Quando venne sera, il tramonto che filtrava dalla finestra dell'ostello tingendo di arancio le pareti crema della nostra stanza temporanea, ci rivestimmo in silenzio, ognuno occupato con i propri pensieri mentre indossavamo gli strati di vestiti necessari per affrontare il freddo che ci aspettava fuori.159Please respect copyright.PENANA1tvJ6BalTz
Mi sentivo più vivo di quanto non fossi stato da molto tempo.159Please respect copyright.PENANAUDm9TSIa1q
Era una sensazione strana, quasi colpevole, sentire che qualcosa dentro di me si era riaccesso dopo giorni di pura sopravvivenza. Dopo la neve. Dopo la fuga. Dopo gli incubi che mi avevano divorato dall'interno per anni.159Please respect copyright.PENANAtyoXVx0uTH
E ora c'era lei. Ora c'era questo, qualunque fosse, che faceva battere il cuore per motivi che non avevano nulla a che vedere con la paura.159Please respect copyright.PENANArXa8bbnrgh
Ci spostammo a mangiare in quello che era un ristorante non molto lontano da dove avevamo dormito, Anastasia conosceva il posto, aveva detto, "cucina buona e prezzi onesti, e soprattutto nessuno che fa domande", e camminando accanto a lei per le strade semi-deserte di quel quartiere degradato provai una sensazione che non avevo sperimentato da prima dell'arruolamento.159Please respect copyright.PENANAnY8rhvuyj9
Normalità.
O quantomeno qualcosa che le somigliava pericolosamente.
Non c'era rischio concreto che la polizia estone o l'esercito scoprissero dove mi trovavo, la camera era stata intestata ad Anastasia, i suoi documenti, la sua identità, ed era estremamente improbabile che sapessero che ero con lei dal momento che era comparsa solo per un brevissimo istante in quel viale durante la sparatoria. Un attimo. Niente di più. Almeno così speravo.159Please respect copyright.PENANAqFP0o9wy57
Questa zona della città difficilmente sarebbe passata sotto setaccio, era degradata, trascurata, popolata da gente che preferiva non essere notata e autorità che preferivano fingere che non esistesse, e addirittura priva di telecamere di sorveglianza, un piccolo miracolo in un'Europa dove ogni centimetro quadrato veniva monitorato da qualcuno.159Please respect copyright.PENANA3L868FkmWr
Quella sera, per recuperare le energie che la notte precedente e gli eventi successivi ci avevano rubato, avevamo bisogno di roba sostanziosa. Reale. Calda. Di conseguenza, dal momento che io non parlavo l'estone oltre qualche parola imparata frettolosamente al campo, mentre lei era madrelingua, Anastasia ordinò sulla base della conoscenza che aveva della cucina locale.159Please respect copyright.PENANAv0dqdKyGPv
-Mulgikapsad.-
Le parole uscivano dalla sua bocca con naturalezza, e c'era qualcosa di piacevole nel sentirla parlare la sua lingua, la sua lingua, non quella che usava con me per farmi capire.159Please respect copyright.PENANAZrMKq0eixu
-Mulgikapsad- mi spiegò mentre attendevamo – -è un piatto tradizionale: carne di maiale stufata con crauti, servito con patate bollite e spesso accompagnato da salsa di senape. Roba che ti scalda dall'interno.-
Quando arrivò, vapore che si alzava dal piatto, odore di carne e cavolo e qualcosa di affumicato che riempiva il naso, mi resi conto di quanta fame avessi davvero. Non mangiavo qualcosa di sostanzioso da... da quando? La barretta proteica nella buca sotto la neve?
Sembrava passato un secolo.
