Frammenti di una storia
Cap. 16
La parte sottolineata si riferisce a messaggini telefonici
Quando Sharon arrivò a casa di Gavin, trovò anche Andrea, il procuratore Hobbs. Sapeva che i suoi amici le avrebbero fatto il terzo grado. La squadrarono da capo a piedi e volevano conoscere tutti i particolari, anche quelli piccanti.
Stapparono varie bottiglie di vino e risero insieme. Sharon raccontò di aver trascorso una bella giornata con il tenente Flynn e che si sarebbero frequentati per verificare i loro sentimenti. Disse che voleva andare con i piedi di piombo e prendersi tutto il tempo necessario per ragionare su una relazione. Non disse che avevano fatto l’amore, ma i suoi amici l’aveva già capito, si erano scambiati una serie di occhiate e sorrisetti.
«La nostra Sharon si è divertita, non trovi Gavin?»
«Oh sì, Andrea. Guarda come è rossa in volto. Ha finito di fare l’amore solo qualche minuto fa!» scoppiarono tutti a ridere. Sharon rise e negò ogni cosa. Nonostante l’insistenza di Gavin e Andrea, si rifiutò di raccontare i particolari e disse che in seguito avrebbero saputo se la storia con il tenente Flynn sarebbe diventata una relazione seria.
«Datemi un poco di tempo e quando sarà il momento, vi svelerò ogni cosa su questa, diciamo, probabile relazione. Però per adesso vi prego di non chiedermi nulla.»
«Assecondiamo la nostra Sharon, così, quando sarà pronta ci racconterà ogni particolare piccante… vero cara?!» disse Gavin e anche Andrea annuì, sapevano aspettare e soprattutto volevano vedere la loro amica felice.
«Sai Gavin, credo che la nostra Sharon ci stupirà e allora rimarremo molto sorpresi…» fece l’occhiolino a Sharon e sorrise.
«Dacci almeno qualche indizio … qualche prova della tua colpevolezza!» chiese Gavin sorridendo.
«Mai e poi mai. Mi avvalgo del diritto di rimanere in silenzio.» disse Sharon
«Allora la situazione è veramente grave Andrea. La nostra Sharon si è inguaiata con il bel tenente testa calda!» risero tutti e stapparono altre bottiglie di vino.
Sharon trascorse una bella serata con gli amici e poi tornò a casa. Quando guardò il cellulare, il messaggio di Andy che le augurava la buonanotte non era ancora arrivato. Avrebbe voluto chiamarlo, ma si disse che per quel giorno era abbastanza, doveva dargli un poco di tregua. Si preparò il bagno caldo e si immerse. Prese un calice di vino e lo sorseggiò. Ripensò a quella giornata “Sei una ragazzaccia Sharon Raydor! Hai ceduto alle tue voglie e ti sei comportata come una poco di buono. Vergogna! Vergona! Vergogna! E poi con i tuoi amici hai fatto finta di niente! Non hai avuto neanche il coraggio di dire che te lo sei portato a letto al primo appuntamento! Ti sei buttata tra le sue braccia come se fosse l’ultimo uomo al mondo! Scosse il capo e poi un ghigno di soddisfazione si dipinse sul volto. Sentì vibrare il cellulare, era il messaggio di Andy per la buonanotte.
Buonanotte tesoro.
Grazie per il messaggio della buonanotte.
Hai trascorso una bella serata con i tuoi amici?
Sì. Sai dove sono adesso?
No tesoro, dove sei?
Sono in vasca da bagno
Ah
Tutta nuda, con tante bolle profumate, un calice di vino, … la gamba destra esce dall’acqua, dovresti vederla …
Così mi uccidi, lo sai capitano?!
No, non morirai, almeno finchè non te l’ordino io. Ci vediamo domani. Buonanotte tenente
Sei tremenda! Mi lasci così?
Per oggi non ne hai avuto abbastanza di me?
Non mi basti mai, tesoro.
E’ tardi, devi riposare. Ci vediamo domani. Buonanotte tenente.
Buonanotte capitano
Scosse il capo. Chattava con il tenente Flynn al telefono come un’adolescente con gli ormoni impazziti. Cosa le stava capitando? Cosa le aveva fatto quell’uomo? Non era solo sesso, c’era altro. Sospirò, si era ficcata in un bel guaio, di nome Andy Flynn!
/
Il girono seguente, le luci blu delle auto della polizia lampeggiavano intermittenti e c’era un gran vai e vieni di persone indaffarate, solo il tenente Provenza e il tenente Flynn erano fermi davanti al nastro giallo della polizia, in attesa dell’arrivo del capo del FID.
