Cuori tra le pozzanghere
Leah
Lo aspetto, sotto la fermata 199, come scritto, e sono le 19:07. Sono un po’ in ansia, e tremo per il freddo e la pioggia. Spero che non mi abbia abbandonata, ma non credo. Infatti, alle 19:09 precise, intravedo la sua ombra tra la pioggia che viene verso di me. Non riesco a non sorridere, per quanto è bello. Stasera è vestito un po’più casual rispetto al solito, ma rimane sempre bellissimo, con i suoi occhi color miele. Il nostro sguardo si incrocia, sorride anche lui. Non lo fa spesso con le altre persone, o almeno è quello che noto io, ma con me sembra diverso. Quando mi arriva di fronte mi prende la mano, e la intreccia con la sua. Il mio cuore batte all’impazzata, ma lui a differenza mia sembra tranquillissimo.
<<Chiudi gli occhi, tesoro>> mi dice, accentuando l’ultima parola. Faccio come dice senta replicare, ma appena le mie palpebre sono chiuse, mi solleva tenendomi stretta tra le sue braccia e il suo petto caldo che mi fanno da scudo. Ho smesso di tremare. Mi sento al sicuro, e non riesco a smettere di sorridere, nonostante la situazione. Passa un po’ di tempo in cui siamo entrambi in silenzio, intanto penso che ci conosciamo da pochissimo, e non abbiamo un legame così “profondo” il che non ha molto senso, ma mi piace lo stesso la situazione.
Ma perché mi ha chiamata “tesoro”? Non so se voglio saperlo, ma non è importante ora. Quando mi dice che posso aprirgli mi ritrovo sotto una tettoia, di una casa, apparentemente abbandonata, ma con delle lucette appese in modo molto carino a mio parere. Sotto la luce sembra ancora più bello se possibile.
Mi prende nuovamente per mano sorridendomi, e mi sussurra <<Vieni>> sento un brivido percorrermi tutta la schiena, ma non credo sia per il freddo questa volta.
Lo seguo sotto la pioggia, sempre senza distogliere lo sguardo dal suo.
Mi prende il fianco con la mano libera, e comincia a ballare. Io sono ufficialmente negata, ma lui sfortunatamente lo nota. <<Non hai mai ballato?>> chiede. <<No, scusa>> mi dispiace davvero, continuo a fare solamente figure di merda. <<Segui me>> ci provo. Comincio a prendere il ritmo e la pioggia aumenta, ma non importa a nessuno in questo momento, ci siamo io e lui. Nessun’altro. Sono felice, davvero questa volta. Quando si ferma mi guarda. <<Sei bellissima, lo sai vero?>> non me lo aspettavo.
<<Non me lo dicono spesso>> opto per la sincerità. <<Dovrebbero>> risponde lui. I nostri occhi si uniscono in una danza infinita, rincorrendosi, e sento che dentro di me il ghiaccio potrebbe essersi leggermente scalfito. Il mio cuore batte all’impazzata, e la mia mente vaga tra tutto quello che penso in questo momento. Una folata di vento mi scompiglia i capelli biondi sciolti e bagnati, facendoli finire sul suo petto ampio. La sua mano si sposta dal mio fianco al mio viso. Si avvicina a me. Sto letteralmente esplodendo dentro. Posa le sue labbra sulle mie in un modo dolcissimo che quasi mi sciolgo. Solo ora avverto il suo profumo. È diverso, ma non per questo non è buono. Leggermente dolce, ma con un contrasto di agrumi. Non approfondiamo il bacio, ma sento che stringe maggiormente il mio corpo con il suo, e insieme generiamo un calore che contrasta tutta la pioggia. Sorride sulle mie labbra, e si stacca pian piano. Io avrei voluto solo continuare, ma sto al gioco. Sorrido anche io staccandomi completamente, e faccio scorrere la mia mano sul suo braccio, fino alla fine, dove le nostre dita si incastrano per un momento, ma poi lo guardo, sorrido, mormoro un ciao, e me ne vado. Non reggo tutto questo. Pur essendo bellissimo fa anche male.
Lui mi tira delicatamente verso di lui facendo scontrare nuovamente le nostre labbra, e rimaniamo li per un tempo che sembra infinito, ma destinato a finire.
Avverto le sue mani calde scorrermi lungo i fianchi, sono bramose di contatto, ma io non sono pronta a darglielo. Porto le mie mani sulle sue e le fermo. I nostri occhi si incontrano, e nel suo sguardo noto qualcosa di simile alla delusione, ma quella scintilla scompare subito. Sembra preoccupato. Tiene le sue mani ancora ferme sui miei fianchi senza sapere cosa fare.
<<Vuoi?>> mi chiede lui. Non sono totalmente sicura di cosa intende lui, ma la mia risposta non arriva. Quindi lui toglie le mani da me e si allontana distogliendo lo sguardo. Sento il freddo pungermi la pelle, e la pioggia cadermi addosso come lame ghiacciate. Rimango li, ferma, come una stupida che non sa cosa fare. Non capisco cos’è appena successo, e non riesco a elaborare tutto.
Le gocce di pioggia si mischiano alle lacrime sul mio viso. È successo tutto troppo in fretta.
La vera domanda è: cos’è successo? Perché? Non ci conosciamo…
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