Non di poco. Non di quel tanto che ti fa dire "è cambiata un po'" con quella sfumatura di sorpresa moderata che si usa quando torni in un posto dopo anni e trovi un albero in più o un edificio nuovo. No. Era cambiata in modo radicale, strutturale, quasi geologico, come se qualcuno avesse preso la mappa della costa che avevo nella testa e l'avesse strappata e l'avesse ricostruita con pezzi presi da un altro pianeta. La quantità di lava che era avanzata verso l'oceano era stata di una tale portata da superare qualsiasi immaginazione che potessi averne fatto in questi due anni di lontananza. Quando il flusso incandescente aveva raggiunto l'acqua gelida dell'Atlantico si era raffreddato in superficie, formando una crosta scura e solida che però non aveva fermato il flusso che le stava dietro. Quello era continuato ad avanzare, sovrapponendosi alla parte che si era già raffreddata, strato su strato, in un processo meccanico e spietato che aveva mangiato il mare pezzo dopo pezzo, metro dopo metro, ora dopo ora, fino a creare un nuovo territorio che non esisteva prima, una penisola di roccia nera nata dal nulla che si protendeva nell'oceano come un dito di pietra che indicava qualcosa che nessuno voleva vedere.186Please respect copyright.PENANATmzV9wqNFb
Molto probabilmente questo processo era andato avanti per diverso tempo da quando la linea di frattura eruttiva aveva raggiunto la massima intensità dell'eruzione.186Please respect copyright.PENANAM1HXTw0U59
Io e Iya stavamo camminando proprio su questo nuovo campo lavico che formava la nuova linea di costa dalle forme irregolari. Sotto i nostri scarponi la roccia era nera e ruvida, con quella configurazione che assomiglia a una pelle malata, fatta di creste e di buchi e di bordi taglienti che sembravano cocci di vetro sparsi su una superficie che non aveva nulla di naturale nonostante fosse stata creata dalla natura stessa. O forse era proprio questo il punto, forse la natura, quando si arrabbiava davvero, produceva cose che non sembravano naturali proprio perché la nostra idea di natura era basata su un mondo pacifico e addomesticato che non aveva più nulla a che fare con la realtà del pianeta.186Please respect copyright.PENANACGre1IfnBu
—Non pensavo che il paesaggio fosse cambiato fino a questo punto, osservò Iya guardandosi attorno,— e la sua voce era bassa e piatta come quella di qualcuno che sta descrivendo un sogno che spera sia solo un sogno.186Please respect copyright.PENANAyOZkIJOGNs
—Onestamente nemmeno io. Deve essere stata una vera e propria inondazione di lava.—186Please respect copyright.PENANAOkT52XHXw7
—Che sia ancora calda lì sotto?—186Please respect copyright.PENANAk9RcNzUInL
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—Probabilmente. Ma non in modo uniforme. Qui sembra essersi solidificato in modo completo. — osservai, e mi chinai a guardare meglio la superficie del campo lavico sotto i miei piedi, cercando segni di calore, di deformazione, di qualcosa che mi dicesse che sotto quella crosta nera c'era ancora vita, ma non trovai nulla. Semplicemente niente. Solo roccia fredda e morta e nera come l'inchiostro.186Please respect copyright.PENANABaHSX4GQxE
Osservai il mare freddo con le onde che si infrangevano contro la nuova costa lavica. Il rumore era quello di sempre, il rumore dell'oceano che si rompe sulla roccia, un suono che avevo sentito migliaia di volte nella mia vita e che avevo sempre associato alla normalità, alla casa, alla sicurezza. Ma qui, contro quella costa nuova e impossibile, quel suono mi sembrava diverso. Più aggressivo. Più ostile. Come se il mare non stesse battendo contro la roccia ma la stesse accusando, la stesse rimproverando per avergli rubato il suo territorio.186Please respect copyright.PENANAPchckN9gYH
Cercai la linea di costa originale. Cercai qualsiasi cosa che potesse ricordarmi che questo luogo era stato una volta qualcosa di riconoscibile, qualcosa che appartenesse alla mia vita. Ma dovevo ammettere a me stesso che il paesaggio stesso era diventato irriconoscibile. Completamente asfaltato per metri di spessore da un nuovo manto di roccia nera dalle forme irregolari, a blocchi scuri e dai bordi taglienti. Non c'era più nessuna traccia della spiaggia.186Please respect copyright.PENANATpNTVX8JnQ
Non riconoscevo più nulla di questo posto che un tempo ci apparteneva.186Please respect copyright.PENANACmDvsZAKfk
Mi chinai e appoggiai una mano sulla roccia lavica.186Please respect copyright.PENANAfWbRGftLgf
Era tiepida.186Please respect copyright.PENANAcApb5ZGXxf
Non calda, non bollente, non al punto di bruciare, ma tiepida, con quella temperatura ambigua che non sai se definire piacevole o inquietante, come la pelle di una persona che ha la febbre leggera. L'intero campo lavico che si era formato durante l'eruzione dell'Esjufjoll, a distanza di due anni e sottoposto alle rigide intemperie dell'ambiente islandese, al vento e alla pioggia e alla neve e al gelo che in quelle latitudini non perdonano niente, si stava ancora raffreddando. Lo constatai con le mie dita, con il palmo della mia mano aperto su quella superficie nera che pulsava di un calore lento e profondo come un battito cardiaco arrugginito, e pensai che sotto di noi, sotto quella crosta che sembrava solida e morta, c'era ancora un fuoco che bruciava.186Please respect copyright.PENANABuAfteIe8G