«Capitano Raydor!» disse Provenza ad alta voce. Attirò l’attenzione del capitano Raydor, che si voltò, sorrise e si avvicinò al nastro.
«Buongiorno tenente Provenza, buongiorno tenente Flynn. Cosa posso fare per voi?»
«Capitano, siamo arrivati sulla scena del crimine per primi.»
«Certo, tenente Provenza, però sa benissimo che la scena del crimine è del FID. Appena avremo finito, sarà mia premura avvisarla.» Sorrise «Ora vi prego di lasciarci svolgere il nostro lavoro, così prima cominciamo, prima finiamo. E prima la scena del crimine sarà a completa disposizione della Crimini Maggiori.» disse con voce calma e rassicurante.
«Appunto per questo capitano …» incalzò Flynn «Abbiamo preso alcune prove e …» non fece in tempo a terminare la frase che fu interrotto dal capitano.
«Vi ringrazio per la collaborazione e può portare tutte le prove nel mio ufficio tenente Flynn.
Scusate, ma ora ho del lavoro da svolgere. Buongiorno signori.» sorrise e si allontanò a passo veloce.
«Da quando quella donna è diventata così disponibile nei nostri confronti?!» si girò verso il collega e lo squadrò sospettoso «Tu sai qualcosa, Flynn?!»
Andy fece spallucce. “Se Provenza sapesse.» guardò verso il capitano Raydor «Vuoi giocare con il fuoco capitano.” Può portare tutte le prove nel mio ufficio tenente Flynn.” Vedrai cosa troverai nel tuo ufficio, mio bel capitano.” Pensò tra sé. Flynn sorrise e la guardò andare via, avvolta nel trench nero. Che magnifica visione! Vista da dietro poi, era ancora più sexy!
Attesero il termine delle operazioni del FID, che fu stranamente rapido. Provenza si guardò in giro, qualcosa non tornava, no, non tornava. Ma adesso avevano del lavoro da sbrigare. Ordinò alla squadra di svolgere le solite operazioni di routine, chiamare il Coroner e poi rientrare alla Crimini Maggiori.
Tornati in ufficio, Provenza ordinò alla squadra di preparare le foto, i verbali e allestire la lavagna. Il capo Johnson diede gli ordini per la giornata, era scocciata dall’ennesima intrusione del FID nel suo caso, ma non poteva opporsi, il capo Pope era stato chiaro sul comportamento da attuare: collaborazione. Ordinò ai suoi uomini di svolgere i compiti di routine e di collaborare con il FID. Disse al tenente Flynn, di portare le prove raccolte nell’ufficio del capitano Raydor e di consegnarle di persona, con i suoi migliori auguri. Poi si chiuse in ufficio, sperando di superare la giornata senza vedere il capitano Raydor.
/
Flynn guardò il cellulare e trovò un messaggio di Sharon.
Ho mandato il sergente Eliot in archivio. Ti aspetto nel mio ufficio. Subito.
Prendo lo scatolone delle prove e arrivo.
Quando arrivò davanti all’ufficio del capitano Raydor, lo trovò aperto e nessuno dentro. Sorrise ed entrò. Lasciò lo scatolone sulla sedia davanti alla scrivania e si sedette con i piedi sul tavolo in attesa di Sharon. Dopo un minuto sentì il rumore dei tacchi del capitano.
«Cosa fa seduto alla mia scrivania?!» finse di essere arrabbiata, entrò e chiuse la porta a chiave. Si voltò e si leccò le labbra.
Andy la fissò imbambolato, era come stregato da quella donna: era sexy nel trench nero!
«Giù quei piedi dalla mia scrivania! Pensi di essere il padrone di quest’ufficio?»
Andy tirò giù subito le gambe dalla scrivania, si alzò e si mise quasi sull’attenti. Sharon sorrise.
«Bene tenente, la voglio così: ubbidiente agli ordini.» fece un ghigno «Ebbene tenente, fuori le mie prove … oppure dovrò perquisirla personalmente …»si tolse il trench e l’appoggiò sulla sedia, ignorando lo scatolone con le prove. Lo fissò e si leccò le labbra.
Andy la squadrò in tutta la sua bellezza e fissò quei due occhi verde giada.
Si prestò al gioco, voleva fin dove si sarebbe spinta. «Dovrà perquisirmi capitano. Ma stia attenta, perché potrebbe diventare pericoloso …» fece un ghigno e si avvicinò.
Sharon tirò fuori un paio di manette e le fece girare tra le dita. «Credo che dovrò ammanettarti tenente, perché sei pericoloso …» disse con voce maliziosa.
«Fammi tutto quello che vuoi … mi arrendo …» alzò le braccia in segno di resa e fece un sorriso sornione.
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Continua …
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