Il risveglio a Milos non ebbe nulla della solarità dei giorni precedenti. Una nebbia sottile e innaturale strisciava sulla piscina a sfioro, riflettendo il clima glaciale che regnava all'interno della villa. La colazione fu un rito muto: il rumore delle posate sulla porcellana sembrava un colpo di cannone nel silenzio assordante.
Adrian non degnò Alexandria di uno sguardo; i ragazzi sedevano rigidi, le mascelle contratte, fissavano le loro tazze di caffè come se contenessero veleno, ignorando i visi delle gemelle pallidi, con gli occhi segnati da una notte insonne e arrossati dal pianto.
La mattinata e il primo pomeriggio trascorsero in una frammentazione dolorosa. Ognuno cercò rifugio nel proprio isolamento:
Adrian rimase sulla scogliera a fissare l'orizzonte, cercando di conciliare l'immagine della donna che amava con quella della regina che lo aveva ingannato.
I gemelli si divisero tra la palestra e la spiaggia, distanti dai luoghi abituali di ritrovo.
Summer era forse la più sconvolta: rimase seduta nel patio con Niko, l'unica presenza che sembrava in grado di arginare il caos che sentiva dentro.
Fissava le proprie mani come se fossero armi cariche, incapace di spiegarsi il calore che ancora le pulsava nelle vene.
Alexandria e le gemell restarono chiuse nelle loro stanze, lasciando che il tempo scorresse verso l’inevitabile confronto:
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"Non guardarli così, Summer," disse Niko, conducendola in un angolo riparato del giardino.
"La verità è un sole troppo forte per chi ha vissuto sempre nell'ombra."
Passarono la giornata insieme. Niko le insegnò i primi rudimenti: come canalizzare l'energia attraverso il respiro, come far scorrere il calore dai palmi alle dita.
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Niko pronunciò un piccolo incantesimo di levitazione, che fece danzare delle foglie secche intorno a lei.
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“Phasmatos motus”
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Gli occhi di Summer si spalancarono per lo stupore.
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"Questo è per te," aggiunse, porgendole un vecchio volume rilegato in pelle logora.
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"È un grimorio. Contiene le formule base, ma le pagine bianche sono le più importanti. Dovrai ampliarlo tu, col tempo, con la tua magia."
Summer sfiorò la copertina, sentendo un formicolio elettrico.
Per la prima volta, non ebbe paura.
Alle cinque del pomeriggio, Alexandria guidò di nuovo tutti nella sala sotterranea. Ma stavolta l'atmosfera era diversa. L'aria era diventata gelida, densa di fumo d'incenso ed elettricità antica.
Al centro della stanza, la realtà sembrava incresparsi, le fiamme dei bracieri virarono al viola e l'oscurità negli angoli della stanza iniziò a coagularsi.
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Improvvisamente, figure eteree e luminose iniziarono a materializzarsi lungo il perimetro: erano gli spettri degli Antenati dei Warren.
Al centro spiccava la Matriarca, una figura maestosa: una donna dai lunghi capelli d'argento, dal volto severo e gli occhi che ardevano di una conoscenza millenaria.
Il suo sguardo si posò sugli Scott, pesando le loro anime.
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"Umani della stirpe Scott," la sua voce risuonò non nelle orecchie, ma direttamente nelle anime dei presenti.
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"Siete stati trascinati in una guerra che non vi appartiene per un legame che non comprendete appieno. il velo è caduto e la verità vi ha feriti. La nostra guerra non è la vostra, eppure i vostri destini si sono annodati ai nostri. Vi offriamo un'ultima via d'uscita:
Se ciò che provate per le mie discendenti è stato dettato dal caso, dalla lussuria o dall'inganno, varcate quella porta ora. La vostra memoria verrà cancellata e tornerete alle vostre vite mediocri, ignorando l'esistenza della magia, del sovrannaturale, della famiglia Warren e del dolore di questo tradimento. Non ci sarà colpa, né rimpianto. Vivrete vite tranquille, umane... e vuote."
Fece una pausa, il silenzio era assoluto.
Un brivido scosse la stanza.
La Matriarca fece una pausa, fissando Adrian e i gemelli.