Il sole nel frattempo si stava avviando verso il tramonto, e la luce che filtrava attraverso le nuvole grigie stava assumendo quella qualità rossastra e malata che avevo già visto al mattino, quella luce che sembrava venire da un sole ferito che sanguinava sul mondo invece di illuminarlo.186Please respect copyright.PENANA1OlAAsqi2H
Decisi che per oggi avevamo visto più che abbastanza.186Please respect copyright.PENANAjCCSCC6xb3
—Per oggi abbiamo visto abbastanza. — dissi, e la mia voce uscì più stanca di quanto avessi voluto, più stanca di quanto mi sentissi davvero, perché c'era una differenza tra la stanchezza del corpo e quella dell'anima, e in quel momento era l'anima che mi pesava come uno zaino di piombo. —Questa notte la passeremo nel Grad. Domani vedremo.—186Please respect copyright.PENANAaeIxXrPEX2
—Sono d'accordo. — disse Iya guardandosi intorno su quel mantello di basalto che ricopriva ogni cosa, e la sua voce aveva quella qualità vuota e rassegnata che assume quando le parole non bastano più a descrivere ciò che gli occhi stanno vedendo. —L'importante per oggi è essere arrivati a destinazione.—186Please respect copyright.PENANAYf8y7kUYYy
Tornammo indietro sui nostri passi evitando accuratamente i bordi acuminati di alcune rocce laviche, quei bordi che sembravano lame di coltelli abbandonati in un campo di battaglia, e il vento che soffiava era diventato più forte, un forte vento freddo che ci tagliava il viso e ci sferzava i vestiti con una violenza che sembrava deliberata, come se non fosse un fenomeno atmosferico ma qualcosa di più intimo, qualcosa di più personale, come se le anime dannate di chi aveva vissuto in quel luogo ci stessero invitando ad andarcene da questo posto che non ci apparteneva più. E forse era esattamente quello che stava succedendo. Forse non ero io che stavo personificando il vento. Forse era il vento che stava cercando di dirmi qualcosa, che stava cercando di dirmi che non dovevamo essere lì, che quel luogo ci aveva espulso due anni fa e non ci voleva indietro, che tornare era una follia che la terra stessa si rifiutava di accettare.186Please respect copyright.PENANAGTbOVu59xu
Eravamo ormai in prossimità della linea di costa che ci separava dal mare, vicino al punto in cui avevamo lasciato il Grad, quando lo sentimmo entrambi.186Please respect copyright.PENANA3Pd7e1EdEo
Un suono lontano e allo stesso tempo profondo. Un suono che non veniva dall'alto, non dal cielo, non dalle nuvole, ma da sotto. Da molto sotto. Da una profondità che non riuscivo a calcolare ma che sentivo nelle ossa delle gambe prima di sentirla nelle orecchie, come se la roccia sotto i miei stivali stesse vibrando di qualcosa che veniva dalle viscere della terra. Un suono come un tuono smorzato, come un rombo di motore che viene da chilometri di distanza attraverso un muro spesso, come se venisse dalle profondità dell'inferno.186Please respect copyright.PENANAOtgStw5FJ3
Ci guardammo perplessi, incapaci di capirne l'origine, e per un istante restammo immobili come due animali che hanno sentito un predatore nel buio e non sanno da che parte viene. Poi l'intuizione ci fece voltare all'unisono e guardare in lontananza verso la sommità collassata del vulcano.186Please respect copyright.PENANAPtdeGA7yM4
Esjufjoll.186Please respect copyright.PENANAIT0bkbn9q5
Esjufjoll sapeva che eravamo arrivati.186Please respect copyright.PENANACW2My30d8J
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Il sistema di riscaldamento del Grad funzionava bene, troppo bene forse, considerando che fuori la temperatura stava scendendo verso numeri che non volevo sapere, e ci teneva al caldo per tutta la notte quasi fosse una confortevole stanza da letto. Era come stare in una bolla di normalità in un oceano di follia, e la differenza tra quelle due cose, tra il caldo del Grad e il freddo e il calore e la morte che c'erano fuori, era così netta da sembrare artificiale, come se qualcuno avesse disegnato una linea netta tra il "mondo in cui puoi sopravvivere" e il "mondo in cui non puoi" e noi fossimo esattamente su quella linea.186Please respect copyright.PENANAWHdIgiY598
Avevamo appena finito di mangiare, le solite provviste, pane e carne fredda e acqua che sapeva di plastica, ed era quasi ora di mettersi a dormire. Domani sarebbe stata una giornata molto lunga. Lo sapevamo entrambi senza bisogno di dirlo, e questo silenzio condiviso era l'unica cosa che mi faceva sentire che eravamo ancora una squadra, ancora un "noi", ancora due persone che facevano fronte alla stessa cosa anche se nessuno dei due sapeva esattamente cosa fosse quella cosa.186Please respect copyright.PENANAw6Ap9XslU6
—Mi sembra quasi strano che il posto che abbiamo visto sia ciò che resta di casa nostra,— fece Iya.186Please respect copyright.PENANABnNszvdDSn
—Non siamo nemmeno arrivati a Jökulsárlón. Ma sinceramente non mi aspettavo nemmeno io un simile cambiamento del paesaggio. — dissi.186Please respect copyright.PENANA08zhipR81Y
—Quale è il piano di domani?—186Please respect copyright.PENANAI2lVl3OQyC
—La prima tappa sarà raggiungere dove si trovava la città. Si tratta di qualche ora di camminata. Poi pianteremo la tenda e ci accamperemo. Non ha senso fare le stesse ore di camminata per andare e poi tornare.—186Please respect copyright.PENANA6EWVHUflTb
—Vero.—186Please respect copyright.PENANA4zdBklQPZl
