La cena di Natale a casa di Áróra era finita da un pezzo, ma l’odore di agnello affumicato, patate caramellate e cavolo rosso aleggiava ancora nelle travi basse del soffitto. Sua madre aveva insistito perché restassi, con quella cortesia islandese che non ammette repliche:
– Ragnar, la neve è alta, la strada è un disastro, dormi qui.-
Sua sorella maggiore, che era arrivata da Reykjavík, mi aveva guardato con un sorriso complice che diceva35Please respect copyright.PENANAgrRWfBwDt6
"Finalmente qualcuno ti ha preso."
Áróra non aveva detto nulla. Mi aveva solo abbassato lo sguardo, le guance rosse non solo per il calore del camino, e aveva stretto la mia mano sotto il tavolo. Un gesto piccolo, quasi timido, ma che mi aveva fatto sentire come se mi avessero consegnato le chiavi di un posto dove non ero più entrato da anni.
Ora era notte fonda.
Il villaggio dormiva sotto una neve che cadeva dritta, lenta, senza vento, come se il cielo stesse versando panna su una torta nera. Io ero sdraiato sul letto di Áróra, nella sua stanza di ragazza che non era più una stanza di ragazza: le pareti ancora con qualche poster sbiadito dei Sigur Rós, ma ora c’erano i miei scarponi vicino alla porta, la mia giacca appesa alla sedia, il mio odore che si mischiava al suo di lana e sapone di lichene.
Lei era in bagno a lavarsi i denti. La sentivo canticchiare piano. Io fissavo il soffitto, le mani dietro la nuca, il cuore che batteva troppo forte.
Quando rientrò, indossava una maglietta termica grigia troppo grande e un paio di calzettoni di lana che le arrivavano a metà polpaccio. I capelli ramati erano sciolti, ancora umidi sulle punte, e le lentiggini sembravano più scure nel chiarore della lampada sul comodino.
Si fermò sulla soglia, come se all’improvviso si fosse ricordata che non era più sola nella sua stanza da… quanto? Anni?
– Puoi spegnere la luce grande, – disse piano.
Spensi l’abat-jour. Rimase solo la lucina rossa della stufa elettrica nell’angolo, che pulsava come un cuore di drago addormentato.
Áróra si infilò sotto le coperte, vicina ma non troppo. Sentivo il suo calore prima ancora che mi toccasse. Il letto era piccolo, un letto da una persona e mezza che i suoi genitori avevano comprato quando lei aveva quattordici anni e che non avevano mai cambiato. Ora ci stavamo in due, stretti, e andava benissimo così.
– Hai freddo? – chiese.35Please respect copyright.PENANAU6yyX6qSuR
– No.-35Please respect copyright.PENANAeSHCOGahlq
Era una bugia. Avevo caldo. Caldo dentro.35Please respect copyright.PENANAGOBHHtl0nB
Lei si girò verso di me, la testa sul mio braccio. Il suo respiro mi arrivava al mento. Sentivo il profumo dei suoi capelli, shampoo alla betulla e fumo di legna dal camino di sotto, e qualcosa di più profondo, la sua pelle, il suo odore di donna che mi faceva girare la testa da mesi e che ora era lì, a pochi centimetri.35Please respect copyright.PENANA2yC5C7c3Sp
– Ragnar, – sussurrò.35Please respect copyright.PENANA59glgtiOzH
– Dimmi.35Please respect copyright.PENANA0WRF0tfCVJ
– Il regalo… quello vero che mi dicevi… ce l’hai?-
Annuii nel buio. Tirai fuori dalla tasca dei jeans (che avevo lasciato appesi alla sedia) una piccola scatolina di legno. L’avevo tenuta nascosta tutta la sera.
Aprii la scatolina. Dentro, su un letto di cotone grezzo, c’era il ciondolo: una labradorite tonda, grande come una moneta da 50 corone. Quando la luce la colpiva giusta, esplodeva di blu elettrico, verde smeraldo, viola profondo, proprio come l’aurora di quella notte al faro.
Gliela mostrai tenendola tra pollice e indice. La lucina rossa della stufa la accese di un bagliore sanguigno, poi, quando la girai, divampò di verde-azzurro.
Áróra trattenne il fiato.
Lei non disse niente per un lungo secondo. Poi mi prese il ciondolo dalle dita, lo tenne contro il petto, proprio sopra il cuore.35Please respect copyright.PENANAysnz8YpOww
– Me lo metti?-
Mi misi seduto. Lei si girò, sollevò i capelli. Le mie mani tremavano un po’ mentre allacciavo la catenina d’argento intorno al suo collo. La pietra le cadde esattamente tra le clavicole, nel piccolo incavo dove batteva forte il polso.35Please respect copyright.PENANA4ZcgveqJdu
Áróra si voltò di nuovo verso di me. Gli occhi lucidi. Non di lacrime, ma di quella luce che hanno certi islandesi quando sono troppo pieni di emozioni per parlare.35Please respect copyright.PENANA3Ng0yB2kZv
Poi mi baciò..
