Il grande giorno è arrivato. Guardo la grande scritta in rosso segnata sulla data di oggi: Sentenza. Oggi si decidono le condizioni del divorzio dei miei genitori, e io farò la parte della cattiva. Dovrò scegliere tra mia madre e mio padre, perché è così che la vedono loro. 119Please respect copyright.PENANAmmIZxqtkbD
Se l'anno scorso mi avessero detto che avrei dovuto fare questa scelta, mi sarei messa a ridere e avrei giurato su me stessa che i miei genitori non si sarebbero mai separati. Ero convinta che sarebbero stati insieme finché morte non li separasse, e invece mio padre ha deciso di farlo prima. Nei giorni precedenti, l'avvocato di mia madre è venuto in casa per ripassare i vari passaggi. Ho chiesto di non essere presente per tutta la durata, ma solo quando sarà il momento della mia testimonianza. Mia madre ha acconsentito senza fare storie.
Mia zia è venuta tutti i giorni per far sentire il suo sostegno a mia mamma. È anche arrivata con la sua torta preferita e mi ha portato delle ciambelle al cioccolato. La mia migliore amica è rimasta da me ieri per tutto il giorno: abbiamo guardato un film, fatto una passeggiata e ascoltato musica in silenzio, accompagnando i nostri pensieri. 119Please respect copyright.PENANAddEShFiIS6
Guardo ancora una volta la chiavetta che ho inserito nel pc; non riesco a smettere di ascoltare la sua playlist. Ogni volta che l'avvio, il mio cuore fa una capriola. Nella mia mente si fanno vivi il sorriso di Tyler ed i suoi occhi. Ricordo ancora la conversazione di giovedì, durante la festa del ringraziamento: "Voglio una ragazza che mi manchi.", "Sarà difficile dirle che a me interessa un'altra". Ogni volta che mi tornano alla mente le sue parole, premo una mano sullo stomaco, che sembra stringersi. 119Please respect copyright.PENANAfbD2Fkrw1w
Quel giorno, quando Maddie se ne è andata via, ha chiesto a Tyler il suo numero di telefono, ma lui, con estrema gentilezza, le ha detto che non era interessato, perché c'era un'altra ragazza nella sua testa. Io non ho avuto il coraggio di guardarli, ma sono quasi sicura di aver sentito il peso del suo sguardo verso di me. Poi mia cugina non mi ha nemmeno salutata.
Mi giro a guardarmi allo specchio per l'ennesima volta. Il tailleur nero che indosso mi fa apparire più grande e sicura, ma di sicurezza non ho nulla: ho solo una grande nausea. I miei capelli sono sciolti lungo le mie spalle. Mia madre ha insistito che mi truccassi almeno un po', per apparire decente e professionale. Io non vedo l'ora che tutta questa storia finisca presto; spero solo che mio padre non ci rimanga troppo male. Non sto scegliendo tra loro due, ma solo dove voglio stare. 119Please respect copyright.PENANAyor7of29F2
Faccio un lungo respiro e prendo la mia borsetta, dentro la quale ho messo il cellulare, una quantità enorme di fazzoletti perché so già che piangerò, e il portafoglio. Controllo un'ultima volta la mia immagine riflessa allo specchio, poi chiudo la porta dietro di me. 119Please respect copyright.PENANAgZG7sUpVtr
Mia madre mi aspetta già in macchina, con uno sguardo severo. Lei è abituata a presentarsi con largo anticipo agli appuntamenti; io, invece, vorrei soltanto arrivare quando è il mio turno e poi sparire.