—Il giorno successivo sarà quello più impegnativo. Andremo lassù,— dissi, e non indicai nulla perché non c'era bisogno di indicare nulla, sapevamo entrambi cosa intendevo, sapevamo entrambi cosa c'era "lassù", e il fatto che non lo nominassimo non lo rendeva meno reale ma lo rendeva ancora più pesante, come una parola che non si pronuncia perché pronunciarla significherebbe renderla vera in un modo che non si può più tornare indietro.186Please respect copyright.PENANAKVg674ZTkN
—Non è pericoloso?—186Please respect copyright.PENANAkZNl6FO3GP
—Credo che dopo due anni il peggio sia ormai passato. — dissi, e sentii la fragilità di quella frase mentre la pronunciavo, sentii quanto fosse sottile il filo di speranza su cui era costruita, un filo che non sarei stato in grado di dimostrare con nessuna evidenza concreta ma che avevo bisogno di credere perché senza quello non sarei stato in grado di fare il prossimo passo.186Please respect copyright.PENANAhhzSXC3RiP
—Sì, lo credo anche io. Anche se l'idea di salirci un po' mi inquieta.—186Please respect copyright.PENANAHNjbIxzGaK
—Chiunque sarebbe irrequieto dopo tutto quello che è successo. —conclusi, e quella fu l'ultima cosa che dicemmo prima di spegnere la luce e lasciare che il buio e il ronzio del motore e il dondolio dell'oceano ci portassero verso un sonno che non sarebbe stato riposo ma solo una pausa, un momento di sospensione prima che il mondo tornasse a chiederci conto di ciò che stavamo facendo.186Please respect copyright.PENANAZS2bgK1Iq9
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Il mattino successivo il cielo era grigio come le rocce basaltiche su cui stavamo nuovamente mettendo piede dopo aver lasciato il Grad con i nostri zaini sulle spalle. Un grigio uniforme, compatto, senza sfumature, senza aperture, come se qualcuno avesse steso un lenzuolo sopra il mondo per nasconderlo alla vista. Soffiava un leggero vento freddo, ma dopo il freddo della sera precedente sembrava quasi una carezza, e questo mi fece capire quanto rapidamente il corpo umano si adattasse all'orrore, quanto in fretta imparasse a considerare "normale" qualcosa che fino a pochi giorni prima avrebbe considerato intollerabile.186Please respect copyright.PENANADeRdXoBIU3
Ciò che per me e Iya era innaturale non era il freddo, non era il cielo grigio, non era il vento che ci sferzava il viso. Era il fatto che questo paesaggio sui cui stavamo nuovamente camminando, un tempo molto recente, era ciò che di più familiare avessimo conosciuto in tutta la nostra vita. Queste rocce, questa terra, questo cielo, questi profili montuosi che si stagliavano all'orizzonte come sagome di giganti addormentati, erano la cosa che avevamo visto ogni singolo giorno della nostra esistenza fino a due anni prima. Erano il fondale della nostra infanzia, lo sfondo delle nostre memorie, la tela su cui erano stati dipinti tutti i nostri primi ricordi. E ora erano una landa di lava basaltica dalle forme irregolari e dai colori che andavano dal nero al grigio fino ad assumere sfumature rossastre, probabilmente il ferro contenuto nella lava che si ossidava a contatto con l'aria come una ferita che non vuole rimarginarsi.186Please respect copyright.PENANANm1NsA6mDr
E cosa ancora più impressionante, camminando con attenzione a creste irregolari e a eventuali crepe, nonostante il vento freddo la roccia sotto di noi trasudava calore. L'aria era pressoché mite.186Please respect copyright.PENANASnRcAWI71w
Una leggera strana nebbia si alzava nei momenti senza vento. Non fitta. Non bianca. Era una polvere sospesa, grigia, gialla, odorosa di zolfo e metallo fuso. Si appoggiava ai vestiti, si infilava sotto il cappuccio, si impastava tra i denti come una sabbia fine e amara che non riuscivi a sputare via.186Please respect copyright.PENANAhU7U8NuHVU
—È impressionante quanto calore continui a trasudare da là sotto, anche dopo due anni. — osservò Iya dando voce ai miei pensieri, e la sua voce aveva un'inflessione che non le avevo mai sentito prima.186Please respect copyright.PENANAOT9UwEzP8x
—Per quanto ne so ci vogliono decenni a un campo lavico per raffreddarsi completamente. — dissi, e mentre lo dicevo pensai a quanto fosse assurda quella frase, "decenni", come se fossimo un geologo che parlava di un fenomeno accademico invece di due persone che camminavano sulla tomba della loro città.186Please respect copyright.PENANA6T1jVBUPL9
Scavalcammo una grande crepa nel campo lavico. Mentre lo facevo sentii il calore che si sprigionava dalle profondità, un getto di aria calda che mi investì il viso come il soffio di un forno aperto, e i bordi della crepa erano color giallo chiaro, zolfo puro che si era condensato lungo le pareti come una vernice gialla e untuosa che sembrava il colore della malattia stessa.186Please respect copyright.PENANApLf72vSuAI
Continuammo a camminare. Il mare ormai quasi non si vedeva più, tuttavia l'orientamento era l'ultima delle mie preoccupazioni, anche se il paesaggio era drasticamente cambiato il profilo delle montagne era sempre lo stesso, quelle sagome che avevo guardato ogni giorno della mia vita erano ancora lì, mutate nella forma ma riconoscibili nella sostanza, come volti di persone anziane che portano ancora i segni di ciò che sono stati da giovani.186Please respect copyright.PENANAM83ztAgG7b
