Leah
Inizio a piangere ufficialmente. Dalla mia bocca esce un urlo straziante che in questo momento mi rappresenta. Cosa ho fatto per meritarmi questo? Non voglio più passare momenti così. Anzi ora non trovo un senso per andare avanti. Corro alla fermata, e l'autobus è già arrivato e sta partendo. Mi sforzo di arrivare in tempo ma lo perdo. Sono ancor più disperata di prima se possibile, ma mi asciugo le lacrime e prendo quello dopo che mi porta a casa. Oggi la scuola porta sfiga. Quando scendo mi dirigo di corsa sempre con le lacrime agli occhi verso Wishper Lake, dove so che potrò tranquillizzarmi in pace. Quando arrivo trovo già qualcuno. Vedo Jake e faccio per andare via ma mi ferma. <<Leah>> dice con un tono tranquillo. Io non gli rispondo. <<Vieni qui>> continua lui. Lo assecondo perché non ho niente di meglio da fare al momento. Mi siedo sul tronco al suo fianco, in gambe incrociate, rivolta verso di lui. L'albero è freddo ma sono abituata. Lui si gira verso di me e mi prende il viso tra le mani asciugandomi delicatamente una lacrima che cadeva. Glielo lascio fare. Le sue mani sono calde e l'unica cosa di cui ho bisogno è un po' di affetto al momento. <<Cosa succede Lumi?>> Rimango senza fiato per come mi ha chiamata: "neve" in finlandese. <<Il mio gatto si chiama così>> Gli rispondo mentre mi scappa un sorriso. <<Cambia nome al tuo gatto allora, perché da oggi potrò chiamarti sono io così.
Il vento mi scompiglia i capelli e lui me li sistema meglio dietro un' orecchio. <<Cosa succede?>> Ripete lui. Io lo guardo, i suoi occhi dicono più di quello che dovrebbero. Inizio a piangere, di nuovo. Lui toglie le mani dal mio viso e mi stringe a se. Emana calore e affetto. Lo ringrazio mentalmente e ricambio l'abbraccio.
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