La porta si aprì con un gemito che parve lacerare il silenzio ovattato della casa, un suono basso e prolungato, come le ossa che si spezzano sotto un peso invisibile. Ero lì, sulla soglia della mia vecchia casa, il luogo dove tutto era iniziato e dove, in qualche modo distorto, tutto doveva finire. Fuori, la pioggia cadeva torrenziale, un diluvio che martellava il tetto come migliaia di dita accusatrici, trasformando il mondo in un velo grigio e indistinto.
L'acqua mi colava dal cappuccio del giubbotto rubato e mi inzuppava la pelle, mescolandosi al sudore freddo che mi impregnava da ore. I vestiti mi pendevano addosso come una pelle morta, appiccicati e pesanti, un'armatura inutile contro il gelo che mi divorava dall'interno. In mano, stringevo il fucile, un peso freddo e familiare, ma le mie dita non serravano il calcio con la determinazione dell'assassino. Tremavano, traditrici, come se il mio corpo sapesse già che la vera arma non era quella.14Please respect copyright.PENANAwKeQrDho3p
Entrai, i miei stivali che lasciavano impronte fangose sul pavimento di legno, ogni passo un'eco sorda che riverberava nelle pareti vuote. La casa odorava di muffa e abbandono, un tanfo dolciastro di decomposizione lenta, come se il tempo stesso si fosse putrefatto in mia assenza. Chiusi la porta alle mie spalle, ma il mondo fuori non svanì: la pioggia continuava a scrosciare sui vetri, un ritmo incessante che sembrava pulsare in sincrono con il mio cuore. 14Please respect copyright.PENANAYSxGbuFs7t
Mi guardai intorno, gli occhi che si abituavano alla penombra fioca della lampada sul tavolo, l'unica luce che proiettava ombre lunghe e distorte, come dita scheletriche che si allungavano verso di me.14Please respect copyright.PENANAb15sRS5n1u
Accanto al caminetto, un grande cumulo di ossa animali di vario tipo si ergeva come un altare pagano. Emanavano un odore acre di morte, mescolato al fumo stantio del camino spento. Davanti a esse, una coperta era abbandonata sul pavimento, spiegazzata. 14Please respect copyright.PENANA1UfT1C4gdf
La riconobbi: era quella che avevo usato per avvolgerla quella prima notte, quando l'avevo trovata nella neve. Un brivido mi percorse la schiena, non per il freddo, ma per il ricordo che affiorava.14Please respect copyright.PENANAZf5jI46yqg
Salii le scale verso la camera, ogni gradino che gemeva sotto il mio peso come un lamento represso. Il fucile mi pesava sempre di più, un'estensione inutile del mio braccio, ma non lo lasciai cadere. Il corridoio era buio, l'aria stagnante, e quando raggiunsi la porta della mia vecchia stanza, esitai. Il vetro della finestra, ancora con quella crepa, filtrava la luce grigia della tempesta, proiettando ombre distorte sul muro opposto. 14Please respect copyright.PENANAnjeClbIF3t
Spinsi la porta, e poi la vidi.14Please respect copyright.PENANA5O3A8x16YZ
Elita era sul letto, appoggiata contro i cuscini, il suo volto una maschera di cera pallida, lucida di un sudore che non era di febbre, ma di uno sforzo immane e profondo, come se il suo corpo stesse lottando contro se stesso. I suoi capelli, neri come l’inchiostro versato su un foglio bianco, si spargevano sul cuscino come uno sfregio, ciocche disordinate che incorniciavano lineamenti. Sotto le coperte, la curva tesa del suo ventre sporgeva come una collina sotto la neve. Il suo sguardo, due laghi di ghiaccio puro e profondo, si sollevò verso di me. Non ci fu sorpresa in quegli occhi. Solo un’attesa infinita, come se avesse saputo da sempre che sarei tornato.14Please respect copyright.PENANAOmHXi1NYG6
Feci un passo dentro la stanza. La porta si richiuse alle mie spalle con un tonfo sordo, un suono definitivo che tagliò fuori il mondo. Fuori, la pioggia scrosciava sui vetri, un velo d'acqua che distorceva la vista del bosco oltre la finestra, trasformandolo in un paesaggio onirico e minaccioso. C’eravamo solo noi due, ora, e quella presenza muta tra di noi. Mi fermai ai piedi del letto, il fucile che pendeva inerte al mio fianco, le dita ancora tremanti. L'aria era densa, carica di un odore metallico, come sangue fresco misto a vaniglia, il suo odore, che mi avvolgeva come una nebbia.14Please respect copyright.PENANAjkivW3q7Bi