Il campo di lava si estendeva davanti a noi come un mare di fuoco solidificato. Onde di roccia fusa congelate nel tempo, un oceano petrificato in un momento di tempesta, con le creste che indicavano la direzione in cui il flusso aveva viaggiato e le valle che indicavano i punti in cui si era fermato per un istante prima di riprendere la sua marcia distruttiva. La superficie era scura e liscia in alcuni tratti, con sfumature di blu e grigio che la facevano sembrare la pelle di un animale morto, e talvolta la lava aveva assunto delle forme davvero bizzarre, forme che non avevano nulla di geologico e che assomigliavano a qualcosa di organico, come se la roccia avesse cercato di imitare la vita nel momento della morte.186Please respect copyright.PENANAzHuXdNl7hz
Le forme erano strane e organiche, come se la lava avesse preso vita e si fosse congelata in pose strane. In alcuni punti la superficie era butterata da piccole cavità, come se bolle di gas fossero state intrappolate nella roccia mentre si solidificava, bolle che avevano cercato di salire verso la superficie e che invece erano rimaste lì, imprigionate per l'eternità come insetti nell'ambra.186Please respect copyright.PENANA3hX79cVwU9
Altrove la lava aveva formato strane strutture colate, protuberanze e tendaggi e lingue di pietra che sembravano cercare di raggiungere qualcosa che era appena fuori portata, qualcosa che non erano mai riuscite ad afferrare e che ora restavano lì, con le braccia di pietra tese verso il nulla, come supplizianti fossilizzati in un gesto che non avrebbe mai ricevuto risposta.186Please respect copyright.PENANArjT7TL3I8N
Ci imbattemmo in una sorta di lamiera arrugginita che spuntava dalla lava solidificata. In parte era letteralmente sciolta e deformata dal calore, i bordi irriconoscibili, i fori di fissaggio allungati come bocche aperte, il metallo che aveva perso ogni rigidità e si era piegato su se stesso come un foglio di carta bagnata. In parte era consumata dal passare del tempo, dalla ruggine, dall'umidità, dal sale dell'oceano vicino. Probabilmente si trattava di ciò che restava di un cartello stradale. Un cartello che una volta indicava una direzione, che una volta diceva qualcosa di utile, che una volta era stato guardato da migliaia di persone che passavano di lì senza pensarci, e che ora era solo un pezzo di metallo morto conficcato in una tomba di pietra.186Please respect copyright.PENANAtWG2Sikmuc
Avanzando i contorni del paesaggio iniziarono a farsi più familiari, soprattutto la forma delle colline lontane viste da una certa prospettiva davano alla nostra memoria la posizione in cui ci trovavamo. Fu un processo graduale, come quando si sviluppa una fotografia e le immagini emergono lentamente dalla carta bianca, prima come macchie indistinte e poi come forme riconoscibili, e a un certo punto sentii che qualcosa dentro di me cliccava, come una serratura che si apre, e sapevo dove eravamo.186Please respect copyright.PENANAc75WTY7god
Scavalcai un'altra crepa nel manto lavico, e nel farlo guardai giù. Era tutto scuro, un buco nero che scendeva verso un calore che non vedevo ma che sentivo sulla faccia come una mano aperta di fronte a un camino. Compresi che se avessi gettato giù un pezzo di carta quello avrebbe preso fuoco in pochi istanti. Non era un'ipotesi. Lo sapevo con la stessa certezza con cui sapevo che l'acqua bagna e il fuoco brucia.186Please respect copyright.PENANA56vYXkl6zi
Appoggiai una mano sul basalto. Era caldo. Molto più caldo di quello vicino alla costa. Sarebbe stato interessante quando saremmo arrivati alla zona di frattura da cui si era sprigionata questa inondazione di roccia fusa. L'area in cui l'eruzione era cominciata. L'ultima notte in cui io ed Helena avevamo passato assieme.186Please respect copyright.PENANAVt0yucTK6A
Non dissi quest'ultima cosa ad alta voce. Non c'era bisogno.186Please respect copyright.PENANArGmijSPMCW
—Credo che siamo quasi arrivati a Jökulsárlón. — dissi.186Please respect copyright.PENANAfHRLgucVtw
—Lo so. — rispose Iya.—Anche se il paesaggio è cambiato i profili qui intorno restano gli stessi.—186Please respect copyright.PENANAZXtCN4fJ8S
Poco più tardi giungemmo in quella che doveva essere la periferia di Jökulsárlón.186Please respect copyright.PENANAwgtXnOrSbA
Quello che era rimasto degli edifici era ben poco. Molto, molto poco. Quasi niente. Quasi nulla che potesse ancora essere chiamato "edificio" nel senso in cui una persona normale intende la parola "edificio", cioè una struttura con pareti e un tetto e porte e finestre, un luogo in cui le persone entravano e uscivano e vivevano le loro vite. No. Quello che trovammo era qualcosa di diverso. Qualcosa che assomigliava più a un ricordo di un edificio che a un edificio vero e proprio, come un'ombra proiettata su una superficie che non esisteva più.186Please respect copyright.PENANAAZSBrGeQ7J
Molti erano simili a mucchi di pezzi di acciaio e mura fusi o crollati, in parte sommersi dalla lava, le strade erano sepolte sotto metri di lava, e dove una volta c'era un marciapiede ora c'era un campo di roccia nera con i bordi irregolari.186Please respect copyright.PENANAFNJN0BEOtX
Qua e là enormi crepe, alcune profonde metri, sbuffavano ancora zolfo. Le pareti interne erano giallo ocra, verde acido, lucide e vischiose come le pareti di una gola di un animale preistorico, e il calore che ne usciva era così intenso che lo sentivo sulla pelle del viso anche a metri di distanza, un calore secco e opprimente che aveva il sapore della polvere e del metallo bruciato.186Please respect copyright.PENANAaCIArwoRPE