-Qual è l'idea di cui mi hai parlato prima?- le chiesi tra un boccone e l'altro, la carne di maiale che si scioglieva in bocca dopo giorni di nutrimento da sopravvivenza -quando eravamo in macchina? Dicevi che dovevamo parlare.-
Anastasia seduta davanti a me, il viso illuminato dalla luce gialla del lampadario sopra il nostro tavolo, le ombre che le incavavano gli occhi, finì di masticare una patata bollita prima di rispondere. Sempre misurata. Sempre che pesava le parole.159Please respect copyright.PENANAaxyWWoDijK
-Io ho la doppia cittadinanza.- iniziò, e la frase cadde sul tavolo come una moneta che decideva tutto -russa ed estone. Potremmo varcare il confine e andare dall'altra parte, nella Federazione. Oppure...- fece una pausa -...usare la mia macchina per oltrepassare il confine estone da qualche altro punto, dove i controlli sono meno severi.-159Please respect copyright.PENANA51xt0cBH6W
-Andare in Russia?- La parola mi lasciò un retrogusto strano in bocca -non ci porterebbe in un paese che, tecnicamente, è considerato nemico? Se esplode la guerra...-
-Difficilmente entreranno in guerra direttamente.- Lo disse con una sicurezza che mi sorprese -sono superiori all'Europa in termini nucleari e alla pari con gli americani. Sarebbe un annientamento reciproco garantito. Nessuno è così stupido da volerlo.-
-Forse dimentichi che sono, che ero, un militare.- Le mie parole uscirono più taglienti di quanto avessi pianificato -anche in Europa esistono armamenti avanzati. Missili ipersonici. Sistemi di difesa che nemmeno immaginiamo. Se qualcuno decidesse di premere il bottone...-
-Ma l'Europa non è in grado di difendersi da un attacco nucleare su larga scala.- Lei non abbassò lo sguardo -la Federazione sì. Ha il sistema Perimetr, antimissile completo, rifugi per gran parte della popolazione. L'Europa cosa ha? Bunker obsoleti e promesse vuote.-
Silenzio.
La osservai per un istante, questa ragazza di diciotto anni che parlava di strategia nucleare come se stesse discutendo del tempo, e qualcosa cliccò nella mia mente.159Please respect copyright.PENANAwfGz0ZQcqy
-Come fai a sapere queste cose?- chiesi, insospettito -sei una specie di spia o qualcosa?-
Lei sorrise, un sorriso triste, quasi stanco.159Please respect copyright.PENANAQO0f8EEV11
-I miei genitori erano madre estone e padre russo.- spiegò, e la sua voce cambiò, diventando più quieta, -sono morti in un incidente anni fa. Per questo ho la doppia cittadinanza. E seguo i notiziari sia europei che russi, so leggere tra le righe di entrambi.-
-Sei piena di risorse.- ironizzai, ma c'era ammirazione sotto la battuta.159Please respect copyright.PENANAyPkdWUNMw8
-Mio padre era direttore di un'industria che produceva armamenti.- continuò, come se avesse letto il mio pensiero, -mia madre invece lavorava come infermiera in un ospedale estone. Crescere in quella casa significava ascoltare conversazioni che i bambini non dovrebbero sentire.-
-E la casa?- chiesi -come l'hai avuta? Da sola a diciotto anni?-
-I programmi nazionali e dell'Unione Europea per i minori orfani o senza famiglia.-spiegò con voce pratica, come se raccontasse il tempo -mi hanno permesso di vivere in una struttura statale dove abbiamo, io insieme ad altre persone con storie simili, studiato e portato avanti una formazione professionale. Al compimento dei diciotto anni, il programma di sostegno abitativo mi ha permesso di avere un affitto agevolato fino ai ventuno.-
Stavo per chiederle cosa studiasse all'università, sembrava naturale continuare la conversazione, scavare ancora un po' nella sua vita, ma fu lei ad anticiparmi la domanda spostando il focus.159Please respect copyright.PENANAi4SvOeUDLX
-Raccontami qualcosa di te.- disse, e i suoi occhi mi fissarono con un'attenzione che mi fece sentire visto -cosa facevi in Norvegia prima di entrare nell'esercito?-
A quanto pare stavamo passando sul piano personale. O forse ci eravamo sempre stati, solo che nessuno dei due lo aveva ammesso.
-Lavoravo come operaio semplice in un'industria di stampi di alluminio.- iniziai, e le parole portarono con sé immagini che credevo aver dimenticato -lavoro ripetitivo, turni massacranti, odore di metallo e olio che non ti toglievi mai addosso. Poi l'economia è cambiata quando sono entrati in vigore i dazi su alluminio e acciaio, quelle 'misure protettive' che hanno protetto solo gli amici degli amici in politica e mi sono dedicato a lavorare nella pesca.-
-La pesca?-
-Almeno era all'aria aperta.- Sorrisi ricordando -in fabbrica invece non era il massimo. Muri grigi, luci artificiali, gli stessi gesti dodici ore al giorno. In pesca almeno c'era il mare. Il vento. La sensazione di fare qualcosa di reale.-
-Ti piaceva il tuo lavoro?-
-Quasi nessuno dei due, onestamente. Ma la pesca era... tollerabile.-
-Non molto salubre, però.- osservò lei con un mezzo sorriso.159Please respect copyright.PENANA3r57OFSJ6C
-Avevo una casa in riva al mare. Ereditata dai nonni.- aggiunsi -niente di speciale, ma era mia. Per il resto... nulla di così interessante. Una vita normale. Noiosa, forse, ma mia.-
-Stavi con qualcuno?-
La domanda arrivò improvvisa, come una freccia da sinistra.
