.
Tiro fuori anche il quaderno, ma mi scivola e cade a terra. Prima che lo raccolga qualcuno mi precede.
Jake. Me lo rimette sul banco senza dire una parola, ma i nostri occhi ne dicono anche più di una. Suona la campanella, e lui prende posto.
Il professore entra in classe e spiega alla classe confusa perché Jake è stato spostato a metà anno. Sinceramente non mi aspettavo questa motivazione ma voglio saperne di più.
Il professore continua a parlare, ma io non ascolto più. Le parole mi arrivano ovattate, come se stessi sott’acqua. Sento solo il sangue pulsarmi nelle orecchie e il mio respiro che si fa corto. Jake non mi guarda. Non una volta. Non un mezzo secondo. È come se ieri non fosse mai successo niente.
E forse è davvero così.
Mi mordo l’interno della guancia per non pensarci, ma la voce di Jade continua a rimbalzarmi in testa come un’eco fastidiosa. Una ragazza. Si sono baciati. Non sta andando bene. E io? Io cosa sono? Un errore? Un ripiego? Una distrazione?
Abbasso lo sguardo sul quaderno, ma le righe si confondono. Mi sento stupida. Stupida per aver sperato. Stupida per aver creduto che quel bacio significasse qualcosa.
Quando la lezione finisce, tutti si alzano parlando, ridendo, muovendosi come se il mondo fosse leggero. Io invece sento un peso sul petto che non riesco a scrollarmi di dosso.
Esco dall’aula senza guardare nessuno. Mi infilo nel corridoio laterale, quello dove non passa mai nessuno. Ho bisogno di aria. Di silenzio. Di non vedere Jake flirtare con qualcun’altra.
Mi appoggio al muro freddo e chiudo gli occhi. Respiro. Una, due, tre volte.
Poi sento dei passi.
Lenti. Decisi. Uno alla volta, come se chiunque fosse stesse cercando di non spaventarmi.
Apro gli occhi.
Jake è lì. Da solo. Nel corridoio vuoto.
Non dovrebbe essere lì. Non dovrebbe cercarmi. Non dovrebbe guardarmi in quel modo.
E invece lo fa.
«Perché sei scappata?» chiede, la voce bassa, quasi un sussurro.
Il mio stomaco si stringe. «Non sono scappata.»
Fa un passo verso di me. «Ti ho chiamata.»
«Avrai sbagliato persona.» La mia voce trema più di quanto vorrei.
Jake scuote appena la testa. «No. Non sbaglio quando si tratta di te.»
Mi manca l’aria. Non so se sono più arrabbiata, ferita o confusa.
«Ho sentito… delle cose.» dico, senza guardarlo.
Lui si avvicina ancora. Ora è a meno di un metro. Troppo vicino. Troppo lontano.
«Che cose?» La sua voce è calma, ma gli occhi no. Gli occhi sembrano sul punto di incendiarsi.
Deglutisco. «Che… che stai con una ragazza. Che vi siete baciati.»
Un silenzio pesante cade tra noi. Jake inspira piano, come se stesse scegliendo le parole con attenzione.
«Leah.» Solo il mio nome. Ma detto così, sembra quasi una promessa.
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