Il calore che continuava a fuoriuscire dal suolo si sentiva nell'aria, un'oppressione densa e pesante che ti si posava sui polmoni come un peso, e in diversi punti si poteva persino vedere che dalla lava continuava a fuoriuscire vapore o fumo dalle crepe prodotte in superficie dalla contrazione della roccia quando si raffreddava, crepe che si aprivano lentamente nel basalto con un suono che non sentivi ma che immaginavi, un suono di pietra che si spezza e che urla nel silenzio, lasciando fuoriuscire il calore dalle profondità come sangue da una ferita che si riapre.186Please respect copyright.PENANARtBZ3Y6QnN
C'erano anche molte aree chiazzate di giallo nei punti in cui lo zolfo trasudava sotto forma di gas e si condensava raffreddandosi lungo i bordi di tali fratture, macchie gialle che sembravano piaghe sulla pelle nera della roccia.186Please respect copyright.PENANAsgPVRTMP7b
Era uno spettacolo inquietante. E "inquietante" era una parola insufficiente, una parola che non riusciva a contenere neanche una frazione di ciò che provavo guardando quel paesaggio, ma era la migliore che avessi, perché non esistevano parole per descrivere cosa si prova quando si guarda il posto in cui sei nato e sei cresciuto e hai amato e hai pianto e hai riso e hai vissuto e che ora è diventato questo, una distesa di fuoco morto e di zolfo e di crepe che respirano calore come bocche aperte nella terra.186Please respect copyright.PENANAb9FMrhu78u
Quella marea di basalto che aveva iniziato a eruttare quella fredda notte di due anni fa aveva letteralmente cancellato il paesaggio. Strato su strato di lava. Non lo aveva coperto. Lo aveva cancellato. C'era una differenza, e la sentii con una chiarezza brutale: coprire significa che sotto c'è ancora qualcosa, significa che se togli lo strato superiore trovi quello che c'era prima. Cancellare significa che quello che c'era prima non esiste più, è stato inghiottito, fuso, trasformato in qualcos'altro che non ha più nulla a che fare con ciò che era. Jökulsárlón non era sotto la lava. Jökulsárlón non esisteva più. Era stata cancellata.186Please respect copyright.PENANAXChjFpzn3K
—Non è rimasto quasi niente. —sussurrò Iya, e il "quasi" in quella frase era la cosa più triste che avessi mai sentito, perché significava che Iya stava ancora cercando qualcosa, ancora sperava di trovare un pezzo, un frammento, un minuscolo resto del mondo che aveva conosciuto, e il fatto che dicesse "quasi niente" invece di "niente" mi disse che non aveva ancora accettato che il niente era l'unica cosa che restava.186Please respect copyright.PENANAvcg20egJ64
—Niente. —ripetei monotono, e la mia voce uscì piatta e vuota come la superficie del campo lavico su cui camminavamo, e pensai che probabilmente era così che ci si sente quando dopo due anni rivedi l'intera cittadina in cui sei cresciuto cancellata dall'esistenza. Non dolore. Non rabbia. Non disperazione. Niente. Un vuoto così totale e così assoluto che nemmeno il dolore ci entra, perché il dolore richiede qualcosa a cui attaccarsi, un ricordo, una forma, un contorno, e quando non c'è più niente, quando tutto è stato cancellato, nemmeno il dolore ha più un posto dove stare.186Please respect copyright.PENANAXHzv1tt9yI
Un rumore profondo tuonò in lontananza. Avevamo camminato per più di qualche ora e non si era sentito nulla, non un suono, non un gemito, non un sospiro dalla terra, e quel silenzio aveva cominciato a sembrarmi quasi normale, quasi rassicurante, come se la terra si fosse addormentata. Poteva essere solo una coincidenza, un rumore qualsiasi, un frana lontana, un'onda più forte delle altre. Ma sapevo che non era così. Lassù, oltre i campi di lava, oltre tutto ciò che avevamo visto e tutto ciò che avevamo perso, qualcosa era ancora vivo.186Please respect copyright.PENANA2FOdmTkcbB
Scavalcai una crepa nel basalto ignorando il calore che ne fuoriusciva e cercai di riconoscere ciò che restava degli edifici. Le colate laviche avevano invaso la città e poi si erano solidificate in pieghe, gobbe e creste che ricordavano ossa fuse, e questa immagine, "ossa fuse", mi restò in testa come un chiodo piantato nel legno, perché era esatta, era la descrizione più precisa di ciò che vedevo, come se la lava avesse preso lo scheletro della città e lo avesse fuso e ridisegnato in forme che non avevano più niente di umano.186Please respect copyright.PENANAuHlwKRd1id
Qua e là spuntavano resti metallici inceneriti: un semaforo piegato in due, lo scheletro arrugginito di un'autobotte il cui serbatoio era stato deformato dal calore fino a sembrare un ventre di bestia morta, una bicicletta saldata alla crosta lavica con le ruote fuse e il manubrio contorto come un braccio spezzato. Ogni oggetto era una piccola storia interrotta, una vita che aveva avuto un prima e non aveva avuto un dopo, e guardandoli sentivo che non stavano semplicemente lì, che non erano semplicemente dei pezzi di metallo arrugginito, ma che mi stavano guardando, che mi stavano chiedendo perché ero tornato, cosa speravo di trovare in un posto in cui non c'era più niente da trovare.186Please respect copyright.PENANAOb1vPDsanF
La cittadina era in buona parte una rovina avvolta da uno spesso sudario di basalto fuso congelato nel tempo di due anni prima, e "sudario" era la parola giusta, perché era esattamente quello, un lenzuolo di pietra che copriva il corpo morto della città come si copre un cadavere prima di seppellirlo, e noi due eravamo lì a camminare su quel sudario come due persone che camminano sulla tomba di qualcuno che hanno amato.186Please respect copyright.PENANAzchzsriRyz
