Ogni volta che provo ad aprirmi, il finale è già scritto.
Ogni volta che la bocca accenna una parola, il mondo mi ricaccia indietro.
Cerco di farmi capire, ma il risultato è il vuoto.
Nessuno ascolta.
Dicono che sono agitata anche quando sono immobile.
Dicono che sono tossica, che ho un carattere di merda.
Ne sono consapevole.
Sono io che non mi so regolare. Sono io che creo problemi in ogni angolo.
Vengo ferita da tutto, persino dalla felicità. Quella mi fa più paura del resto.
Do tutto agli altri e niente a me stessa.
E se per un secondo provo a prendermi un millimetro di spazio, divento la stronza. Divento la menefreghista.
Zero fiducia. Nessuno ha mai creduto in me.
Nessuno ha visto i miei sforzi. Mai.
Illusioni. Mi illudo da sola e poi ci rimango di merda.
Me ne accorgo sempre troppo tardi. Sempre dopo che il danno è fatto.
Riesco a parlare solo qui, in questo silenzio. A voce non esce nulla.
Volevo solo che vedessero lo sforzo su quel maglione. Uno solo, cazzo.
Ma no. Come tutto il resto. Invisibile.
Cosa dovrei fare?
Continuare questa recita tra pillole, sedute, medici e lavoro?
O finirla qui e smettere di sentire?
Essere uno sbaglio ogni giorno è un lavoro estenuante.
Dite che non ho colpe.
Allora perché soffro così? Perché vengo trattata come un oggetto da usare?
Perché vengo tradita e sfruttata così spregevolmente?
Se non ho colpe, perché il castigo è così atroce?
Non dovevo nascere.
Non si nasce per vivere una vita di merda.
Non si nasce per soffrire così tanto.
PERCHÉ IO?
Basta.
Vi prego.
Basta.
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