Frammenti di una storia
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Cap.25 Irving 2
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Dopo aver trascorso la giornata con Irving e aver capito che Andy aveva ragione, Sharon decise di andare a casa. Aveva lasciato al procuratore la relazione da consegnare al capo Pope, perché preferiva tornare a casa. Era stata una giornata complicata ed era ancora turbata dalle parole di Irving. Non riusciva a capire perché non si era mai accorta delle sue attenzioni. Si disse più volte di essere un’idiota! Scrisse ad Andy che era stanca e aveva bisogno di riposare. Non voleva sentirlo, perché avrebbe dovuto ammettere quanto era stata ingenua e che Andy aveva ragione! Voleva calmarsi e raccogliere le idee.
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Il procuratore Dowson dopo aver consegnato la relazione al capo Pope, non aveva voglia di tornare a casa, anzi, aveva proprio bisogno di andare a bere per smaltire quella giornata che non era finita come sperava. Era deluso e trovò un amico con cui condividere quanto accaduto quel giorno. Propose di andare in un bar vicino al Dipartimento. Si sedettero ad un tavolino, e cominciarono a chiacchierare, quando vide entrare il tenente Provenza e il tenente Flynn. Li fissò mentre andavano al bancone e si chiese cosa ci trovasse Sharon in un poliziotto ubriacone e idiota come il tenente Flynn. Era arrabbiato e moriva di gelosia, così decise di vendicarsi.
Propose all’amico di spostarsi al bancone, perché voleva offrire da bere a tutti i clienti. Si alzarono e si sedettero poco distanti da Provenza e Flynn. Andy lo vide passare e lo riconobbe, ma fece finta di nulla. Guardò il cellulare, Sharon aveva mandato un messaggio dicendo che era molto stanca e aveva bisogno di riposarsi.
«Beviamo qualcosa e poi ti lascio andare ai tuoi impegni sentimentali.» disse Provenza, stuzzicò l’amico, che era diventato improvvisamente nervoso. Andy grugnì una risposta e riprese a bere il succo di mirtilli, facendo finta di niente.
Irving si alzò e andò dal barman «Offro da bere a tutti!» disse a gran voce, suscitando l’entusiasmo dei clienti. L’ amico gli chiese il perché di tanta generosità e Irving, ad alta voce, spiegò che voleva festeggiare perchè quella mattina, si era portato a letto una donna con cui flirtava da tempo. Lo disse ad alta voce, così che tutti potessero sentire, Provenza e Flynn compresi.
«Bravo Irving! Sei un grande! Ci hai dato dentro, vero?!» chiese l’amico a voce alta.
«Guarda …» tirò fuori il cellulare e lo mostrò come un trofeo «Guarda cosa mi scrive … Sei stato uno stallone, mi sono divertita e non vedo l’ora di stare ancora con te. Già mi manchi …» fece un risatina isterica «Continua a mandare messaggi, le manco ….hahahahah! Ho preso il capo dei topi …»
Andy li guardò in malo modo e scosse il capo. Conosceva il procuratore Dowson e sospettava che fosse innamorato perso di Sharon. Si infuriò, ma doveva stare calmo, oppure avrebbe ripetuto la stessa situazione di Clarckson. Fece dei respiri profondi e sperò di andar via prima possibile.
«Stasera si bere gratis! Evviva!» esclamò felice Provenza «Congratulazioni al Procuratore!»
Andy riprese a bere e fece finta di non aver sentito.
«Amici, dovete sapere che la mia femme fatale si è dimostrata una vera assatanata. Una vera mangiatrice d’uomo. Insaziabile e voluttuosa. Ah signori, oggi ho raggiunto le stelle!»
«Certo che il procuratore deve girarci tanto attorno per dire che si è scopato una bella sgualdrina!» disse Provenza guardando il procuratore pavoneggiarsi tra gli avventori.
Dopo quanto aveva sentito, il sangue gli andò alla testa «Senti Provenza, io vado. Ci vediamo domani.» era nervoso, sapeva che si riferiva a Sharon, ma non ne aveva la prova oggettiva. Era infastidito e avrebbe preso volentieri a pugni il procuratore.
«Avanti Flynn, rimani ancora un poco, stasera si beve gratis!»
Andy sospirò, cercò di accontentare l’amico. Ma la presenza del procuratore Dowson gli dava sui nervi. Mandò a Sharon dei messaggi, ma non ebbe alcuna risposta. Questo lo innervosì ancora di più. Si disse di non commettere lo stesso errore con Clarckson, quindi era meglio andare via. Salutò Provenza e diede un’occhiataccia al procuratore che continuava a raccontare le sue imprese a letto: era disgustoso. Andò in macchina, fece un giro e alla fine andò sotto casa di Sharon.
