Leah
Comincio a camminare lungo la scorciatoia che porta a casa mia. Durante il tragitto non parliamo molto, ma quando siamo arrivati chiede: <<Questa è casa tua?>> Mi pareva ovvio ma gli rispondo di si. Mio padre non è a casa quindi posso andare tranquilla, ma non passo comunque per l'entrata principale. Da piccola avevo messo una scaletta a muro che porta alla mia finestra ma non la uso più spesso. Solo in casi particolari. <<Dobbiamo salire qui.>> dico indicandola. Lui mi guarda un po'divertito e io sciolgo la presa sulla sua mano per salire e aprire la finestra. Quando mi raggiunge io sono seduta sul letto e lo osservo "attraversare" la finestra. Quando entra nella stanza imponente com'è, sbatte la testa sul sottotetto imprecando a bassa voce. Io non riesco a nascondere una risatina e mi becco un' occhiataccia divertita e affettuosa. <<Stai zitta>> dice lui scherzando <<Non ho detto nulla>> ribatto io con un sorriso. Ci distendiamo nel letto vicini. <<Ho una domanda da farti>> affermo <<Spara>> mi dice lui incuriosito. <<Qual'è il tuo gusto di gelato preferito?>> Rimane di stucco ma poi risponde <<Non mangio spesso gelato quindi non lo so. L'ultima volta che l'ho mangiato credo che sia stata due o tre anni fa. Sono scioccata. <<Ma come fai?! io sono fissata, non resisto senza!>> Lo mangio perfino di inverno, ma non lo dico. <<Qual'è il tuo gusto preferito allora?>> Non ci penso neanche <<Pesca>> non riesco a interpretare il suo sguardo. <<é molto carina la tua camera comunque, mi piace il verde.>> arrossisco leggermente <<Grazie>> dico io. Passa un po' di tempo in cui scherziamo e ridiamo insieme, tra carezze e libertà.
In un momento di silenzio sono in grado di rovinare tutto. Non ci credo. Il mio stomaco brontola e sono sicura che lui abbia sentito questa cosa. Infatti appoggiandosi sul gomito si gira verso di me chiedendomi: <<Da quanto tempo non mangi>> non so cosa rispondergli, ma non voglio mentire. <<Da un po'. Ma non ho fame tranquillo>> Come a smentire questa cosa il mio stomaco brontola di nuovo e lui si alza di scatto prendendomi in braccio di peso. Si avvia fuori dalla stanza e non so come senza cercarla va dritto in cucina. Mi bacia sulla fronte e poi mi poggia a terra. <<Cosa vuoi fare?>> chiedo io. Lui non risponde, ma apre lo sportello della mensola, tira fuori qualcosa e poi apre anche il frigo. Si toglie la felpa, mettendo in mostra i suoi muscoli e la schiena ampia, e inizia a preparare una specie di impasto non identificato. <<Pensi di essere brutta o grassa o qualcos'altro?>> chiede lui serio, rivolto verso la ciotola con l'impasto. In tutta onestà gli rispondo <<Si. Non mi piaccio>>
<<Cosa non ti piace in particolare?>> Molto diretto il ragazzo qua, ma senza tanti giri di parole rispondo. Mi fido, e credo che mi faccia bene questa cosa.
<<Le cosce, il naso e i fianchi>> Arrossisco un po' e abbasso il capo. <<Prima cosa: le tue cosce sono normali e sei davvero bella, secondo: prova ancora a pensare male del tuo splendido nasino e te lo tolgo. Terzo: qualcuno ti ha mai detto qualcosa in particolare di offensivo riguardo al tuo fisico?>> Questa volta non rispondo, perché non è solo il fisico il problema.
Versa il contenuto di una ciotola dentro la padella e si gira nella mia direzione facendo scontrare i suoi occhi color miele con i miei antracite. Si avvicina. <<Ne parliamo un'altra volta okay? Ora non pensarci, pensa piuttosto a riempire il tuo stomaco con qualcosa. Rimaniamo in silenzio, mentre prendo un piatto e una forchetta. Il profumo della frittata non identificata è buonissimo, e sinceramente ho davvero fame. Mangio in silenzio, sotto il suo sguardo attento e poi lo riconduco in camera mia dove mi ridistendo sul letto. Lui come prima si distende a sua volta, con il viso rivolto nella mia direzione. Chiude gli occhi per un attimo e penso sia davvero un angioletto, ma non glielo dico che altrimenti il ragazzo permaloso che è in lui potrebbe prenderla sul personale. E' davvero bellissimo.
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