La sua bocca si aprì. Le parole non uscirono subito. Si formarono come bolle d’aria in risalita da un abisso, lente e deliberate. -Sei arrivato.-14Please respect copyright.PENANANOw0REpIIk
-Sono qui,- risposi, la mia voce un rantolo, roca per il freddo e la mancanza di parole pronunciate ad alta voce per troppo tempo. Mi sentivo svuotato, come se il viaggio fino a lì mi avesse eroso pezzo per pezzo, lasciando solo un guscio. -Perché proprio me, Elita? Cosa c’era in me?-14Please respect copyright.PENANAqjj38Nfswy
Lei mi guardò, i suoi occhi che mi trafiggevano come lame di ghiaccio, penetrando oltre la carne, dritti nell'anima che avevo cercato di seppellire nella miniera. -Non lo so nemmeno io,- disse piano, la voce un sussurro che echeggiava nella stanza come il vento tra gli alberi. -Un incidente in macchina durante una tempesta di neve ci ha portati a questo.-14Please respect copyright.PENANAC78h283BSV
Un tremito le attraversò il corpo, le sue dita si contrassero sulle lenzuola, stringendole come se volesse ancorarsi al mondo. Un respiro affannoso le uscì dalle labbra, un suono basso e gutturale che mi fece gelare il sangue. Feci un altro passo avanti, l’arma che puntava verso il pavimento, dimenticata per un istante. Mi sedetti sul bordo del letto, dove mesi prima avevamo fatto l'amore. Il materasso cedette sotto il mio peso, e per un momento sentii il calore del suo corpo irradiarsi attraverso le coperte.14Please respect copyright.PENANAwCjQgp49SG
-Mi hai ridotto a uno straccio,- dissi, l'affermazione che uscì più forte del previsto, carica di un orrore che non era solo per le morti che aveva causato, ma per tutto ciò che lei mi aveva fatto, la mia vita dissolta, i miei amici trasformati in ricordi macabri, me stesso spezzato in frammenti che non potevo più ricomporre. -Hai distrutto tutto di me. Non sono più nessuno.-14Please respect copyright.PENANArBSDfUqmVP
Mi portai una mano alla tempia, come per scacciare un ronzio incessante, quel legame che mi aveva perseguitato nei sogni, nelle notti insonni della miniera. -Nella mia testa. Ora ti vedo. Controllo il nostro legame.- Le parole mi uscirono spezzate, come se le estraessi da un pozzo profondo. I suoi occhi, febbrili, si spostarono sul suo ventre, poi tornarono al suo viso. Un lampo di panico mi attraversò, il mondo reale che reclamava il suo tributo, ricordandomi che ero un ricercato, un fantasma con un fucile in mano.14Please respect copyright.PENANAOZOE0WOlBG
-Perché mi hai fatto questo?- La mia voce si fece stridula, un supplicare disperato che mi odiavo per aver lasciato uscire. -Sono un ricercato, non ho più niente. Dimmi solo perché non dovrei farti sparire una volta per tutte.-14Please respect copyright.PENANA0Xri0u47W5
Elita chiuse gli occhi, un gesto lento, come se stesse attingendo a una forza antica. Un’altra contrazione la scosse, più lunga, più profonda, il suo corpo che si arcuava leggermente sotto le coperte. Un gemito le sfuggì, basso e animale, un suono che mi trafisse come una lama. -Non è così semplice spiegartelo, Alex,- mormorò, la voce incrinata ma ferma. -Per te è stato terribile, orribile, per me è stata una vita intera ancora prima di conoscerti. Posso solo dirti che niente di tutto questo era previsto. Ho solo agito di conseguenza.-14Please respect copyright.PENANAm6DT0wd2iy
-Josh...- sussurrai, il nome che uscì come una maledizione, un peso che mi schiacciava il petto. -E Kayla. E quella ragazza, Alexa... al porto. Sei stata tu..- La mia voce si spezzò. -Dimmi. Per una volta, dimmi solo la verità. -14Please respect copyright.PENANAi5dyAbAUI1