Le fratture che io e Iya scavalcammo continuavano a emettere un calore intenso che si avvertiva distintamente nonostante il vento freddo, e ogni volta che le scavalcavo sentivo quel calore salire lungo le mie gambe come un avvertimento, come un messaggio che veniva da sotto e che diceva "attenzione, non dimenticare cosa c'è sotto i tuoi piedi, non dimenticare che questo posto non è un luogo normale, non dimenticare che la morte è qui, è stata qui, e non è ancora andata via del tutto".186Please respect copyright.PENANAylkLWOcpax
Gli edifici che un tempo erano negozi e abitazioni ora giacevano anneriti dal calore, coperti fino a un certo spessore dalla lava, e del tutto privi di finestre. Del tutto simili a orbite vuote di teschi alieni destinati a guardare l'eternità del tempo. E questa immagine, "orbite vuote di teschi alieni", mi uscì dalla mente con una chiarezza che mi fece male, perché era esatta, perché guardare quegli edifici senza finestre era come guardare dei volti senza occhi, era come guardare dei corpi senza anima, e l'idea che la città in cui ero cresciuto fosse diventata un teschio, un teschio gigante e nero e vuoto che fissava il cielo grigio per l'eternità, mi riempì di un'angoscia che non avevo parole per esprimere.186Please respect copyright.PENANAhVdz9p0TDC
Ogni tanto, contro ciò che restava delle mura di questi edifici si vedeva sbucare dallo strato nero di lava il decapottabile arrugginito di qualche auto, probabilmente spinta lì dal movimento della lava due anni prima, come un giocattolo abbandonato in un camposanto da un bambino che non c'è più.186Please respect copyright.PENANASE0WXZixTI
—Speravo che in futuro fosse possibile ricostruirla, —osservò Iya guardandosi intorno,—ma da quel che vedo è impossibile.—186Please respect copyright.PENANAu5PjT2YgcW
—Nemmeno nel futuro più lontano. —dissi, e non c'era nessuna tristezza nella mia voce, solo una constatazione fredda e netta come il basalto su cui camminavamo, perché alcuni danni non possono essere riparati, alcune cose non possono essere ricostruite, alcune morti non possono essere invertite, e accettarlo non significa arrendersi ma semplicemente guardare in faccia la realtà senza illudersi che sia diversa da ciò che è.186Please respect copyright.PENANAkVFsO1Kw3Z
Raggiungemmo la piazza. O per lo meno ciò che ne restava. Lo scenario sembrava semplicemente essere stato partorito da un incubo, un incubo che qualcuno aveva scolpito nella roccia e nella lava e nel metallo fuso e che ora era lì, reale, tangibile, irrevocabile. Come per le strade precedenti i pali della luce erano piegati di lato contro le mura degli edifici, o parte di essi spuntava arrugginita dal manto di basalto nero come ossa che affiorano da una fossa comune. Camminare in questo paesaggio era come mettere i piedi sul torace di un dio morto.186Please respect copyright.PENANAv7bScY5NWa
Le strutture delle case erano simili alle precedenti, spesso con i tetti collassati dove durante i giorni dell'eruzione la lava aveva incendiato l'interno degli edifici, e i segni di quegli incendi erano ancora visibili nelle macchie nere e nelle deformazioni delle strutture metalliche, come cicatrici che non erano riuscite a guarire del tutto. Qua e là dalla lava si vedevano spuntare oggetti facilmente riconoscibili: cartelli stradali divelti ormai irriconoscibili e parzialmente fusi, oppure persino ciò che restava di una bicicletta il cui manubrio spezzato e arrugginito spuntava dal manto lavico come un osso spezzato che affiora dalla pelle di un animale morto.186Please respect copyright.PENANA7c39hMVx8t
E tra le fratture e le colate c'erano anche corpi.186Please respect copyright.PENANAGM6gVgOKCo
Corpi. O quel che ne restava.186Please respect copyright.PENANA50qv4upLrJ
Il primo lo vedemmo accanto a una sporgenza di roccia vetrosa. Una mano, sola, pietrificata, le dita tese verso l'alto come a cercare aria, come a cercare qualcosa che non era arrivato, come a chiedere aiuto a un cielo che non aveva risposto. Il braccio era fuso nella lava, inglobato nella roccia come un insetto nell'ambra, e la pelle non c'era più. Solo osso annerito. Un osso che una volta era stato un braccio che una volta si era sollevato verso l'alto in un gesto di disperazione e che ora era lì, immobile, eterno, ridotto a un reperto geologico che nessuno sarebbe venuto a catalogare.186Please respect copyright.PENANAjMbX0yuaQA
Iya si bloccò.186Please respect copyright.PENANAuJE2b1BLpA
Non dissi nulla. Non c'era nulla da dire. Non esistevano parole nella lingua islandese, in nessuna lingua umana, che potessero rendere giustizia a ciò che stavamo vedendo, e qualsiasi cosa avessi detto sarebbe stata un'offesa, un'indegnità, un tentativo patetico di riempire un silenzio che doveva rimanere tale perché solo il silenzio era abbastanza grande, abbastanza profondo, abbastanza vuoto da contenere quella vista.186Please respect copyright.PENANAVde3gqs9TP
Si avvicinò.186Please respect copyright.PENANAGn5Wr6agYL
