Leah
Sento il freddo trafiggermi la pelle come lame di ghiaccio, la neve che si confonde tra i miei capelli biondi mi fa sentire invisibile, più di quanto io non lo sia già. Muovo velocemente i piedi, uno dopo l’altro, in modo da raggiungere il più velocemente possibile casa. L’aria è fredda, il cielo è chiaro, ma presto calerà il sole. Gli alberi attorno a me sono anch’essi bianchi, e sul sentiero si possono intravedere le orme di piccoli animaletti che provano a scappare dall’inverno, vorrei poter scappare anche io da esso invece scappo dei miei problemi. Affretto il passo verso casa, guardandomi i piedi, quando riconosco il sentiero dell’ingresso, improvvisamente vado contro qualcosa di duro, ma stranamente caldo. Quando alzo lo sguardo mi ritrovo a guardare un ragazzo castano, con i capelli leggermente ricci e gli occhi color miele, sono bellissimi, e ovviamente o sto continuando a fissare come una stupida. <<Scusa>> mormoro, notando l’ampiezza delle sue spalle, e quasi correndo, mi avvio nella direzione dell’ingresso di casa, con l’immagine dei suoi occhi ancora impressa nella mia mente.
Entrando in casa sento quella famigliare temperatura calda che non potrei mai dimenticare, e l’odore di inverno che mi accompagna spesso. Tolgo gli stivaletti e il cappotto, e mi precipito in camera mia, senza neanche pranzare, ma non ci faccio caso; non è una delle cose fondamentali da fare in questo momento. Accendo il telefono, e mando un messaggio a Raelyn, come promesso.
Com’è andato il primo giorno di scuola Rae?
Ovviamente lei non trada a rispondere come è solita fare.
Benissimo! Il tuo? C’era un ragazzo bellissimo, ma non mi ricordo precisamente il suo nome.. Forse Jack oppure John..
Vorrei essere come lei a volte, bellissima, spensierata e un po’ pazzerella, come me d’altronde. Il mio primo giorno di scuola non è andato secondo le mie aspettative, ma potevo immaginarmelo. Questo è il mio primo anno in questa scuola, perché io e la mia famiglia ci siamo trasferiti, ma il lato positivo è che ora sono più vicina a Raelyn, anche se non frequentiamo la stessa scuola.
Dopo averle risposto spengo il telefono, e mi fermo ad osservare la neve che cade delicatamente sugli aghi degli alberi. Il sole è completamente tramontato, e ora fuori è buio, ma devo studiare in questo momento; quindi, non ho molto tempo per continuare a pensare.
Chiudo il libro di storia, mi ricordo solo cinque pagine in un’ora, la mia concentrazione è del tutto sparita. Finirò le altre più tardi. Mi distendo sul letto, e rivedo l’immagine di quegli occhi color miele che mi osservano, inizialmente pensavo fosse scocciato, ma ora mi rendo conto che forse era solo incuriosito e sorpreso. I suoi lineamenti erano bellissimi, ma non riesco a spiegarmi cosa ci faceva lì in quel momento. Mi sembra anche strano che io non l’abbia mai visto, essendo che è da un po’ di mesi che abito qui; non ho molti amici, ma comunque conosco un po’ di persone.
Improvvisamente percepisco una presenza esterna sul mio letto, ma quando vedo la coda del mio gatto Lumi mi tranquillizzo e mi metto a sedere in modo da poterlo prendere in braccio. Non sono sicura, del motivo per cui l’ho chiamato così, ma mi è sempre piaciuta la neve, ed essendo che il suo pelo è bianco, il nome sembrava perfetto ai miei occhi, anche se in fondo nessuno lo è..
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