Io restavo sempre accanto a lei, tra l’erba e il sole della campagna. Ogni volta che un aereo passava sopra di noi, nonna si fermava, alzava lo sguardo verso il cielo e, con una rabbia che tremava fino alle mani, bestemmiava Cristoforo Colombo,in ciociaro ""Pozzen'ammazza a vui e a "Cristofero Colomba " che ha n'nventato l'America "colpevole di aver scoperto l’America, quella che le aveva portato via per sempre il suo “Cencio”, il nonno Vincenzo. Io guardavo insieme a lei quegli aerei minuscoli, sospesi come sogni lontani, e sentivo la forza della sua collera, il dolore nascosto dietro le parole urlate.
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Eppure, dietro la rabbia, c’era l’amore più grande che io avessi mai visto: trent’anni dopo, lei lo amava ancora, lo aspettava ancora. Io avevo solo otto anni e non sapevo ancora cosa fosse l’amore. Solo molto dopo ho capito: amare è aspettare, è sentire la lontananza come un vuoto che ti attraversa, e continuare a sperare, sempre, anche quando il cielo sembra troppo lontano per ascoltarti.
Giacinta (. Seguitemi sempre nei miei racconti con nonna ) continuerò. Se vi piacciono i miei racconti ricordo .
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