Elita aprì gli occhi, due laghi di ghiaccio attorno a un abisso nero fatto della stessa notte eterna. Non c’era trionfo in quello sguardo. Non c’era rimorso. C’era solo una conoscenza così vasta e tragica da essere insopportabile. E in quel silenzio, nella sua immobilità, trovai la mia risposta. Una conferma che mi fece vacillare le gambe, un'onda di nausea che mi risalì dalla stomaco.14Please respect copyright.PENANAKhk7G754Wm
-Ho fatto anche di peggio..- disse piano, le parole che fluttuarono nell'aria come fiocchi di neve sporca, pesanti e inevitabili.14Please respect copyright.PENANAerND1rvD23
Poi, la domanda più piccola, la più umana, la più devastante di tutte. La mia voce non era più uno scontro. Era la voce del ragazzo che l’aveva portata via dalla neve, quella prima notte, quando tutto sembrava solo un incidente, un salvataggio. -E quando sono scappato...- mormorai, le parole che si incrinavano come il vetro della finestra.14Please respect copyright.PENANAIJm2LMLz3r
-Hai solo fatto ciò che eri..- mi interruppe lei, la voce un filo teso. -Non mi aspettavo quelle trappole, lo ammetto. Non credevo di rivelarti questo mio nuovo segreto in quel modo. Ma per la seconda volta sono sopravvissuta..per pura fortuna. Il tuo calore quando ci siamo incontrati la prima volta mi ha fatta sentire qualcuno, la mia essenza invece era terribilmente troppo per te. E poi ho scoperto che stava arrivando lui. Era la prima volta che mi succedeva, in secoli.- 14Please respect copyright.PENANAmB9KWCqgqY
Il suo sguardo indicò il suo ventre, un gesto lento che mi costrinse a guardare quella curva tesa, quel rigonfiamento che pulsava con una vita che non capivo, ma che sentivo mia.14Please respect copyright.PENANAoAtdXkLZDk
-Sono stato qualcosa per te?-14Please respect copyright.PENANAOFZbQGgBQv
Lei mi guardò quasi con sorpresa, gli occhi che si ammorbidirono per un istante, un barlume di umanità in quell'abisso cosmico. -Il solo fatto che siamo qui...- Non finì la frase. Un altro tremito, più violento, le scosse il corpo, le sue dita che si aggrappavano alle lenzuola come artigli. E poi, un singolo, chiaro suono: un respiro profondo, seguito da un flusso d'acqua che si ruppe, impregnando le lenzuola di un odore umido e ferroso.14Please respect copyright.PENANAkWV4S623kX
Il travaglio era iniziato. E tutte le domande, improvvisamente, non avevano più importanza. Il fucile cadde dalle mie mani con un tonfo sordo sul pavimento, dimenticato. Il mondo si contrasse in quella stanza, in quel letto, in quel corpo che si contorceva sotto il peso di una nascita. Mi alzai, le gambe pesanti come piombo, e mi avvicinai a lei. 14Please respect copyright.PENANAYhx6CYvKaN
La pioggia fuori accelerò, un diluvio che sembrava lavare via ogni cosa-14Please respect copyright.PENANAfXlRBFZ9jh
Lei gemette di nuovo, un suono che mi trafisse l'anima, e io le presi la mano, le dita fredde che si intrecciavano alle sue, un legame che non potevo spezzare. -Cosa faccio ora?- sussurrai, la voce persa nel caos.14Please respect copyright.PENANAtdPawpsT6I
Ma lei non rispose. Il suo corpo si arcuò, un'onda di dolore che la percorse come un'onda sismica, e io sentii il presagio avvolgermi come una nebbia. Mi chinai su di lei, il mio respiro che si mescolava al suo, e per un istante, in mezzo all'orrore, sentii un calore, debole ma reale, un'eco di ciò che avevamo condiviso prima che tutto si spezzasse.14Please respect copyright.PENANAt0fq2rZzo2
Le contrazioni si susseguirono, lente e brutali, ogni una un'eternità di sofferenza. La sua pelle pulsò di quella luce rossa, fioca e intermittente, come un cuore morente che lotta per battere. Io le tenni la mano, mormorando parole inutili, mentre fuori la pioggia martellava, un ritmo che sembrava deriderci. Ore passarono, o forse minuti, il tempo si dilatò in quella stanza, un vortice di dolore e attesa. Lei urlò una volta, un suono primordiale che mi gelò il sangue.14Please respect copyright.PENANAOkhjUerzIP
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