Quando arriviamo al parcheggio del tribunale, mi sento ancora peggio. Non ho fatto colazione, ma il mio stomaco è completamente sottosopra. Sono così in ansia che ho le mani sudate, nonostante il freddo. Scendo dall'auto e mi stringo nel cappotto, che però non riesce a riscaldare il gelo interiore. Seguo mia madre, che sembra diventata completamente un'altra persona. È truccata, vestita molto bene, e ha i capelli legati in una coda. Si ferma davanti all'entrata e si gira verso di me, prendendomi per mano. 119Please respect copyright.PENANANlslPAz3li
<<Sei pronta, tesoro?>> Dentro di me una voce urla NO! Ma le sorrido e annuisco. Mano nella mano, saliamo quegli scalini che sembrano infiniti. 119Please respect copyright.PENANA9vD5nWs61U
Il tribunale è un palazzo antico, con un pavimento di legno lucido. In questo momento, mi ringrazio mentalmente di non aver ascoltato mia madre, che voleva indossassi le scarpe col tacco. Per fortuna ho scelto i miei mocassini. L'odore di carta e di lusso mi inebria, e mi chiedo quanto possano costare le poltroncine in pelle e i vari tavolini in legno lucido. 119Please respect copyright.PENANAIMO9dWYKse
Mia madre si avvicina a una scrivania, dove una segretaria con lunghi capelli biondi e occhi verdi risponde alla sua richiesta sull'aula. La ragazza si alza e ci accompagna lungo una serie di lunghi corridoi. Quando finalmente intravedo la porta dell'aula, mi sento come se stessi vedendo la luce. Davanti a essa, ci sono Ellen e Tyler che mi aspettano. 119Please respect copyright.PENANANIjMQDr0s5
Mia madre ringrazia la ragazza, che sembra più interessata a Tyler che a noi, cosa che mi infastidisce ancora di più. La segretaria ci saluta e poi accompagna mia madre alla porta accanto, dove c'è il suo avvocato. 119Please respect copyright.PENANAa26pob6XCV
<<Come stai?>> mi chiede la mia migliore amica, stringendomi in un abbraccio. Chiudo gli occhi, cercando di concentrarmi sul calore del nostro abbraccio piuttosto che sui sentimenti contrastanti che provo. Da una parte, sono triste per la situazione dei miei genitori; dall'altra, sono felice perché lui è qui. 119Please respect copyright.PENANA9u1pbHd42e
<<Insomma, non vedo l'ora finisca>> le rispondo, subito dopo esserci allontanate. Tyler, senza aspettare un secondo in più, mi stringe tra le sue braccia muscolose. Appoggio il viso sul suo petto. 119Please respect copyright.PENANAeMQvzmtDvL
<<Anche io>> dice, appoggiando il mento sulla mia testa. Non molla la sua presa, come se volesse tenermi lì per proteggermi. 119Please respect copyright.PENANAM1R9tQSiqk
<<Tyler, non ho bisogno che tu mi protegga come prima, ora sono cresciuta.>> Mi guarda attraverso le sue lunghe ciglia nere e si allontana leggermente da me. 119Please respect copyright.PENANAVKD3ntlvk6
<<Hai ragione, in questi cinque anni sei cresciuta tantissimo.>> I suoi occhi azzurri rimangono fissi nei miei, e io sento la gola seccarsi; lui ha visto che sono cambiata. <<Ma ti proteggerò sempre, e non lo faccio perché sei piccola, ma perché lo voglio fare.>> Scandisce bene le ultime parole, che mi colpiscono direttamente al cuore e allo stomaco, provocandomi mille brividi lungo il mio corpo. Lui ha completamente abbattuto ogni muro; lui è dentro di me. Ellen si schiarisce la gola e io mi allontano velocemente da lui, quando da lontano vedo arrivare mio padre. Mi saluta con la mano, e io faccio lo stesso. Poi se ne va. Mi chiedo come siamo arrivati a questo.
La sentenza è iniziata da mezz'ora e io continuo a camminare avanti e indietro. Ellen e Tyler continuano a guardarmi e a dirmi parole rassicuranti, ma io non riesco a sentirli. Le gambe mi tremano, la gola è secca, le mani sudate e continuo a ripetermi in testa il discorso che devo dire. Quando la porta si apre, sobbalzo dalla paura: esce l'avvocato di mia madre e viene verso di me. 119Please respect copyright.PENANAOF4gEdiYh8
<<Tocca a te, Samantha. Vedrai, andrà tutto bene>> mi regala un sorriso. Mi giro verso la mia migliore amica e Tyler. 119Please respect copyright.PENANA8sgS8eK83Z
<<Forza, Sam!>> Mi incoraggia la mia amica. Tyler si alza e si avvicina a me; mi prende per un braccio e mi tira tra le sue braccia, stringendomi forte a sé. 119Please respect copyright.PENANAWsDn2yUuSB
<<Buona fortuna, guerriera.>> Mi lascia un bacio sulla testa e poi mi lascia andare. Li guardo un'ultima volta, poi chiudo gli occhi, respiro ed entro. 119Please respect copyright.PENANATc4sCGTEBC