Le luci delle finestre erano accese, rimase in macchina ad aspettare e mandò ancora dei messaggi. Sharon vide i messaggi di Andy, ma preferì non rispondere. Si sentiva in imbarazzo e sapeva che aveva fatto la figura della stupida. Non ottenendo risposta ai messaggi, Andy divenne ancora più geloso. Girò per la città tutta la notte, cercando di calmarsi, ma il tarlo della gelosia lo rodeva.
Il mattino seguente Sharon andò in ufficio presto, doveva recuperare la giornata che aveva passato in tribunale. Le carte si erano accumulate sulla scrivania. Aveva bisogno di un caffè, la notte precedente non aveva dormito, pensando a Irving e a quanto Andy avesse ragione. Andò in sala relax e sperò di bere un caffè in pace. Alla Crimini Maggiori non era arrivato ancora nessuno. Dopo aver sorseggiato il caffè, vide entrare Andy.
«Buongiorno Andy.» disse sorpresa, non si aspettava di vederlo così presto.
«Capitano Raydor.» prese una tazza e si versò del caffè, si voltò e prima che lei potesse dire altro la fissò «Sei stata a letto con il procuratore Dowson?»
La domanda diretta la lasciò senza parole. Sharon si era ripromessa di parlare con Andy e ammettere che aveva ragione. Non si era accorta delle attenzioni di Irving, ma non era successo nulla. Difronte alla sua esitazione l’incalzò di nuovo «Ti ho mandato vari messaggi ieri sera, ero preoccupato. Non hai trovato il tempo di rispondere. Eri forse impegnata in qualcosa di più divertente? Scrivere al procuratore Dowson? Dirgli quanto ti mancava?»
«Come ti permetti di insinuare che sono andata a letto con il procuratore Dowson?» era sorpresa e risentita. Una domanda del genere non se la sarebbe mai aspettata. Voleva dire che non si fidava di lei. Era come se avesse ricevuto un colpo allo stomaco. Era offesa.
«Non hai risposto alla mia domanda capitano. Dovresti chiedere al procuratore Dowson cosa ha detto ieri al Bootleg, davanti a mille avventori e offrendo da bere a tutti. Si è vantato delle sue prodezze sessuali …che schifoso! Si è vantato di aver flirtato e poi di essersi portata a letto una donna che desiderava da tempo. Chissà a chi si riferiva?» il tono era sarcastico.
«Come ti permetti anche solo di insinuare che io …Non sono una delle sgualdrine che frequentavi! Non vado a letto con il primo che passa. Pensavo mi conoscessi, ma evidentemente mi sbagliavo!»
«Non hai risposto alla mia domanda: sei stata a letto con il procuratore Dowson?» Andy era geloso e arrabbiato. Si avvicinò a Sharon e la fissò.
Sharon era offesa difronte alla stessa domanda «Visto che non ti fidi di me, credo sia meglio una pausa di riflessione, tenente.»
La fissò, scosse il capo «Mi stai scaricando, vero? Perché non lo dici, che vuoi stare con quell’idiota? Oppure non ne hai il coraggio?!» il tono era brusco e provocatorio.
«Senti Andy, ieri sera ero stanca. Ho avuto una giornata difficile e stamattina pensavo di parlare con te del perché non ho risposto ai tuoi messaggi.»
«Però non vuoi rispondere alla mia domanda. Allora è vero! Ci vai a letto!» Scosse il capo.
«Come ti permetti!» lo schiaffeggiò. Era infuriata. «Chiudiamo questa discussione. Anzi, per un po’ non ci vediamo e sentiamo, così ci schiariamo entrambi le idee.»
Andy rimase con la mano sulla guancia, gli facevano più male quelle parole che lo schiaffo. Ma era arrabbiato «Ah, bene. Ok, adesso mi devo schiarire io le idee. Faresti bene a schiarirti tu le idee, Sharon Raydor.» Le puntò il dito contro, scosse il capo e uscì furioso. Era meglio andare via, altrimenti sarebbero volate parole molto più pesanti. Lasciò Sharon con in mano la tazza del caffè e quel pensiero: Allora è vero! Ci vai a letto.
Scosse il capo, non credeva di aver avuto una conversazione di quel tipo. Lasciò la tazza di caffè, rientrò al FID e si buttò a capofitto nel lavoro.
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Continua …
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