Vedemmo l'impronta di un torace deformato nella pietra, il teschio fuso col vetro lavico in una massa informe che una volta era stato un volto e che ora era solo una forma, una protuberanza scura e lucida senza naso, senza bocca, senza niente che potesse ancora essere chiamato "umano" tranne la forma generale, la sagoma che ricordava vagamente quella di una testa. Gli occhi svuotati, due cavità nere che non guardavano più niente, che non avrebbero mai più guardato niente. Una mascella intera, i denti ancora stretti. Come se il grido fosse rimasto impresso nella roccia. Come se quell'ultimo grido, quello che quella persona aveva emesso nella sua ultima frazione di secondo di vita, fosse stato così forte, così disperato, così potente da aver scavato un solco nella pietra stessa, da essersi fossilizzato nel basalto come un suono che si trasforma in materia.186Please respect copyright.PENANA6lESdLntVD
Più avanti trovammo tre scheletri semi-sommersi in una colata.186Please respect copyright.PENANA395tw1h00R
Uno piccolo. Un bambino. Rannicchiato tra due corpi adulti.186Please respect copyright.PENANARxPBlqFzLS
Le ossa erano scolorite, porose, parzialmente inglobate nella roccia ma ancora distinguibili, ancora riconoscibili per quello che erano, e il fatto che fossero distinguibili era forse la cosa peggiore, perché significava che potevi ancora vederli come persone, potevi ancora immaginare i loro corpi, potevi ancora capire che quello piccolo era un bambino e quelli grandi erano i suoi genitori e che si erano abbracciati nell'ultimo momento cercando di proteggere l'un l'altro da qualcosa che non si poteva proteggere. Una tibia sporgeva come una domanda spezzata, un osso bianco e sottile che usciva dalla roccia nera come un dito che indicava qualcosa che nessuno voleva vedere.186Please respect copyright.PENANAf0jbwcDWm9
Iya si fermò di colpo.186Please respect copyright.PENANASgXVfGCMCD
Aveva visto qualcosa affiorare sotto una cresta lavica: un cranio incompleto, spaccato sul lato destro, i denti ancora perfetti, lucidi come vetro, e il contrasto tra quei denti perfetti, bianchi, luminosi, e il resto del cranio distrutto e annerito era così brutale, così innaturale, così crudele nella sua precisione chirurgica da sembrare un'opera di un sadico che aveva scelto con cura cosa preservare e cosa distruggere.186Please respect copyright.PENANAxvmfhfwIz3
Il suo volto si irrigidì. Come se una mano invisibile le stesse affiggendo la gola.186Please respect copyright.PENANAwBCN3A7Kck
Non parlò. Le gambe le rimasero inchiodate al suolo come se la roccia sotto i suoi piedi l'avesse presa e non volesse più lasciarla andare. Il fiato rallentò, si fece superficiale, quasi si fermò, come se il suo corpo stesse decidendo se continuare a respirare o no, come se respirare in un posto del genere fosse un atto che richiedeva più coraggio di quanto avesse.186Please respect copyright.PENANAZ0fioQ0wco
Poi, piano, si inginocchiò.186Please respect copyright.PENANAlv3rrqlE3O
—Erano davvero qui. — mormorò, e la sua voce era così bassa che quasi non la sentii, ma la sentii, la sentii con una chiarezza che mi perforò il petto come un proiettile lento. —Non solo pensati. Non solo sognati. Qui.—186Please respect copyright.PENANAopRXS1hZp5
E in quelle parole c'era tutto il peso della differenza tra sapere e vedere. Per due anni avevamo saputo che la gente era morta. L'avevamo letto nei notiziari, l'avevamo immaginato nelle notti insonni. Ma sapere non è vedere. Sapere è un concetto astratto che sta testa. Vedere è un'esperienza che ti entra nel corpo attraverso gli occhi e ti si deposita nelle ossa e non ne esce più. Iya aveva saputo per due anni che la gente era morta. Ora la vedeva. E la differenza tra quelle due cose era un abisso che nessun ponte poteva attraversare.186Please respect copyright.PENANAgxCTNaX59b
Tese la mano verso l'osso. Senza toccarlo. Le dita tremavano.186Please respect copyright.PENANAjro1ueZ4t5
Si alzò. Le mani strette a pugno lungo i fianchi. Le mascelle serrate con una forza che le faceva sporgere i tendini del collo.186Please respect copyright.PENANAJBheZxPdWy
Si chinò su un altro corpo. Un'ombra carbonizzata, forse madre e figlio, rannicchiati in una piega della roccia in un ultimo abbraccio che la morte aveva congelato nella pietra per l'eternità, e raccolse una pietra piatta, scura, striata di rosso. La posò lì. Silenziosa. Come una tomba.186Please respect copyright.PENANA6REs6XutnU
—Questo è il mio modo di dire che li ho visti.—186Please respect copyright.PENANAOsXbmPKBsi
E non disse altro. Non ce n'era bisogno. Quella pietra, quella pietra piatta e scura e striata di rosso posata con cura su una tomba che non era una tomba ma che lo era diventata in quel momento, in quel gesto, conteneva più significato di qualsiasi discorso funebre, di qualsiasi preghiera, di qualsiasi parola che la lingua umana potesse produrre.186Please respect copyright.PENANAlDbKeaFGKj
Ne trovammo altri. Molti altri. Troppi per contarli, troppi per ricordarli tutti, troppi per fare altro che continuare a camminare e continuare a vedere e continuare a sentire quel peso che si accumulava nello stomaco come un secchio che si riempie d'acqua fino a traboccare. Alcuni erano così integrati nella pietra che sembravano statue grottesche, scolpite dal fuoco con una maestria che nessun artista umano avrebbe mai voluto imitare, figure contorte e deformi che sembravano uscite da un incubo di un pittore folle.186Please respect copyright.PENANARGBwJtesXp
—Vado a casa mia. —disse Iya.186Please respect copyright.PENANAJMwEL7GSGS
Non disse "andiamo". Disse "vado". E in quel verbo singolare c'era qualcosa di definitivo, qualcosa che mi disse che quel momento era suo, che non potevo condividerlo con lei, che doveva affrontarlo da sola come si affrontano le cose che sono troppo grandi per essere condivise.186Please respect copyright.PENANADvfAkqtNsK