Raggiungo la sedia, seguita da un silenzio tombale; si sentono solo i miei passi pesanti. Saluto il giudice e mi siedo davanti a lui. L'aula sembra uscita direttamente da un film: lui è seduto dietro un banco lungo e, alle mie spalle, ho da un lato mia madre con il suo avvocato, dall'altro mio padre con il suo. 119Please respect copyright.PENANA2qIneeaDZN
Dietro di me ci sono lunghi banchi, dove siedono diverse persone, come mia zia e la compagna di mio padre. 119Please respect copyright.PENANAn99khLNZrX
<<Allora, signorina Samantha, siamo curiosi di sentire la sua versione.>> Mi sistemo meglio sulla sedia, intreccio le mani e faccio un lungo respiro. In testa sento solo il battito pesante del mio cuore. 119Please respect copyright.PENANAu2dTsy1NOH
<<Io... >> inizio ma mi fermo subito: il peso che sento sullo stomaco mi impedisce di continuare. 119Please respect copyright.PENANACzfjzyEX6t
<<Sua madre è stata accusata di aver sofferto di depressione e di non essersi presa cura di lei. Non le preparava da mangiare, né svolgeva le faccende domestiche. A volte si dimenticava di fare la spesa, lasciando il frigo vuoto.>> dice il giudice. Parla così velocemente che mi ci vuole qualche secondo prima di elaborare una risposta. Non posso mentire, perché è la verità, ma come si fa a non soffrire quando si ama una persona? 119Please respect copyright.PENANAlFvZpYXv1q
<<È vero>> pronuncio. Il giudice si appoggia alla sua sedia in attesa che io prosegua. <<Mia madre, dopo aver scoperto il tradimento, ha sofferto molto. Ma come si fa a non soffrire quando ami così tanto una persona e lui sceglie un'altra?>> Senza rendermene conto, una lacrima bagna la mia guancia sinistra, che asciugo velocemente. <<Mio padre era tutto per noi>> sorrido. <<Mia madre ha dato la vita per lui. È stata depressa, è vero, ma lo saremmo tutti: quando si ama tanto si rischia di soffrire tanto. Mio padre non c'era quando lei si dimenticava di fare la spesa o di farmi preparare la cena o il pranzo. È stata mia zia a venire, a prendersi cura di me>> scandisco quelle ultime parole con le lacrime agli occhi. <<Mia zia mi ha preparato la cena, il pranzo, la merenda e cercava di chiedermi come andava la mia vita, oltre questo>> indico i miei genitori. <<E mio padre dov'era? Dov'era?>> alzo di più la voce. <<Ora si ricorda di avere una figlia, di volerla. Per cosa? Per togliere tutto a mia madre?>> faccio una risata finta. <<Si è presentato davanti all'università, mi ha portato a pranzo fuori, mi ha presentato ai suoi amici come un trofeo. Abbiamo parlato di cosa avrei dovuto scegliere. Per loro ero diventata soltanto un trofeo.>> Mi fermo un attimo e poi proseguo. <<Un trofeo da esibire! Un bellissimo trofeo!>> Mi trovo ad urlare l'ultima parola. Mi asciugo le lacrime e cerco di calmarmi ascoltando il battito del mio cuore, che ora è veloce. <<In questi giorni mia madre si è ripresa ed è tornata la stessa. Si divide tra lavoro, me e le sue passioni. Torno dalle lezioni e trovo un pasto caldo e ci raccontiamo della nostra giornata>> sorrido felice ai ricordi delle giornate precedenti. <<Mio padre si è limitato solamente a mandarmi dei messaggi a cui non ho risposto, ma a lui poco importa>> faccio un lungo respiro. <<Io voglio stare dove sono, con i miei amici, la mia università e la mia vita. È qui dove voglio stare.>>119Please respect copyright.PENANARUvZ5yEeih
Il giudice mi guarda senza dire niente, poi sembra risvegliarsi. <<Può andare signorina, se ha finito.>> Annuisco e mi alzo ringraziandolo. 119Please respect copyright.PENANA5zza0WBuiV
Mentre passo davanti a mia madre, mi lancia uno sguardo severo: non era questo quello che dovevo dire, ma non volevo rispondere con un monologo che mi avevano fatto imparare a memoria. Volevo solamente dire ciò che sentivo veramente.
Quando esco dall'aula, faccio un lungo respiro e chiudo gli occhi. Mi appoggio contro la porta e, all'improvviso, mi sento libera. Finalmente è finita. Ellen mi viene incontro e mi abbraccia forte. Tyler mi guarda per assicurarsi che stia bene; gli basta un sorriso per rassicurarlo.
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*SPAZIO AUTRICE*
Buongiorno compagni di viaggio!! Grazie mille per il vostro sostengo! Per me è molto importante. Se volete lasciate un piccolo commento o una stellina! Vi avviso che nel prossimo capitolo ci sarà un fatto molto importante: cambierà totalmente i ruoli e il percorso di questa storia. Rimanete con noi per scoprirlo! Buona lettura e buona settimana! 💙💙119Please respect copyright.PENANAEFO7mBFzlQ
Come avevo già accennato nel capitolo precedente, questa settimana pubblico solo oggi. Ci vediamo Lunedì 18! 💙