-Saresti gelosa?-
-Chi? Io? Ma figurati.- ironizzò lei, ma c'era qualcosa nel suo sguardo, un micro-movimento, un lieve arrossire che cercò di nascondere – che mi disse che la risposta importava più di quanto volesse ammettere.159Please respect copyright.PENANASA2OSjRXmb
-Non ho mai avuto niente di serio.- ammisi, e le parole erano vere -o quasi. C'erano ragazze, incontri, cose che non sono durate. Poi c'è stata Jasmine, e dopo...- lasciai la frase incompiuta.159Please respect copyright.PENANAPrgOnyG0yH
-Dopo?-
-Dopo non ho più cercato.-
Ci fu un istante di silenzio, non imbarazzante, ma carico, pieno di cose che nessuno dei due sapeva come dire, poi Anastasia scosse la testa come per liberarsi di un pensiero e tornò al piano pratico.159Please respect copyright.PENANANLAs8Dymix
-Tornando a noi.- disse, e il "noi" risuonò diversamente da prima -sai che mi è venuta un'idea che cambierebbe i piani di entrambi?-
Negli occhi si accese qualcosa. Eccitazione? Paura? Entrambe le cose?159Please respect copyright.PENANA0tQeUkDZeg
-Cosa intendi?-
-Andare a Londra.-159Please respect copyright.PENANAqCjhUfCUZT
-Così? Su due piedi?- La proposta mi lasciò senza parole -e la tua vita qui? L'università? Tutto ciò che conosci?-
-Stavo già valutando da tempo di lasciare l'università.- ammise, e c'era qualcosa di liberatorio nel suo tono -e comunque se andremo nel Regno Unito per un po', non ho molto da perdere qui. Onestamente.-
-Seriamente?- chinai la testa -perché vuoi andartene? Cosa c'è che non va?-
Anastasia giocò un istante con la forchetta nel piatto, movimento nervoso, forse, o semplicemente un modo per guadagnare tempo prima di rispondere.159Please respect copyright.PENANAWsiV6YVQpm
-Se la guerra è imminente, come molti dicono, come tu stesso hai visto con quei blindati e quei treni carichi di armi, preferisco essere altrove.- Fece una pausa -preferisco essere viva altrove. E se posso scegliere perché non scegliere un posto dove possiamo scomparire?-
-Quindi la decisione è presa?-
Anastasia ci pensò su un istante, davvero ci pensava, non era una decisione presa alla leggera, bevendo un sorso di birra mentre mandava giù un boccone come se stesse ingoiando anche i suoi dubbi.159Please respect copyright.PENANA8zrOAwKxfa
-Dovremmo comunque arrivare fino a Tallinn.- iniziò a spiegare, la sua voce che diventava più analitica, più lei -da lì potremmo usare le rotte commerciali della Nuova Via della Seta marittima e probabilmente imbarcarci su una o forse più navi mercantili, una volta capite le rotte. I mercanti non fanno troppe domande se il prezzo è giusto.-
-Dal momento che per me i viaggi aerei sono esclusi, identificazione biometrica, database dei disertori, nessuna possibilità di salire su un aereo senza essere immediatamente riconosciuto, -muoversi in macchina per il Vecchio Continente è rischioso, posti di blocco, telecamere, controlli e i treni non fanno eccezione con quel sistema di riconoscimento facciale. Quindi non vedo molte opzioni.-
-Dovremmo comunque arrivare a Tallinn in macchina.- confermò lei -prima però passeremo a casa mia a recuperare un po' di roba. Documenti, risparmi, cose che potrebbero servirci. Tu resti in macchina.-
-Va bene.-
La semplicità della mia risposta mi sorprese persino. Qualche giorno prima avrei discusso, analizzato i rischi, cercato alternative. Ora invece... ora le seguivo.
E quella consapevolezza era sia terrificante che liberatoria allo stesso tempo.
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Quando finimmo di cenare, i piatti vuoti, lo stomaco pieno per la prima volta in quello che sembrava un'eternità, uscimmo dal locale nella notte che era calata mentre eravamo dentro.159Please respect copyright.PENANAsDBS08r9Tw
L'esperienza degli ultimi giorni, l'esperienza di essere cacciato, di dover guardarsi le spalle costantemente, mi aveva insegnato a dare una rapida occhiata in giro ogni volta che uscivo da un luogo chiuso. Individuare persone sospette. Notare chi appariva fuori posto. Registrare vie di fuga.159Please respect copyright.PENANAmwSQv99ioa
Abitudini di sopravvivenza che diventavano seconde nature.