"Ma se ciò che provate è davvero Amore — quel sentimento che sfida la logica e la morte — quella forza che non conosce catene né inganni — allora restate. Parteciperete alla cerimonia e diventerete i custodi della nostra stirpe. Sappiate anche che restare significa marciare verso la morte contro un'demonio che non ha pietà. Scegliete."
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Il silenzio che seguì fu assoluto.
Nessuno degli Scott si mosse.
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Adrian guardò Alexandria; vide la regina, sì, ma vide anche la donna che aveva pianto tra le sue braccia. Vide la sua vulnerabilità dietro il potere.
Fece un passo avanti, incrociando lo sguardo di Alexandria; poi Castiel, Nathaniel, Declan e Tyler fecero lo stesso.
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Il dolore del tradimento bruciava ancora, ma l'idea di vivere senza di loro era un'agonia peggiore.
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"Non siamo uomini che dimenticano," disse Adrian, la voce ferma.
"E non lasciamo che altri combattano le nostre battaglie. Restiamo. Per loro, non per il trono."
"Sia fatto," disse la Matriarca.
Un mormorio di approvazione si levò dagli spettri.
La Matriarca sollevò le mani diafane e un'ondata di calore avvolse il gruppo.
Iniziò la cerimonia, il Rito di Benedizione..
Un cerchio di fuoco azzurro circondò il gruppo mentre gli Antenati sussurravano benedizioni in una lingua dimenticata.
Fu una protezione invisibile che legò le loro aure, preparandoli allo scontro imminente.
Agli Scott vennero consegnati amuleti di protezione.
Quando gli spettri svanirono, la tensione che aveva avvelenato la giornata si spezzò; non c'erano più segreti, solo la cruda realtà di un destino comune.
Alexandria e Niko spiegarono loro ogni dettaglio tecnico: la debolezza dei vampiri alla verbena e all'uccisione per decapitazione o paletto di legno, la vulnerabilità dei lupi allo strozza-lupo e la morte per decapitazione o asportazione del cuore.
Impararono che i Warren erano quasi invulnerabili, potevano essere uccisi solo da un paletto d'argento nel cuore, che il loro sangue era l'unica cura per il morso di un lupo su un vampiro e che il loro sangue e quello dei vampiri era curativo per gli umani.
Quella notte la villa fu testimone di una riappacificazione profonda e disperata.
Le coppie si cercarono con una tenerezza nuova, unendo i corpi in un atto di amore che era al contempo un perdono e un addio alla loro vecchia vita.
“Non lasciarmi mai più” sussurrò Hope sulle labbra di Castiel.
Non fu il sesso selvaggio delle notti precedenti, ma un'unione sacra, un modo per dirsi tutto ciò che le parole non potevano più contenere.
Le coppie si riappacificarono con la forza di chi sa che, da domani, ogni bacio potrebbe essere l'ultimo.
Anche per Summer, nella sua stanza, il sonno arrivò solo dopo aver ripassato le formule del suo nuovo libro, mentre la presenza di Niko nella stanza accanto le infondeva una strana, calda sicurezza.
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L'indomani, all'alba, il jet li avrebbe portati in Moldavia, verso il cuore del territorio di Craven. Quella era l'ultima notte di pace.
Milos restava alle loro spalle, un paradiso perduto.
Davanti a loro, le ombre e il sangue della battaglia finale.
Alle sei del mattino seguente, il piazzale della villa era in pieno fermento. Il sole stava sorgendo, tingendo l'Egeo di un rosso sangue che sembrava profetico.
La squadra era pronta:
Alexandria e Adrian, al comando.
Le gemelle Warren e i fratelli Scott, uniti in coppie letali.
Summer, ancora incerta ma protetta dal gruppo.
La guardia d'élite: Rowan, August, Logan, Cole, Blake, Axel e le guerriere licantrope Trinity, Angel, Silver, Destiny, Morgan e Wiktoria.
I motori degli elicotteri rombarono nel silenzio dell'alba.
La destinazione era fissata: la tenuta di
Cricova, in Moldavia.
Il tempo dei dubbi era finito. Era tempo di guerra.15Please respect copyright.PENANAdmjDlCkI0k


