Il mattino a Milos si svegliò con un sole già caldo che faceva brillare le scogliere di gesso come diamanti grezzi. Dopo la notte appena trascorsa, l'aria nella villa era cambiata: c’era una confidenza nuova negli sguardi, una complicità che non aveva più bisogno di parole. Alexandria, radiosa nel suo abito di lino bianco, decise che era giunto il momento di presentare gli Scott alla radice della sua stirpe e annunciò la meta della giornata: Kimolos, la piccola isola vicina, selvaggia e autentica.
Il villaggio di pescatori più pittoresco dell'isola, con le sue case dai portoni colorati scavate nella roccia.
Il trasferimento con il motoscafo durò pochi minuti, approdando in un porticciolo dove il tempo sembrava essersi fermato. Alexandria condusse il gruppo, compresa una Summer sempre più affascinata dai colori della Grecia, verso il ristorante Prasonisi.
Ad attenderli sulla veranda a picco sull'acqua c'era Demetrios, il nonno materno di Alexandria e Sebastian. Un uomo dalla barba candida e la pelle bruciata dal sale e dal sole, i cui occhi verdi – identici a quelli della nipote – sprizzavano una vitalità millenaria.
"Benvenuti nella mia casa!" ruggì Demetrios, abbracciando Alexandria con una forza sorprendente per la sua età.
Quando posò lo sguardo su Adrian e i ragazzi, un sorriso sapiente gli increspò le labbra. Lui, il patriarca dei Warren greci, sapeva leggere le anime meglio di chiunque altro.
Il pranzo fu un trionfo di sapori greci autentici: ladenía (la pizza greca tipica di Kimolos), moussaka fumante, polpo grigliato, formaggi locali e litri di ouzo che rendevano l'atmosfera gioviale e rumorosa. Demetrios osservava gli Scott con curiosità, soffermandosi in particolare su Summer.
"Hai una luce strana nei tuoi occhi, ragazza," le disse in un inglese dal forte accento ellenico. "L'isola ti riconosce."
Demetrios intrattenne Adrian con storie di una famiglia antica, omettendo con abilità i dettagli sovrannaturali ma lasciando intendere che i Warren erano custodi di tradizioni che andavano oltre l'immaginazione.
Il pomeriggio fu dedicato a perdersi tra i vicoli bianchi e blu della Chora. Summer e le gemelle trascinarono i ragazzi Scott tra piccole botteghe di artigianato, gioielli in argento e sandali in cuoio fatti a mano.
Castiel e Hope camminavano mano nella mano, finalmente liberi dalle tensioni di Praga; lui le comprò un ciondolo di pietra lavica che, secondo la venditrice, proteggeva l'amore eterno.
Nathaniel e Faith si persero in una libreria di antiquariato.
Declan e Joy fotografavano ogni angolo architettonico, rapiti dalla luce greca.
Ty e Charity si fermarono ad accarezzare ogni gatto dell'isola, attirando l'attenzione di Summer che osservava i suoi nipoti con una gioia immensa, pur sentendo sotto la pelle uno strano formicolio ogni volta che sfiorava Alexandria o i ragazzi.
Faith e Joy aiutarono Summer a scegliere amuleti d'argento, scambiandosi occhiate complici ogni volta che la ragazza sfiorava involontariamente un oggetto magico facendolo vibrare.
Salutato Demetrios, fecero ritorno a Milos.
La sera, Milos si accese di luci.
La cena si svolse in un ristorante elegante nel villaggio di Pollonia.
Poi il gruppo si scatenò in un locale all'aperto dove la musica moderna si fondeva con ritmi mediterranei. Castiel e Hope ballavano corpo a corpo, incuranti di chiunque altro, mentre Nathaniel e Faith si muovevano più dolcemente, persi l'uno negli occhi dell'altra. Summer, al centro della pista, sembrava quasi in trance, i suoi movimenti assecondavano il ritmo in modo così perfetto da sembrare magico.
L'atmosfera non era più quella rilassata del pranzo. Il calore del vino, la vicinanza fisica dei corpi e il richiamo della natura sovrannaturale delle Warren, rinvigorita dal contatto con le proprie radici, stava creando un mix esplosivo.
l rientro alla villa avvenne sotto una coltre di stelle che sembravano a portata di mano.
il silenzio della notte fu rotto solo dal rumore della risacca. L'euforia della giornata e dell'alcol si trasformò rapidamente in una tensione carnale che chiedeva di essere consumata.
Ma non era un silenzio pacifico; era carico di urgenza.
Quella notte, le pareti della villa sembrarono tremare. Non ci furono carezze lente o sussurri romantici. Fu sesso selvaggio, primordiale, quasi una rivendicazione di possesso.
Hope, spinta dal desiderio di Castiel che non riusciva a smettere di toccarla, lo trascinò sul tappeto della suite, lasciando che la sua forza ibrida emergesse, trovando in lui un compagno capace di reggere l'urto della sua passione.
Alexandria e Adrian si chiusero nella loro stanza con una foga che fece cadere ogni residuo di protocollo regale. Per la prima volta, Adrian vide negli occhi di lei qualcosa di ferino, un potere che lo travolgeva e lo eccitava oltre ogni limite, mentre lei trovava nel "silenzio" di lui l'unico porto sicuro in cui potersi davvero perdere.
Le gemelle, unite dal legame mentale, sentivano l'elettricità scorrere tra le camere. Summer, nella sua stanza, si svegliò nel cuore della notte, il respiro affannato e le mani che emanavano un calore insolito. Guardò fuori verso il mare, sentendo che qualcosa in lei stava per spezzarsi, o forse, finalmente, per nascere. La vacanza stava diventando un rito di iniziazione, e il sangue dei Warren e degli Scott stava iniziando a bollire all'unisono.17Please respect copyright.PENANASC2nCRLyHM