Non fu un bacio come gli altri. Non fu il bacio rubato sulla spiaggia, né quello disperato sotto l’aurora.35Please respect copyright.PENANAjbYl2Jvm3L
Fu lento. Consapevole. Il primo bacio di chi sa che non ci sarà più un “dopo”, perché il domani potrebbe non esistere.35Please respect copyright.PENANAwlzwrTYC00
Le sue labbra erano fredde all’inizio, poi calde. Le sue mani mi cercarono sotto la maglietta, incerte ma decise. Le mie scivolarono sotto la sua, trovarono la pelle calda della schiena, le lentiggini che continuavano anche lì, come una mappa segreta.
Ci spogliammo piano, senza fretta zero, come se avessimo tutto il tempo del mondo e contemporaneamente nessuno.35Please respect copyright.PENANANVqZ4EapnJ
La maglietta grigia finì sul pavimento. I calzettoni. I miei jeans. I suoi leggings termici. Ogni capo un piccolo rituale, un “ti vedo” sussurrato senza parole.35Please respect copyright.PENANA3FvWiiMpL8
Quando restammo solo pelle contro pelle, il freddo della stanza sparì. C’era solo il calore dei nostri corpi, il suono del nostro respiro, la neve che picchiettava piano contro il vetro come dita impazienti.35Please respect copyright.PENANAlsHi8UOuB3
Le baciai il collo, proprio dove la labradorite pulsava calda contro la sua pelle. Scesi lungo la clavicola, tra i seni piccoli e perfetti, sentii il suo cuore che batteva come un uccello chiuso in gabbia. Le sue dita nei miei capelli, che mi tiravano piano, che mi guidavano.
-Ragnar,- sussurrò, la voce rotta.35Please respect copyright.PENANAby0hz3PSLy
-Sono qui.-35Please respect copyright.PENANAi2R2HvC0No
-Ho paura.-35Please respect copyright.PENANAVKTWn9n8mw
-Anch’io.-
Ma non era paura del vulcano, o della cenere, o del freddo.35Please respect copyright.PENANADMgPxqsNBH
Era la paura di chi sta per saltare nel vuoto tenendo la mano di qualcun altro e spera con tutto se stesso che l’altro non la lasci andare.35Please respect copyright.PENANAi1TB64IYoA
Le sue gambe si aprirono per me come un fiordo che accoglie il mare. Entrai piano, piano, guardandola negli occhi, uno verde, l’altro diviso tra cielo e terra, e vidi il momento esatto in cui il piacere le attraversò il viso come un’aurora improvvisa.35Please respect copyright.PENANAYI2xfnXj7Z
Ci muovemmo lenti, quasi immobili all’inizio, solo piccoli cerchi, respiri sincronizzati. Poi sempre più profondo, più urgente. Era un fare l’amore islandese: silenzioso, intenso, quasi religioso. Ogni spinta un “resta”, ogni sospiro un “ti tengo”.35Please respect copyright.PENANAU0FrQuvPQn
A un certo punto lei si inarcò sotto di me, le unghie nella mia schiena, e sussurrò il mio nome come una preghiera. Io affondai il viso nel suo collo, sentii la labradorite premuta tra noi, calda come lava appena uscita dalla crosta.35Please respect copyright.PENANArbGOW2gmyv
Rimanemmo così, intrecciati, sudati, con il freddo che ci mordicchiava la pelle scoperta.
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Fuori, la neve continuava a cadere.35Please respect copyright.PENANAgce7haaoWI
Dentro, c’eravamo solo noi due, un fuoco rubato al cuore di una terra che non concede niente.35Please respect copyright.PENANAp5mn1cUktF
Dopo, molto dopo, con la sua testa sul mio petto e la mia mano che le accarezzava piano la schiena, Áróra parlò nel buio.35Please respect copyright.PENANAbffweE88Qg
-Sai quella notte al faro abbandonato… quando abbiamo visto l’aurora più bella della mia vita?-35Please respect copyright.PENANAk4jjugkDha
-Me la ricordo.-35Please respect copyright.PENANAFUtUS4ZjbH
-Ecco. Questa… questa è stata più bella.-35Please respect copyright.PENANAgpa86p4HBw
Chiusi gli occhi. Sentii la pietra della labradorite calda contro il mio petto, proprio sopra il cuore.35Please respect copyright.PENANAdBANUAqIcj
-Buon Natale, Áróra.-35Please respect copyright.PENANAyYxzzZEGJz
Lei rise piano, un suono che non avevo mai sentito prima. Libero.35Please respect copyright.PENANApIMnvRcVd8
-Buon Natale, Ragnar.-35Please respect copyright.PENANA2T0McCkX0w
E per la prima volta da quando i miei genitori erano morti, non mi addormentai pensando al vuoto.35Please respect copyright.PENANANuOPtYj89O
Mi addormentai pensando a lei. A noi.35Please respect copyright.PENANAHmMhRIOtBm