Scavalcammo un'altra crepa nella lava dalla quale il calore continuava a fuoriuscire con quel soffio secco e opprimente che ormai mi era diventato familiare, e ci dirigemmo poco più avanti dove prima si trovava la casa di Iya, Hannah ed Helena.186Please respect copyright.PENANADZR4pqvavh
Ciò che trovammo furono solo le mura parzialmente crollate. Di tutto il resto non esisteva nulla. Nessun tetto. Nessuna finestra. Nessuna porta. Nessun mobile. Nessun oggetto. Nessun ricordo materiale di qualsiasi tipo. Solo lo scheletro annerito dagli incendi dell'abitazione, muri scuri e anneriti che si innalzavano dalla lava come le costole di un animale scheletrizzato, con i segni delle travi del tetto che si erano bruciate e erano crollate all'interno creando un groviglio di legno carbonizzato che in qualche punto sporgeva dalle mura come interiora che fuoriescono da una ferita aperta.186Please respect copyright.PENANAX8wTPpeD3a
Iya dal canto suo rimase paralizzata da quella visione. Dopotutto chi non lo sarebbe stato, nel scoprire la propria casa, i propri ricordi e soprattutto il luogo in cui si era trascorsa la maggior parte della propria vita, raso al suolo, cancellato, trasformato in un mucchio di macerie annerite sepolte sotto un sudario di basalto. Questa era la stanza in cui Helena si preparava per la scuola. Questa era la cucina in cui la madre di Iya preparava la cena. Questo era il corridoio in cui Iya correva da bambina ridendo con i capelli che le volavano dietro. Tutto questo non esisteva più. Non era stato distrutto. Era stato cancellato. C'era una differenza, e in quel momento Iya la sentì con una violenza che la bloccò fisicamente, che le inchiodò i piedi al suolo come se la gravità fosse diventata troppo forte per le sue gambe.186Please respect copyright.PENANAi2kEhwR1lK
Vidi una lacrima scendere dal suo viso paralizzato. Una sola lacrima, chiara e pulita su una pelle che era diventata grigia per la polvere e per la stanchezza e per lo shock, e quella lacrima scese lentamente lungo la sua guancia come un rivolo d'acqua su una roccia, tracciando una linea bianca nel grigio, e io pensai che forse era l'unica cosa pulita in tutto quel paesaggio, l'unica cosa che non era stata contaminata dalla cenere e dallo zolfo e dalla morte, l'unica cosa che era ancora puramente, semplicemente umana.186Please respect copyright.PENANAN2KiEDTgTM
Mi avvicinai a lei e la strinsi a me.186Please respect copyright.PENANA4U2bhV4JQj
Lei mi abbracciò e non disse nulla.186Please respect copyright.PENANAsm8VX2DP1I
Pianse silenziosa, abbracciata a me, con il viso premuto contro il mio petto e le mani che mi stringevano la maglia con una forza che mi faceva male ma che non volevo che smettesse, perché quel dolore era l'unica cosa vera in quel momento, l'unica cosa che mi diceva che eravamo ancora vivi, che ancora sentivamo, che ancora eravamo capaci di provare qualcosa di fronte all'orrore e poi semplicemente lasciarcelo scivolare addosso come acqua su una pietra.186Please respect copyright.PENANAC3iRMCMS66
—Speravo che qualcosa fosse rimasto. — sussurrò, e la sua voce era rotta, spezzata in due come un ramo sotto il peso della neve, e sentii le sue parole vibrare contro il mio petto come un tremore di terra.186Please respect copyright.PENANAevTpIIldyR
—Lo so.—186Please respect copyright.PENANAujW96FCcOV
Le baciai piano la fronte. Sulla pelle, sentii il sale delle sue lacrime e il freddo dell'aria e il calore della sua pelle e quei tre sapori mescolati insieme mi dissero più di qualsiasi parola cosa significava essere lì, in quel momento, in quel posto, con quella persona.186Please respect copyright.PENANAOlv5JXKntM
Lentamente si staccò da me. Si asciugò gli occhi con il dorso della mano, un gesto secco e pragmatico che aveva qualcosa di antico, qualcosa che le antiche donne islandesi probabilmente facevano quando piangevano e poi dovevano riprendere a vivere perché la vita non ti dava il tempo di finire di piangere.186Please respect copyright.PENANAeZf6oqdBYM
—Cosa facciamo adesso?— mi chiese.186Please respect copyright.PENANAveTL5wePxe
Sospirai e guardai quel cimitero lavico di rovine avvolte dai flussi di basalto solidificato. Molti ricordi mi legavano con Helena a questo posto. Tutto questo era successo qui, in questo luogo che ora era un campo di morte e di lava e di silenzio, e quei ricordi non potevano essere cancellati come erano stati cancellati gli edifici, non potevano essere sepolti sotto il basalto come erano state sepellite le strade, rimanevano lì, nella mia testa, vivi e dolorosi e immortali come il calore che stillava dalle crepe del campo lavico.186Please respect copyright.PENANAepCok34YUv
Ma non dissi nulla di tutto questo. Non aveva senso parlare. Questo posto ci avrebbe ricordato per sempre qualcosa della nostra esistenza, un episodio con la nostra famiglia, un momento particolare della nostra infanzia, un istante con la nostra ragazza, però purtroppo bisognava andare avanti, nel bene e nel male. Questa era la lezione che l'Esjufjoll ci aveva insegnato: che le cose finiscono, che i luoghi muoiono, che i ricordi sono l'unica cosa che il fuoco non può bruciare, e che anche quelli, prima o poi, si consumano da soli come carbone in un camino.186Please respect copyright.PENANA3jeC9vfqeb
Ma non ancora. Non avevo fatto tutta questa strada per così poco.186Please respect copyright.PENANAa01uROQ9SF
—Voglio andare a casa mia. — dissi.