Non ce n'erano. Niente di sospetto. Solo il silenzio di un quartiere che dormiva e il rumore lontano del traffico principale.159Please respect copyright.PENANAHA3zl7COXs
Aveva persino smesso di nevicare, il cielo era limpido, stellato, freddissim e per un istante riuscii quasi a dimenticare tutto ciò che stava succedendo.159Please respect copyright.PENANAoYALLivJZs
Una soffiata di vento tagliente fece sventolare un paio di manifesti attaccati al muro lungo la strada, carta sbiadita, collante che cedeva, bordi arricciati dal tempo e dagli agenti atmosferici, e li fissai quasi senza volere mentre passavo accanto.159Please respect copyright.PENANAYCyHI4Gz9h
Erano vecchi. Molto vecchi. Probabilmente lì da anni. Ma ancora leggibili, i colori sbiaditi che raccontavano storie di un'epoca che sembrava già appartenere a un altro mondo.
Uno mostrava la Cancelliera europea "Inna Rimbauer" , l'aspetto magro e asciutto, i capelli bianchi corti di una donna minuta raffigurata con un'espressione tesa e preoccupata che cercava di apparire determinata. Gli occhi fissi su un orizzonte invisibile. La mascella contratta.159Please respect copyright.PENANAFlWpWGGvqb
La scritta sotto diceva:
"ARRUOLATI PER IL TUO FUTURO E LA TUA LIBERTÀ."159Please respect copyright.PENANAKVT55w077e
Il secondo invece raffigurava un uomo in pantaloni militari a torso nudo, la muscolatura in evidenza, sudore che lucidava la pelle, lo sguardo fiero di chi sta costruendo qualcosa, nell'atto di depositare un blocco di cemento su un muro in fase di costruzione. Braccia tese. Spalle larghe. L'archetipo del lavoratore-soldato che avrebbe ricostruito l'Europa.159Please respect copyright.PENANAB4oPtlaRRb
"STIAMO COSTRUENDO UNA NUOVA EUROPA."159Please respect copyright.PENANArGZzF9dp39
Non commentai.
C'era troppo in quelle frasi, troppa propaganda, troppa storia, troppe promesse fatte e rotte, e commentare avrebbe significato dare loro un peso che non meritavano.159Please respect copyright.PENANAtOXaZruY7i
Sembrava un remake di un film americano, pensai. Uno di quelli in cui sai già come finisce prima ancora che inizi.
Una volta saliti in macchina, il Pick Up di lei che ci accolse come un piccolo rifugio metallico contro il freddo, Anastasia inserì l'impronta digitale nello schermo e accese il motore con un ronzio familiare.159Please respect copyright.PENANAoUyIcJv4vX
Per un istante nessuno dei due parlò. Il motore girava. Il riscaldamento iniziava a spingere aria tiepida nell'abitacolo. Fuori il mondo continuava a esistere, ma qui in questo spazio ristretto di metallo e tessuto, potevamo fingere per alcuni minuti che fosse diverso.159Please respect copyright.PENANABPfbRFXauu
Poi Anastasia si voltò verso di me non completamente, solo abbastanza da farmi vedere il suo profilo illuminato dalla luce della plafoniera e c'era qualcosa nel suo sguardo che non sapevo identificare.159Please respect copyright.PENANA7Cv4q2gCBW
-Non mi devi niente?-
-Cosa?- chiesi perplesso guardandola, la domanda che mi aveva preso alla sprovvista.159Please respect copyright.PENANA3oCUyAhK1M
Anastasia stava aspettando qualcosa, qualcosa, guardandomi con quell'espressione che era metà speranza metà timore.159Please respect copyright.PENANA5ikUydZNhk
E poi capii.
-Ah...-
Mi protesi attraverso lo spazio che ci separava, non molto, il Pick Up non era esattamente spazioso, e la baciai sulla bocca.159Please respect copyright.PENANAtBYcvKDJVW
Non un bacio profondo. Non un bacio carico di desiderio o disperazione. Un bacio semplice. Pulito. Come quelli che le coppie normali si scambiano quando stanno insieme da abbastanza tempo da non avere più bisogno di dimostrare qualcosa.159Please respect copyright.PENANAKyjicqgqWT
Le sue labbra erano morbide. Calde.
Lei sorrise contro la mia bocca, sentii il movimento delle sue labbra sotto le mie, quindi si voltò nuovamente verso il parabrezza, inserì la marcia, e partì verso casa sua.159Please respect copyright.PENANADvUfpAeRtk
Verso qualunque cosa stessimo diventando.159Please respect copyright.PENANA4cfjKv1cfs


