Leah
La scuola stamattina sembra più rumorosa del solito. Forse sono io. Forse è il mio cuore che batte troppo forte.
Appena entro nel corridoio, vedo Jake appoggiato al suo armadietto. Sta parlando con due ragazzi della sua classe, ma quando mi nota… si illumina. Non so perché, ma ogni volta che mi guarda così, mi si scioglie qualcosa dentro.
Mi avvicino piano, stringendo i libri al petto. Lui fa un passo verso di me, poi un altro, e quando è abbastanza vicino mi prende la mano. Davanti a tutti.
Sento il viso bruciare, ma non tiro via la mano. Anzi… la stringo più forte.
«Ciao» mormora, con quel sorriso che mi fa dimenticare tutto il resto.
«Ciao» rispondo, e mi esce quasi un soffio.
Poi succede una cosa che non mi aspettavo. Jake si china leggermente e mi dà un bacino sulla guancia. Un bacio piccolo, veloce, ma abbastanza da far fermare mezzo corridoio.
Sento gli sguardi addosso. Qualcuno mormora. Qualcuno ride. Qualcuno resta a bocca aperta.
E poi c’è Jade.
È ferma vicino alla porta dell’aula, gli occhi spalancati, le guance rosse come se avesse corso. Non dice niente. Non si muove. Non respira quasi.
Per un attimo mi sento in colpa, anche se non ho fatto nulla di male. Ma poi Jake intreccia le dita alle mie e tutto il resto svanisce.
«Andiamo?» mi chiede.
Annuisco. E camminiamo insieme verso la classe, mano nella mano, mentre il corridoio torna lentamente a respirare.
Dentro di me, però, c’è un piccolo nodo. Non so perché. Forse per Jade. Forse per quello che sto iniziando a sentire. Forse perché tutto questo mi spaventa… ma allo stesso tempo mi fa stare bene.
Molto bene.
Jake
Non so cosa mi è preso stamattina. Forse il fatto che Leah ieri mi ha sorriso in quel modo. Forse il fatto che quando sono con lei mi sento… diverso. Più leggero. Più vero.
Quando l’ho vista entrare nel corridoio, con i capelli un po’ spettinati e gli occhi ancora assonnati, ho sentito un impulso. Prenderle la mano. Farle capire che ci sono. Che non deve avere paura.
E quando le ho dato quel bacino… Ok, forse non era programmato. Ma non me ne pento.
Il problema è che tutti ci hanno guardati. E Jade… Jade sembrava sul punto di esplodere o scappare. Non so cosa le passi per la testa, ma so che non è felice. E questo mi mette un po’ a disagio.
Ma poi guardo Leah. Le sue dita intrecciate alle mie. Il modo in cui abbassa lo sguardo quando la guardo troppo a lungo. Il modo in cui si morde il labbro quando è nervosa.
E tutto il resto sparisce.
Arriviamo in classe e mi siedo accanto a lei. Non parliamo. Non serve.
A un certo punto, mentre la prof spiega, Leah appoggia la sua mano sul banco, vicino alla mia. Non mi guarda. Non dice niente.
Io avvicino la mia. Le sfioro le dita. Lei le intreccia alle mie senza staccare gli occhi dal quaderno.
E in quel momento capisco una cosa semplice, ma enorme:
Non so cosa siamo. Non so cosa diventeremo. Non so cosa succederà domani.
Ma so che… oggi, tenerle la mano è la cosa più giusta che potessi fare.
ns216.73.217.14da2

